La Storia dell’Osteopatia in Francia

In Francia, come nel resto d'Europa, l'osteopatia non ebbe lo stesso sviluppo dirompente che aveva conosciuto negli USA, qui l'osteopatia mosse i primi passi nel contesto della medicina ortodossa, seppure fino agli anni Cinquanta venne anche applicata da numerose categorie di altri operatori quali ad esempio gli aggiustaossa, i massaggiatori, i chiropratici, i fisioterapisti e i chinesiterapisti. L'associazione ad altre medicine alternative fu in seguito anche uno scaltro espediente per la sopravvivenza.

La Société Française d’Ostéopathie – Robert Lavezzari e Robert Maigne

Nel 1913 venne pubblicato in Francia un volume a firma dei dottori Moutin e Mann, che ricorda le opere di Barber: una breve guida introduttiva sull’osteopatia, rivolta a tutti i professionisti sanitari ma anche al pubblico in generale, con immagini e descrizione di alcune tecniche manipolative (Moutin e Mann 1913). 

Tuttavia, le origini dell’osteopatia francese risalgono all’opera di un medico, il dottor Robert Lavezzari (1886-1977), laureatosi nel 1913 alla facoltà di medicina dell’Università di Montpellier con una tesi sull’isteria (Lavezzari 1913). 

Dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale rientrò a Nizza, la sua città natale, e rimase incuriosito da un articolo di Florence Gair, un’osteopata americana che era stata molto vicina ad Andrew Taylor Still. Come ricorda Booth, si trattava di una ragazza benestante di Brooklyn, New York, che aveva avuto un incidente equestre nel 1891 ed era rimasta invalida. Essendo successivamente guarita grazie all’osteopatia, si era iscritta alla scuola di Kirksville nel 1907 e aveva completato gli studi al solo fine di rendersi utile all’umanità. Dal 1911 aveva aperto nella città natale una clinica per bambini indigenti, soprattutto affetti da paralisi, che aveva poi ingrandito nel 1917 grazie ai fondi del padre (Booth 1924: 725ss). 

Fu così che intorno al 1918 Robert Lavezzari cominciò a praticare l’osteopatia, applicando principalmente le tecniche di mobilizzazione delle vertebre cervicali e dando vita nel 1932 al primo corso di osteopatia presso il Dispensario Hahnemann di Parigi (Dispensaire Hahnemann de Paris), città nella quale poi si stabilì nel 1936. Pubblicò vari articoli e tenne conferenze, inoltre scrisse un volume intitolato Une nouvelle méthode clinique et thérapeutique: l’ostéopathie (Un nuovo modello clinico e terapeutico: l’osteopatia) che venne pubblicato nel 1949.

Insieme ad altri colleghi istituì nel 1951 la Società Francese d’Osteopatia (Société Française d’Ostéopathie, SFO), alla quale potevano iscriversi i laureati in medicina che applicavano le tecniche manipolative osteopatiche. Presiedette la società, ancora oggi esistente, fino al 1977 (Cardin 2004: 36; www.tuttosteopatia.it)

Un altro medico interessato alla terapia manuale fu il reumatologo francese Robert Maigne (1923-2012) il quale negli anni Cinquanta studiò presso la British School of Osteopathy, BSO, di Londra per un anno, avendo come maestro il noto osteopata Myron Beal

Robert Maigne introdusse le tecniche manipolative nei corsi di studi delle università di medicina francesi e creò il concetto di “disturbo doloroso intervertebrale minore” secondo lui accompagnato da modifiche palpabili nei tessuti molli del metamero corrispondente (sindrome cellulo-teno-mialgica). Fu autore di numerosi articoli e libri, nel 1959 istituì la Société Française de Médecine Manuelle Orthopédique et Ostéopathie Médicale (SOFMMOM) e nel 1968 fu tra i fondatori della Federazione Internazionale di Medicina Manuale (Fédération Internationale de Médecine Manuelle, FIMM), l’associazione internazionale dei laureati in medicina che applicano le tecniche manipolative manuali.

Nel complesso, questo filone di pensiero integrava l’osteopatia nella medicina ortodossa come terapia di riabilitazione, caratterizzata da un insieme di manovre precise e codificate, ignorandone gli aspetti filosofici e le tecniche funzionali. I rappresentanti di questa corrente ritenevano la manipolazione una tecnica prettamente medica e lottavano contro coloro che praticavano la medicina manuale senza essere laureati in medicina.

L’osteopatia francese si diffuse nel dopoguerra fra molti operatori non laureati in medicina. Inizialmente furono due chinesiterapisti, Paul Geny e l’amico Jacques Potter, a fondare la Società di Ricerche Osteopatiche (Société de Recherches Ostéopathique, SRO). Paul Geny aveva conosciuto l’osteopatia grazie agli insegnamenti di un osteopata inglese, Tom Dummer. Dal 1951 cominciarono i corsi, strutturati come seminari. Molti dei partecipanti diventarono successivamente docenti della Scuola Francese di Osteopatia (cole Française d’Ostéopathie, EFO), fondata nel 1956. 

Nel marzo dello stesso anno si costituì anche un’associazione di categoria, denominata Sindacato dei Massaggiatori Osteopati Francesi e dell’Unione Francese (Syndicat des Masseurs – Ostéopathes de France et de l’Union Française). Questa si fuse nel 1960 con l’associazione che raccoglieva gli operatori di masso-osteopatia. 

Nel 1960 Paul Geny rese lEFO indipendente dalla scuola di chinesiterapia con la quale condivideva i locali e la trasferì in un’altra sede. I corsi si svolgevano da novembre a maggio e prevedevano sette seminari tenuti dal venerdì al lunedì. Fra gli insegnanti si contavano diversi osteopati e chiropratici britannici, come John WernhamParnell Bradbury e Denis Brookes. L’igiene e la naturopatia erano insegnati da Tom Dummer.

