Le missioni metodiste nel Kansas

Già verso la fine del 1830 la MEC aveva inviato nel Kansas il reverendo Thomas Johnson affinché istituisse una missione per gli indiani Shawnee in quel territorio. L’anno successivo era stata fondata la missione dei battisti e nel 1837 quella dei quaccheri. In teoria le tre denominazioni avevano il medesimo obiettivo, tuttavia ben presto entrarono in competizione per accaparrarsi le anime da convertire. Thomas Johnson, che aveva ottime capacità amministrative, un grande senso degli affari e una notevole ambizione, fondò e diresse una scuola con annesse attività di artigianato, la Shawnee Manual Labor School, ottenendo l’approvazione della commissione metodista nel 1838, assicurandosi poi il sostegno del commissario per gli affari indiani e convincendo i capi Shawnee della necessità di tale istituto. La scuola occupava circa duemila acri, situati mezzo miglio a ovest del confine con il Missouri lungo la pista di Santa Fe. Con i suoi tre grandi edifici in mattoni che facevano da scuole/dormitori e numerose altre strutture e laboratori, la Shawnee Manual Labor School raggiunse il centinaio di studenti, superando di gran lunga le altre missioni.

Johnson si procurò alcuni schiavi e li introdusse nel Kansas probabilmente già dal 1832, come peraltro fece anche il locale agente indiano nel periodo compreso tra il 1832 e il 1837. A seguito del processo di acculturazione, risulta che alcuni degli Shawnee più abbienti – spesso mezzosangue – seguirono il loro esempio entrando in possesso di schiavi. La presenza di schiavi, che intorno al 1840 venne definita dalla missione come una “soluzione temporanea giustificata da circostanze peculiari,” divenne una fonte di controversia fra i metodisti. Dopo lo scisma del 1844 e l’implementazione di un iniziale piano di separazione, i metodisti del Nord persero la giurisdizione di tutte le missioni all’interno del Kansas (Abing 2001).

Dal punto di vista politico la missione di Johnson sembrava ben protetta, tanto da far restare lettera morta una segnalazione effettuata dai quaccheri nel 1847 per rendere nota la presenza di schiavi nel territorio del Kansas, in contrasto con il Compromesso del Missouri. Ciò non impedì al dibattito di estendersi anche in seno agli Shawnee, dove si formarono due fazioni: un gruppo progressista che voleva integrarsi con i bianchi e stava dalla parte della missione di Johnson e si contrapponeva a un gruppo più tradizionalista con idee antischiaviste. La tensione raggiunse livelli di rottura, tanto che una parte degli Shawnee decisero di ricongiungersi con le bande che si erano stabilite in Oklahoma, e altri ritirarono i figli dalla scuola della missione.

Fino ad allora gli indiani erano stati ligi alle leggi che imponevano di restituire ai legittimi proprietari gli schiavi fuggitivi che giungevano nel Kansas e nel Nebraska, tuttavia nel 1849 l’agente indiano espresse preoccupazione, perché alcuni indiani abolizionisti avevano invece cominciato ad aiutarli a raggiungere la libertà (Abing 2001).
Nel 1849 la MEC del Nord, dopo che l’anno precedente aveva ripudiato il piano per la spartizione dei territori fra i metodisti del Nord e del Sud, decise di essere anch’essa presente nel Kansas e vi inviò Thomas Markham, in qualità di missionario presso gli Shawnee. La sua presenza non fu bene accetta ai metodisti del Sud, che nel marzo 1850 indussero l’agente indiano a proibirgli di predicare. Quando nel 1851 la Chiesa del Nord si riunì a St. Louis venne discussa una lettera firmata da diversi indiani Shawnee fra cui Pascal Fish, capo dell’omonima banda, in cui si chiedeva un missionario per gli indiani antischiavisti. Il dr. Abram Still si dichiarò a favore del progetto e venne nominato sovrintendente delle missioni indiane. Partì nel 1851 per costruire la missione Wakarusa con l’aiuto di Pascal Fish e vi si trasferì con la famiglia nel marzo 1852, fondando una piccola scuola (Lewis 2012).

La missione tuttavia durò poco tempo: anche se da anni molte tribù indiane avevano convissuto pacificamente con i bianchi lungo le frontiere del Missouri, adesso si trovavano schiacciate dalle mire espansionistiche dei coloni e coinvolte nel dibattito sulla schiavitù. Gli Shawnee erano frammentati: da un lato vi era una maggioranza che ancora aderiva ai valori tradizionali e dall’altro una minoranza divisa tra gruppi cristiani quaccheri, battisti, metodisti del Nord e metodisti del Sud. Il 10 maggio 1854 gli Shawnee firmarono un trattato a Washington, cedendo 1,4 milioni di acri delle loro terre e tenendo per sé duecentomila acri. La missione dei metodisti del Sud ottenne per la scuola diecimila dollari spalmati in dieci anni oltre a una parte delle terre (Trowbridge 1991), ma niente venne destinato ai metodisti del Nord e ben poco alle altre confessioni. A nulla valsero le proteste e le suppliche per una ripartizione più equa (Abing 2001). La missione Wakarusa risultò situata sulle terre di proprietà di Pascal Fish, che consentì al dr. Abram Still di rimanere nell’edificio per l’inverno successivo e fu probabilmente colui che gli corrispose ottocento dollari (non dovuti) per la proprietà (Trowbridge 1991).

L’approvazione del Kansas-Nebraska Act il 30 maggio 1854 causò un’invasione dei territori da parte dei bianchi che da un lato condividevano l’obiettivo di appropriarsi delle terre e dall’altro erano divisi in due fazioni, ciascuna desiderosa di raggiungere la maggioranza alle elezioni che avrebbero deciso se il Kansas sarebbe stato uno stato schiavista oppure libero. Nel Nord la missione dei metodisti del Sud venne additata come un avamposto favorevole alla schiavitù, e le mire politiche di Thomas Johnson vennero confermate quando riuscì a farsi eleggere nella prima controversa legislatura e a fare approvare leggi severe a protezione dello schiavismo (Abing 2001).

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