In seguito ai problemi emersi a causa di un decreto ministeriale del 1962 che aveva vietato agli operatori non laureati in medicina di praticare l’osteopatia in Francia, nel 1965 l’EFO venne trasferita a Londra presso il British College di Naturopatia e Osteopatia (British College of Naturopathy and Osteopathy, BCNO) dove i suoi sedici alunni dovettero recarsi per proseguire gli studi.

Dopo qualche anno, date le richieste che provenivano anche da paesi diversi dalla Francia, la scuola venne ribattezzata Scuola Europea di Osteopatia (cole Européenne d’Ostéopathie, EEO), e poi nel 1971 venne trasferita a Maidstone, nel Kent, sotto la presidenza di Tom Dummer – il noto osteopata propugnatore della tecnica di aggiustamento specifico (Specific Adjusting Technic, SAT). Nel 1974 assunse anche il nome di European School of Osteopathy, ESO, l’istituto esiste ancora oggi. 

Un ulteriore sviluppo dell’osteopatia francese si ebbe quando René Quéguiner, Francis Peyralade e Bernard Barillon, tre osteopati formatisi alla scuola di Paul Geny, proseguirono gli studi sotto la guida di Denis Brookes, un appassionato fautore dell’osteopatia in ambito craniale. Il 30 novembre del 1964 Denis Brookes riuscì nell’intento di organizzare il primo seminario di questa materia, che venne tenuto da un gruppo di osteopati americano che erano stati allievi diretti di Sutherland: Harold I. Magoun, Viola Frymann e Thomas Schooley.

Quando gli americani si resero conto che tre dei partecipanti al seminario, i giovani osteopati francesi, non possedevano la laurea in medicina furono molto contrariati, tuttavia alla fine decisero di sottoporli a un piccolo esame: dovevano riconoscere esclusivamente mediante la palpazione, a occhi bendati, un osso del cranio. I tre superarono la prova e dopo aver studiato per altri cinque anni ricevettero l’autorizzazione a insegnare l’osteopatia in ambito craniale in Francia. Nel 1978 René Quéguiner e Francis Peyralade fondarono la Società per lo studio, la ricerca e l’insegnamento delle tecniche osteopatiche (Société d’études, de recherche et d’enseignement des technique ostéopathiques, SERETO).

In campo politico, le terapie manuali in Francia videro due raggruppamenti contrapposti. 

Da un lato vi erano coloro che sostenevano l’appartenenza esclusiva di queste discipline al campo medico, inizialmente rappresentati dal Sindacato Nazionale degli Ortoterapisti di Francia e dell’Unione Francese (Syndicat National des Médecins Orthothérapeutes de France et de l’Union Française, SNMOFUF), fondato nel 1953 da Robert Maigne e alcuni suoi colleghi. Dal 1958 lo SNMOFUF cambiò nome in Sindacato Nazionale dei Medici Osteopati di Francia (Syndicat National des Médecins Ostéothérapeutes de France, SNMOF) e dal 2002 venne denominato Sindacato di Medicina Manuale-Osteopatia di Francia (Syndicat de Médecine Manuelle Ostéopathe de France, SMMOF). 

Dall’altro lato vi erano invece diverse associazioni di operatori non laureati in medicina, fra cui: 

  • l’Associazione Francese a Difesa dell’Osteopatia (Association Française de Défense de l’Ostéopathie, AFDO), fondata nel 1973 per raccogliere gli osteopati diplomati all’ESO di Maidstone, che dal 1995 prese il nome di Sindacato Francese degli Osteopati, (Syndicat Français des Ostéopathes, SFDO).
  • L’Associazione Osteopatica Internazionale (Association Ostéopathique Internationale, AOI), fondata nel 1963 per mettere in connessione e riunire gli specialisti qualificati sotto un’unica bandiera allo scopo di promuovere e difendere l’osteopatia, la sua pratica e il suo avvenire. L’AOI si impegnò anche nella lotta per il riconoscimento ufficiale della scienza osteopatica. Nel 1973 l’AOI cambiò il suo nome in Istituto Internazionale di Eziopatia (Institut International d’Étiopathie, IIE). L’utilizzo della parola ‘eziopatia’ fu una scelta del fondatore dell’AOI, Christian Trédaniel, in quanto riteneva che la parola ‘osteopatia’ fosse limitante nel definire una scienza che non si occupava solo della cura delle ossa. Ma dietro questo cambiamento si celavano per lo più ragioni di tipo politico; infatti l’ordine dei medici francesi, visto il successo ottenuto dall’osteopatia presso i fisioterapisti, fece pressione sulle autorità affinché gli osteopati non in possesso di una laurea in medicina non fossero autorizzati ad insegnare l’osteopatia. Non c’erano invece prescrizioni per l’insegnamento dell’eziopatia.
  • L’Istituto Nazionale del Collegio di Osteopatia (Institut National du Collège d’Ostéopathie, INCO), che nel 1974 si pose l’obiettivo di riunire gli specialisti osteopati, in particolare per la ricerca delle scienze e delle tecniche migliori in un contesto naturopatico ed ecologico. 

La pratica dell’osteopatia al di fuori della medicina ortodossa continuò a diffondersi, e dall’inizio degli anni Ottanta cominciarono a nascere organizzazioni a titolo volontario, simili a ordini professionali, quali ad esempio il Registro degli Osteopati Francesi (Registre des Ostéopathes de France, ROF) e la Federazione degli Osteopati Francesi (Fédération des Ostéopathes de France, FOF). Il ROF era un registro fondato nel 1981 che raccoglieva coloro che si dichiaravano osteopati apertamente, ovvero, non praticavano la disciplina di nascosto, definendola con altri nomi, come, per esempio, chinesiterapia o fisioterapia; la sua missione, infatti, era proprio quella di promuovere l’esercizio dell’osteopatia come professione indipendente. La FOF, d’altro canto, altro non era che un’evoluzione della Federazione Francese di Osteopatia (Fédération Française d’Ostéopathie, FOF) – associazione nata nel 1976 a Montpellier, con l’obiettivo di riunire le organizzazioni che difendevano l’osteopatia e le terapie manuali, ovvero il Collegio Nazionale di Osteopatia  (Collège Nationale d’Ostéopathie, CNO)  e il Collegio Francese di Osteopatia (Collège Français d’Ostéopathie, CFO). 

Inoltre l’osteopatia si era conquistata il favore del pubblico: a titolo di esempio si ricorda che i genitori dei bambini disabili e gli osteopati lavorarono fianco a fianco per fondare a Grenoble, nel 1983, l’EHEO (Association Enfants Handicapés-Espoir Ostéopathique). Questa struttura offriva l’assistenza osteopatica su base volontaria a bambini gravemente disabili che probabilmente non avrebbero avuto accesso a tali servizi a causa dei notevoli costi.

L’8 ottobre del 1986, il Prof R. Villey (l’allora Presidente dell’Ordine Nazionale dei Medici) ricevette in udienza i rappresentanti dell’FOF e dell’AFDO. Il Prof Villey concluse la riunione promettendo che non avrebbe intrapreso alcuna misura che violasse la legge francese che contrastava l’inganno perpetrato da individui inaffidabili, i cosiddetti ciarlatani.

Nello stesso anno vennero introdotte anche misure fiscali a scapito degli osteopati, infatti a partire dal 1986 tutti gli osteopati ebbero l’obbligo di versare l’IVA. Una decisione di questo genere rinforzava il rifiuto da parte delle autorità francesi di riconoscere l’osteopatia come professione sanitaria; infatti, le professioni basate sulla cura alla persona in Francia sono esentate dal pagamento dell’IVA. Ma questo fu solo uno dei colpi inferti alla professione dalle istituzioni francesi, il peggio doveva ancora venire, e non si fece attendere a lungo.

A partire dal 1988 gli osteopati non provvisti di una laurea in medicina si ritrovarono ad affrontare un periodo oscuro, che prese il nome di “années noires”, “anni bui”. Le problematiche di questi anni si manifestarono soprattutto nell’aumento del numero di processi per esercizio illegale della medicina a cui molti osteopati furono sottoposti, associato di fatto ad un aggravamento delle pene inflitte. La particolarità di questi eventi è che non riguardò i singoli osteopati nella loro individualità ma piuttosto interi gruppi, come, per esempio, tutti gli osteopati di una stessa città, sottoposti a persecuzione e infine condannati. 

Dall’inizio degli anni Novanta proliferarono le scuole che offrivano una formazione osteopatica a studenti che avevano solo il diploma di maturità e nessuna possibilità di fare esperienza nel contesto sanitario ufficiale.

Nel 1999, il Segretario di Stato francese per la Salute e l’Azione Sociale affidò a Guy Nicolas l’incarico di effettuare una ricerca sulle pratiche osteopatiche e chiropratiche, con l’intenzione di definire i requisiti minimi per la pratica dell’osteopatia. Il rapporto uscì l’anno successivo. Nello stesso anno i medici osteopati appartenenti allo SNMOF si lanciarono in una campagna finalizzata a dissolvere il ROF che rappresentava la maggior parte degli osteopati privi di laurea in medicina. Nonostante la denuncia in tribunale l’operazione si concluse con un nulla di fatto.

Riportiamo di seguito le varie tappe che portarono al riconoscimento dell’osteopatia sul territorio francese. 

Il giorno 4 marzo 2002 (Loi n° 2002-303) segnò un punto di svolta nella storia dell’osteopatia francese grazie all’approvazione della legge Kouchner da parte dell’Assemblea Nazionale. Il titolo di osteopata venne finalmente riconosciuto e la formazione continua diventò obbligatoria. In altre parole, il titolo poteva essere usato unicamente dalle persone in possesso del diploma rilasciato da un ente di formazione accreditato dal Ministero della Salute. Inoltre, la HAS (Haute Autorité de Santé) fu incaricata di produrre un manuale di linee guida chiamato RBP (Recommandations de Bonnes Pratiques). Nonostante questo, si perpetrò fino al 2007 una situazione di incertezza dato che la legge Kouchner non precisava né il tipo di formazione richiesta, né lo spazio d’azione della pratica osteopatica – per non parlare della mancanza di precisione riguardo allo stato degli osteopati esclusivi. L’osteopatia era quindi definitivamente entrata nella legalità senza tuttavia usufruire di una regolamentazione chiara.

Il giorno 6 agosto 2002 invece una nuova legge (Loi n. 2002-1062) sancì l’amnistia per il reato di esercizio illegale della medicina dovuto all’esercizio dell’attività osteopatica.

Un ulteriore passo verso la credibilità dell’osteopatia si compì il 25 marzo 2007 tramite il Decreto n. 435 relativo agli atti e alle condizioni per la pratica dell’osteopatia (Décret n°2007-435). Il decreto definì le condizioni di esercizio della pratica osteopatica e gli atti in essa vietati o con condizioni d’accesso limitate. Questa data fu anche un passaggio decisivo per l’insegnamento dell’osteopatia, con l’introduzione di un sistema di riferimento formativo,  e con la definizione, tra le altre cose, delle modalità per richiedere l’abilitazione dopo il conseguimento di una formazione minima.

Una volta pubblicati i decreti attuativi, il ROF li accolse favorevolmente. Nella comunità osteopatica francese, questa presa di posizione del ROF suscitò confusione ed incomprensione dato che i contenuti divulgati tenevano poco conto delle richieste formulate dai professionisti stessi. Il ROF invece considerava questo sviluppo vitale per l’osteopatia in quanto l’assenza di una legislazione ne stava compromettendo sempre più la pratica sul territorio, visto che milioni di francesi ricorrevano già all’osteopatia. Seguendo questa logica, a partire dal 2007 il ROF si rivolse al Consiglio di Stato in merito all’applicazione dei decreti da parte del Ministero della Salute. 

Il 30 aprile 2007, si costituì la Commissione nazionale di riconoscimento (Commission nationale des agréments) con la funzione di approvare gli istituti autorizzati alla formazione degli osteopati. Occorre ricordare che l’insegnamento delle materie biologiche ed osteopatiche doveva rispettare una base di 2660 ore e che, per ottenere l’accreditamento, ogni scuola doveva rispettare un elenco rigoroso di criteri. Tuttavia, tra il 2007 ed il 2009, il Ministero della Salute rilasciò il certificato di riconoscimento a svariati istituti, bypassando l’opinione della stessa Commissione.

Nacque così nel 2009 la legge Ospedale-Paziente-Salute-Territorio (Loi Hôpital-Patient-Santé-Territoire) volta a rafforzare la formazione ed il controllo sugli enti erogatori. Inoltre, si poteva ottenere sin dal 2007 il diploma in osteopatia completando un percorso di studi di 3 anni, il cosiddetto Bac+3 (equivalente ad una laurea universitaria). Il titolo richiesto per accedere ad una di queste scuole private era, ed è tutt’oggi, il diploma di maturità.

Questo sollevò moltissimi interrogativi a causa della scomparsa dell’obbligo di rivolgersi ad un medico per la pratica delle manipolazioni cervicali. Si noti inoltre che l’elenco dei corsi obbligatori era relativamente breve. Così gli studenti che fallivano gli esami di ammissione in medicina o fisioterapia, spesso si riversavano nelle scuole private di osteopatia. A questo va aggiunto il fatto che la professione osteopatica cominciò ad andare molto di moda, probabilmente a causa del suo grande potenziale remunerativo. Insomma, sicuramente l’osteopatia stava diventando sempre  più attraente, ma a quale prezzo? In fondo l’etica dell’insegnamento dipendeva in gran parte proprio dall’integrità dei direttori degli enti formativi poiché per alcuni l’osteopatia era diventata un vero e proprio business.

Nel 2009, la situazione dell’osteopatia – e della chiropratica – diventò problematica in particolare a causa di tre fattori. Innanzitutto, esisteva una forte eterogeneità nel modo di accedere a queste discipline mentre il modo di esercitarle era identico. L’eterogeneità stessa della formazione veniva imputata ad una sorta di lassismo. E per concludere, il costo della formazione in enti privati rimaneva alto, pur non avendo una base scientifica appropriata, che a quel tempo si riteneva che orientasse gli studenti verso sbocchi aleatori. Per questo motivo, certe scuole cercarono di radunarsi per lottare nel nome della qualità dell’insegnamento. Questa iniziativa permise del resto a molte di loro di ottenere la carta Erasmus.

L’osteopatia proseguiva la sua ascensione verso il riconoscimento con il decreto del 12 luglio 2012 (Arrêté du 12 juillet 2012) – modificato nel 2014 – che produsse l’integrazione della professione di osteopata nell’ADELI, un registro nazionale che elenca gli operatori sanitari accreditati, e raccoglie delle informazioni su di loro come il luogo di esercizio, i diplomi, le lingue parlate ecc. Il numero assegnato dall’ADELI a ogni professionista veniva poi riportato sulla sua carta di operatore sanitario (carte de professionnel de santé, CPS). Faccciamo ora un breve salto nel presente: nel 2022, ADELI è diventato obsoleto; nell’ambito del progetto EPARS, gli osteopati saranno incorporati nel corso del 2023 nell’Elenco Condiviso degli Operatori Sanitari  (Répertoire Partagé des Professionnels de Santé, RPPS) corrispondente ad un numero unico e permanente.

Detto questo, possiamo tornare al nostro viaggio nel tempo. 

I rappresentanti degli osteopati esclusivi e la Direzione Generale per la Sanità (Direction Générale de l’Offre de Soins, DGOS) organizzarono una riunione il 15 aprile 2013 avente come oggetto la revisione del sistema formativo e l’organizzazione di un programma di lavoro articolato in tre fasi: la redazione di un referenziale per le attività e competenze degli osteopati; l’elaborazione di un referenziale per la formazione degli osteopati; il cambiamento dei criteri di riconoscimento degli enti di formazione.

Con l’obbligo della responsabilità civile professionale (Responsabilité Civile Professionnelle, RCP) tramite la legge n. 201 del 24 febbraio 2014 (Loi n°2014-201) il governo contribuì ad ancorare più saldamente gli osteopati all’interno del panorama sanitario francese. Dal 1° gennaio 2015, ogni operatore autorizzato ad usare il titolo di osteopata divenne soggetto all’obbligo di legge che consisteva nel risarcimento di eventuali danni causati agli altri durante l’esercizio della professione. In sostanza, doveva poter dimostrare che la sua responsabilità era coperta nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.

In seguito alla proliferazione delle scuole di osteopatia in Francia, il governo ed i rappresentanti della professione ritennero che la qualità della formazione fosse in pericolo, il che comportava un rischio per la salute in generale. Pertanto delinearono insieme un nuovo quadro giuridico. Fu con il decreto del 12 dicembre 2014 (Arrêté du 12 décembre 2014) che fu finalmente stabilita l’armonizzazione della formazione osteopatica, sancendo, tra le altre cose, che il diploma venisse rilasciato non dopo 3 anni di studi ma bensì dopo 5.

Nel settembre del 2015, la Francia registrò 26 enti di formazione accreditati. Questo numero aumentò fino al 2021 – anno in cui il Ministero della Salute controllerà più da vicino il rispetto dei criteri di formazione. 

Il 1° settembre 2021, la sentenza venne pronunciata: su 31 scuole osteopatiche, 9 persero il loro riconoscimento a causa della “totale degradazione della qualità del curriculum”, alcune subirono una riduzione della loro capacità di accoglienza mentre altre ancora furono tenute sotto stretta osservazione da parte del Ministero della Salute. Perciò, l’inizio dell’anno accademico 2021 registrò 8907 alunni contro 11345 dell’anno precedente. Nonostante tutto, le scuole escluse non si arresero e chiesero un rinnovo del loro certificato che riuscirono ad ottenere il 22 settembre 2021, un certificato comunque provvisorio e limitato all’anno accademico 2021-2022.

Nel 2002, si calcolava che c’erano 4.000 osteopati in Francia, per un totale di 4 milioni di consultazioni annuali (contro circa 20 milioni nel 2010). Alla fine del 2008, il numero degli osteopati era più che raddoppiato arrivando a 9.808. Successivamente, la professione conobbe un boom demografico dal 2007 spiegabile con l’apertura di numerosi enti di formazione. Questi ultimi permisero l’entrata sul mercato di un numero che va da 2.500 a 3.500 osteopati l’anno. Ciononostante, tra il 2012 ed il 2014, si registrò un calo notevole degli studenti dovuto alla regolamentazione del sistema di formazione (criteri qualitativi, numero chiuso). 

Per di più, si osservava col tempo una tendenza all’esercizio esclusivo della professione. Nel 2010, il 43% degli osteopati praticava esclusivamente l’osteopatia, ma due anni dopo questo trend si invertì per raggiungere il 53%. Nel 2016, trovavamo 26.222 osteopati tra cui 14.953 esclusivi, ossia il 57%. Nel dicembre 2017, si contavano 29.612 osteopati tra cui circa il 60% era esclusivo secondo l’ADELI. Nel gennaio 2022, gli osteopati esclusivi raggiunsero il 63%. 

Questo exploit dell’osteopatia si rispecchiò nella sua crescente diffusione sul territorio, così come sulla facilità d’accesso da parte della popolazione ai trattamenti offerti. Ecco alcuni dati lampanti: nel 2010 si contava 1 osteopata ogni 5.566 abitanti (con 11.608 osteopati in totale) mentre nel dicembre 2021 si contava 1 osteopata ogni 1829 abitanti (con 36.861 osteopati in totale), segnando un incremento della professione osteopatica del 218%. Queste cifre corrispondono a delle medie annuali calcolate sull’intero territorio francese. 

In termini di densità, quindi, la Francia occupa il primo posto in Europa; infatti se confrontiamo i dati del Belgio, per esempio, noteremo una sostanziale differenza; 1 osteopata ogni 4.600 abitanti nel 2022. Ma il primato della Francia supera i confini del vecchio continente fino a superare, in termini di densità, la popolazione osteopatica degli stessi Stati Uniti d’America, paese natale dell’osteopatia, che contavano nello stesso anno 40.000 osteopati. 

La domanda crescente da parte della popolazione trovava dunque risposta nell’aumento folgorante del numero di osteopati in Francia. Anche se questi ultimi si radunavano essenzialmente nelle grandi città, l’osteopatia rimaneva comunque presente su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione più forte nelle regioni nel sud della Francia (Auvergne-Rhône-Alpes, Occitanie, Provence-Alpes-Côte d’Azur, Nouvelle-Aquitaine). D’altra parte, le regioni rurali, peri-urbane ed al nord della regione della Loira erano deserti sanitari. Ciò che raffigurava una manna dal cielo per gli operatori giovani. 

A partire dal 2009, al boom della professione si affiancò anche una sua progressiva femminilizzazione. Ecco, l’evoluzione della percentuale di donne nel mestiere di osteopata:

  • Il 38% nel 2014
  • Il 43% nel 2017
  • Il 45% nel dicembre 2021

Secondo il Dipartimento di Ricerca, Studi, Valutazione e Statistica (Direction de la Recherche, des Études, de l’Évaluation et des Statistiques, DREES), gli uomini rappresentavano il 55% degli osteopati nel 2021 contro il 62% nel 2014. Quindi, l’osteopatia si stava orientando verso una parità tra i sessi, con un trend positivo per le donne. 

Si poteva apprezzare anche un certo dinamismo all’interno della professione, la cui popolazione rimaneva particolarmente giovane. Nel 2021, la fascia di età compresa tra i 25 e i 35 anni rappresentava il 34% degli osteopati mentre quella compresa tra i 35 e i 45 anni ne rappresentava il 30%. Pertanto, più di un osteopata su tre avevano meno di 35 anni e più di due su tre avevano meno di 45 anni. 

Un incremento del numero di osteopati supplenti iniziò a pigmentare il panorama osteopatico. Nel 2012 si contavano 980 supplenti per 17.835 osteopati. Quattro anni dopo, se ne contavano 1.854 per 26.222 osteopati. 

D’altronde, il numero di iscritti allAgenzia Regionale della Salute (Agence Régionale de Santé, ARS) andò alle stelle:

  • 70 iscrizioni nel 2002
  • 8.971 iscrizioni nel 2008
  • 2.116 iscrizioni nel 2021

Nell’anno 2008 ci fu un’aumento netto, conseguenza diretta della legge del 2002 e della registrazione dei diplomi ottenuti prima di quell’anno. Dal 2010, la media annuale delle iscrizioni all’ARS si era stabilita intorno alle 2000 unità all’anno. 

Per tornare brevemente al numero di consultazioni, se ne deduce una curva crescente dall’aumento delle coperture da parte delle assicurazioni sanitarie private, sempre più aperte a prendere a carico le spese delle prestazioni osteopatiche. 

Per capire il ruolo giocato dall’osteopatia nella società francese dalle sue origini ad oggi, è indispensabile osservarne l’aspetto sociologico ed economico. 

Nel 2010, ben il 42% della popolazione aveva già consultato un osteopata, tuttavia questa percentuale continuò a crescere, raggiungendo il 67% nel 2016. Non sarebbe infatti errato dire che l’osteopatia godeva di una considerazione piuttosto positiva da parte dei francesi. Il sondaggio realizzato dall’Istituto di studi di opinione e di marketing in Francia e all’estero (Institut d’études opinion et marketing en France et à l’international, Ifop) per gli Osteopati di Francia (Ostéopathes de France) nel 2016 dimostrò che più di 1 francese su 10 aveva una “buona” opinione dell’osteopatia mentre 3 francesi su 10 ne avevano addirittura una “molto buona”. Inoltre, nell’ambito di questo stesso sondaggio, 9 francesi su 10 avevano riconosciuto l’efficienza dell’osteopatia.  

Uno studio condotto nel 2019 dal Gabinetto Asterès Studi & Consulenze (Cabinet Asterès Études & Conseils) su richiesta del ROF e del CBP Assicurazioni (CBP Assurances), illustrò l’impatto economico dell’osteopatia in Francia. Questo studio selezionò solo due problematiche trattabili con l’osteopatia (lombalgia e cervicalgia), concentrandosi sui lavori più robusti e conservativi relativi all’osteopatia. 

Lo studio mostrò che il 6% dei pazienti, che oltre a seguire una terapia cosiddetta “classica” venivano anche seguiti da un osteopata, ottenne un tasso di recupero maggiore. Questo indusse un guadagno economico globale. Tramite lo studio, i dati ottenuti sottolineavano il fatto che il guadagno economico era pari a 67 milioni di euro all’anno; calcolabili da 29 milioni di euro di risparmio per l’assicurazione sanitaria, la Cassa Nazionale di Assicurazione Sanitaria (Caisse Nationale d’Assurance Maladie, CNAM), 51 milioni di euro di guadagno per le aziende e 13 milioni di euro di spese addizionali per i pazienti e la loro assicurazione integrativa.

Per deduzione, l’impatto dell’osteopatia in Francia nel 2009 poteva essere definito positivo.

Il panorama osteopatico francese si compone di una varietà di attori differenti, alcuni dei quali hanno il compito di garantirne il buon funzionamento. 

  • Le Agenzie Sanitarie Regionali (Agences Régionales de Santé, ARS): in ogni regione esiste un’agenzia col dovere di monitorare la sicurezza sanitaria per rispondere meglio ai bisogni della popolazione e migliorare l’efficienza del sistema. La Francia ne conta 19 in totale. 
  • Il Ministero della Solidarietà e della Salute (Ministère des Solidarités et de la Santé): elabora e mette in atto la politica del governo nell’ambito degli affari sociali, della solidarietà e della coesione sociale, della sanità pubblica ed dell’organizzazione del sistema sanitario. 
  • L’Alta Autorità di Sanità (Haute Autorité de Santé, HAS): a cui spettano tre funzioni, ossia la valutazione dei medicinali, dei dispositivi e degli atti per il rimborso; lo sviluppo delle linee guida; la misura ed il miglioramento della qualità degli ospedali, delle cliniche, dei medici cittadini e dei centri sociali e medico-sociali. 
  • Il Ministero dello Sport (Ministère des Sports): questa amministrazione pubblica definisce gli obiettivi per quanto riguarda la politica nazionale dello sport. Ne fissa il quadro giuridico e deve garantire il rispetto dell’interesse generale.
  • Il Ministero dell’Agricoltura e dell’Alimentazione (Ministère de l’Agriculture et de l’Alimentation): è incaricato di rafforzare l’indipendenza alimentare.

Inoltre, esiste una distinzione tra osteopati esclusivi e non esclusivi che si estende fino ad avere una gestione separata riguardo ai loro organismi. 

Iniziamo con gli osteopati esclusivi. 

  • Il ROF (già presentato sopra)
  • L’Accademia di Osteopatia (Académie d’ostéopathie): nacque il 26 gennaio 1997 su iniziativa di più di 60 osteopati come associazione no profit, legge 1901, con l’aiuto di diverse associazioni di categoria del tempo. Essa si definisce come luogo di scambio e di riflessione sulla tradizione, la filosofia, la ricerca e l’arte dell’osteopatia. Oggi, vive attraverso il lavoro volontariato di molti osteopati che condividono la stessa volontà di servire al meglio l’osteopatia.   
  • Inoltre ci sono i sindacati che si presentano come i portavoce della professione osteopatica presso le autorità governative francesi:
    •  Osteopati di Francia (Ostéopathes de France, ODF ,  ex UFOF), creato nel 1987
    •  Sindacato Francese degli Osteopati  (Syndicat Français des Ostéopathes, SFDO), creato nel 1973
    •  Camera Nazionale degli Osteopati (Chambre Nationale des Ostéopathes, CNO), creato nel 2004 
  • Ci sono anche associazioni umanitarie tra cui:
    • Corp’Ostéo che venne creata da due osteopati parigini nel settembre 2013. L’associazione legge 1901 propone cure osteopatiche ai cittadini più poveri o in difficoltà a livello sanitario. Raduna persone in condizioni di povertà, di precarietà ma anche persone con disabilità o che vivono ai margini della società. Luogo di cura: Parigi. 
    • Il Dispensario osteopatico per neonati e bambini o mercoledì di osteopatia (Dispensaire Ostéopathique du nourrisson et de l’enfant ou les mercredis de l’ostéopathie, DONE): creata nel marzo 1998, quest’associazione viene gestita dagli osteopati di Grenoble. Offre delle consulenze osteopatiche volontarie per neonati e bambini disabili o provenienti da famiglie in difficoltà economiche. Luogo di cura: Grenoble e dintorni.
    • Emerging Countries Humans & Osteopaths (ECHOSTEO): senza scopo di lucro, l’associazione legge 1901 opera grazie ad osteopati volontari e studenti in osteopatia altrettanto volontari fin dal 2014. I fondatori Julie Nicolas e Samuel Hagiakan condividevano la stessa ambizione: oltrepassare i confini geografici e sociali per migliorare la salute nei paesi in via di sviluppo introducendo l’osteopatia. 
  • Gli esperti giudiziari sono dei collaboratori occasionali del giudice, consultati per portare la loro conoscenza in modo indipendente tramite un rapporto in cui sono tenuti a rispondere alle sole domande poste. Il Collegio degli Esperti Giudiziari Osteopatici Esclusivi (Collège des Experts Judiciaires Ostéopathes Exclusifs, CEJOE) è un’associazione legge 1901, nata nel 2012. Diventò la Società degli Esperti Giudiziari Osteopatici Esclusivi (Compagnie des Experts Judiciaires Ostéopathes Exclusifs, CEJOE) dopo l’assemblea generale del 21 ottobre 2017. 

Invece per gli osteopati non esclusivi, gli attori sono diversi anche se esistono alcuni che svolgono la stessa funzione degli osteopati esclusivi tra cui i sindacati ed esperti giudiziari.

  • L’Ordine dei Medici/Chinesiterapisti (Ordre des médecins/kinésithérapeutes): questo organo di diritto privato nasce nel 2004, incaricato di una missione di servizio pubblico dal Codice della sanità pubblica. In generale, si occupa di aiutare a livello finanziario e logistico quegli operatori che si trovassero in difficoltà a seguito di incidenti o disastri naturali o le loro famiglie. Insomma, il Consiglio dipartimentale dell’ordine dei medici rappresenta un interlocutore disponibile e approcciabile, raggiungibile da ogni operatore.  
  • L’Accademia Nazionale di Medicina (Académie Nationale de Médecine, ANM) fù l’erede dell’Accademia Reale di Chirurgia (Académie Royale de Chirurgie, 1731) e della Società Reale di Medicina (Société Royale de Médecine, 1778) per iniziativa del barone Portal. Nel 1820, la nascita dell’Académie Nationale de Médecine venne proclamata da Louis XVIII. Oggi, risponde alle domande poste dal governo in ambito di sanità pubblica. La peculiarità di quest’entità è che gode di una certa libertà riguardo alla pubblicazione di pareri o dichiarazioni, pur essendo destinati a una grande diffusione. Infatti, le autorità governative la possono investire con una richiesta di parere ma l’ANM può anche agire di propria iniziativa su temi di salute, in particolare questioni di Sanità pubblica e di Etica medica. Inoltre, si dedica al perfezionamento delle scienze mediche e farmaceutiche e della loro applicazione. 
  • I sindacati per gli osteopati sanitari non esclusivi:
    • Per gli osteopati-massaggiatori-fisioterapisti:
      • Federazione Francese dei Massaggiatori Riabilitativi (Fédération Française des masseurs-kinésithérapeutes rééducateurs, FFMKR), dal 1963;
      • Sindacato Nazionale dei Massaggiatori-Fisioterapisti Riabilitativi (Syndicat National des Masseurs-kinésithérapeutes rééducateurs, SNMKR), dal 1977.
    • Per gli osteopati-medici:
      • Gli Osteopati di Francia (Les Ostéos de France), dal 1998;
      • Sindacato di Medicina Manuale Osteopatia di Francia (Syndicat de Médecine Manuelle Ostéopathie de France, SMMOF), dal 1953.
  • Come esempio di esperti giudiziari, possiamo citare la Società Nazionale Esperti Giudiziari in Medicina Osteopatica (Compagnie Nationale des Experts Judiciaires en Médecine Ostéopathique, CNEJMO) che è un’associazione legge 1901, creata nel 2011. 

Tuttavia, la lista degli attori non si ferma qua ma si estende ben oltre. Possiamo andare avanti con una lista non esaustiva per dare un’anteprima del largo ventaglio che soffia sul panorama osteopatico francese. 

  • Associazioni di categoria: cliccare sul link per consultare la lista. 
  • Associazioni di studenti:
    • Gli studenti dell’Istituto Superiore di Osteopatia di Parigi (Institut Supérieur d’Ostéopathie, Paris, ISO Paris) crearono insieme nel 2011 l’associazione Studenti Osteopatici del Mondo (Étudiants Ostéopathes du Monde, EOM). L’associazione offre delle consulenze osteopatiche in varie parti del mondo presso le popolazioni che non beneficiano ancora dell’osteopatia. Le viene pure attribuita una dimensione umanitaria dovuta alla distribuzione di materiale (vestiti, materiale medico, scolastico, ecc.) alle popolazioni incontrate. 
    • La Federazione Nazionale degli Studenti di Osteopatia (Fédération Nationale des Étudiants En Osteopathie, FéDEO) fondata nel 2013, raduna tutti gli studenti in osteopatia che vivono in Francia.  Essa riunisce 10 associazioni studentesche su 31 scuole osteopatiche. I suoi scopi sono molteplici tra cui la difesa dei diritti in modo individuale e collettivo, l’aggiornamento relativo allo sviluppo della formazione e del mondo osteopatico, la riunione di diverse associazioni di studenti in osteopatia, la formazione dei differenti attori della rete del mondo associativo, la costruzione collettiva dell’avvenire dell’osteopatia. 
    • E&D è un’associazione nazionale di solidarietà internazionale ed educazione popolare che anima una rete di associazioni legge 1901, la cui direzione viene affidata a giovani e/o studenti. Cerca di tessere legami basati sul principio di solidarietà mondiale. 
  • Associazioni delle scuole:
    • Dal giugno 2004, l’ESO Solidaires opera come aiuto umanitario in Africa. Vuole sensibilizzare la popolazione sul sistema di salute preventivo ma anche dare accesso alla cura osteopatica per coloro che vivono in deserti sanitari. 
  • Associazioni di pazienti:
    • Oggi Salute Osteopatia (Aujourd’hui Santé Ostéopathie, ASO) lotta per affermare i diritti del libero arbitrio nell’ambito delle cure mediche agendo a favore dell’osteopatia. 
  • Associazioni per persone con disabilità:
    • Circolo degli Osteopati dei Paesi Baschi (Cercle des Ostéopathes du Pays Basque, COPB) è un centro di cura che propone cure osteopatiche a bambini disabili. 

  • Booth ER. (1924) History of Osteopathy and Twentieth-Century Medical Practice. Cincinnati, OH: Caxton Press; 1924
  • Brousseau P. Specific Adjusting Technic/SAT Hommage à Thomas George Dummer, DO. ApoStill, Janvier 2000 – n. 5:59-63.
  • Cardin H. Guérison et protection du dos. Carnot, Chatou, Francia 2004 
  • Lavezzari R. Que faut-il entendre par hystérie? Tesi discussa presso la Facoltà di Medicina di Montpelllier, 4 luglio 1913. Montpellier: Firmin et Montane, 1913.
  • Lavezzari R. Une nouvelle méthode clinique et thérapeutique: l’ostéopathiei, 1949.
  • Moutin L., Mann GA. Manuel d’ostéopathie pratique, théorie et procédés Pairs: Librairie Internationale de la Pensée Nouvelle, G.A. Mann éditeur, 1913.
  • Osteopathic International Alliance. The OIA Global Report:  Global Review of Osteopathic Medicine and Osteopathy 2020, 2020.
  • www.tuttosteopatia.it
  • Loi n° 2002-303 Kouchner, relative aux droits des malades et à la qualité du système de santé: article 75; 4 mars 2002, Assemblée Nationale; NOR: MESX0100092L; JORF du 5 mars 2002 Texte n° 1
    https://www.legifrance.gouv.fr/eli/loi/2002/3/4/MESX0100092L/jo/texte
  • Loi n°2002-1062 portant amnistie: article 3 II; 6 août 2002, Assemblée nationale; NOR: JUSX0200109L; JORF du 9 août 2002 Texte n° 1 https://www.legifrance.gouv.fr/eli/loi/2002/8/6/JUSX0200109L/jo/texte
  • Décret n° 2007-435 relatif aux actes et aux conditions d’exercice de l’ostéopathie; 25 mars 2007, Assemblée Nationale; NOR: SANH0721330D; JORF n°73 du 27 mars 2007 Texte n°20
    https://www.legifrance.gouv.fr/eli/decret/2007/3/25/SANH0721330D/jo/texte
  • Loi Hôpital-Patient-Santé-Territoire n° 2009-879 portant réforme de l’hôpital et relative aux patients, à la santé et aux territoires; 21 juillet 2009, Assemblée Nationale; NOR: SASX0822640L; https://www.legifrance.gouv.fr/loda/article_lc/JORFARTI000020879722
  • Arrêté 12 juillet 2012, relatif à la mise en place d’un traitement de données à caractère personnel dénommé ADELI de gestion de l’enregistrement et des listes départementales de certaines professions et usages de titres professionnels; 12 juillet 2012, Assemblée Nationale; NOR: AFSE1128927A, https://www.legifrance.gouv.fr/loda/id/JORFTEXT000026393379
  • Loi n° 2014-201 portant diverses dispositions d’adaptation au droit de l’Union européenne dans le domaine de la santé; 24 février 2014, Assemblée Nationale; NOR: AFSX1315898L; JORF n°0047 du 25 février 2014 Texte n°4 https://www.legifrance.gouv.fr/eli/loi/2014/2/24/AFSX1315898L/jo/article_1
  • Arrêté du 12 décembre 2014 relatif à la formation en ostéopathie; 14 décembre 2014, Assemblée Nationale;  NOR : AFSH1426478A; JORF n°0289 du 14 décembre 2014; https://www.legifrance.gouv.fr/loda/id/JORFTEXT000029894219

  • Le vicende che portarono al riconoscimento legale:
    https://www.osteo-rennes.fr/ma/actualites/osteopathie-20-ans-de-reconnaissance.php
    https://www.osteopathie.org/historiqueOsteopathie.html
    https://www.osteopathie.org/documents.php?url=livret1_presentation_2022_554.pdf
  • Une carrellata sulla demografia dell’osteopatia francese:
    https://www.osteo-tours.fr/single-post/2013/04/03/l-ostéopathie-en-france#:~:text=En%202002%2C%20l%27Assemblée%20Nationale,l%27usage%20du%20titre%20ostéopathique
    https://www.osteopathes.pro/fr/cartographie
  • L’impatto dell’osteopatia in Francia:
    État des lieux de l’ostéopathie en 2022; 9 Février 2022; Erwan-Oosteo
    https://asteres.fr/site/wp-content/uploads/2019/06/ASTERES-Etude-dimpact-Registre-des-Ostéopathes-de-France-juin-19.pdf
    https://www.ifop.com/publication/osteopathe-notoriete-et-image-de-la-profession/
  • Gli attori dell’osteopatia:
    https://osteopathie.ooreka.fr/comprendre/association-osteopathe
    https://www.revue.sdo.osteo4pattes.eu/spip.php?article2699&lang=fr
    https://www.osteopathie.org/3583-les-associations-expertise-judiciaire-en-osteopathie.html
    https://www.osteopathe-syndicat.fr/association-osteopathes
    https://cejoe.org/les-associations-solidaires-en-osteopathie/

 

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La diffusione dell'osteopatia al di fuori degli Stati Uniti

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Sul finire del Diciannovesimo secolo l’osteopatia fece il suo debutto anche nel Regno Unito, grazie soprattutto al contributo decisivo di J.M. Littlejohn, fondatore della prima scuola di osteopatia del paese. Seguirono anni di fermento ed espansione, segnati dall'apertura di varie scuole e associazioni di categoria, i cui rapporti non furono scevri da antagonismi e disaccordi. Tuttavia, a partire dai primi anni Ottanta, gli osteopati britannici riuscirono a fare fronte comune, ottenendo in breve tempo risultati straordinari.

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Silvia Tuscano

editor

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