The Practice of Osteopathy di C.P. McConnell, DO, MD
Scritto da uno dei più autorevoli professori dell'American School of Osteopathy di Kirksville, questo libro è uno dei manuali fondamentali a cui facevano riferimento gli studenti e gli operatori di osteopatia delle prime decadi del Novecento
Titolo completo in inglese: The practice of osteopathy: designed for the use of practitioners ad students of osteopathy
Traduzione del titolo in italiano: La pratica dell’osteopatia: ad uso degli operatori e degli studenti di osteopatia
Editore: W.B. Conkey Company via Hammond Press (quarta edizione: Journal Printing Company, Kirksville, MO (USA))
Anno di pubblicazione: 1899 (seconda edizione 1902, terza edizione 1906, quarta edizione insieme a Charles Clayton Teall 1920).
Numero di pagine: 766 (seconda edizione 777, quarta edizione 816).
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Un’opera monumentale, destinata agli studenti e agli operatori osteopatici, inizialmente redatta per ovviare alla carenza di testi di studio e manuali di riferimento per la giovane disciplina.
Carl Philip McConnell conseguì il titolo di osteopata (DO) all’ASO di Kirksville nel 1897 e poi il titolo di MD (dottore in medicina) presso una scuola di medicina omeopatica. Divenne successivamente docente, ricercatore e tra i più prolifici scrittori di testi sull’osteopatia, proseguendo instancabilmente la sua attività fino alla fine degli anni Trenta.
Nella prefazione a questo libro, l’autore precisa che non sarà mai possibile descrivere l’osteopatia in modo completo e dettagliato, dato che ciascun caso costituisce uno studio a sé. In linea con il pensiero del dr. Andrew Taylor Still, McConnell spiega come l’osteopatia abbia applicazioni pratiche illimitate e come la sua vastità e profondità siano incommensurabili. Perciò è importante spiegarne la filosofia e stabilirne i principi generali. Nella prefazione, McConnell riporta in estrema sintesi che la pratica osteopatica consiste innanzitutto nel comprendere la normalità, in modo da poter riconoscere le condizioni anormali quando le si incontra; in secondo luogo, dopo che queste anormalità siano state riscontrate, si tratta di fornire un trattamento specifico e riaggiustare le parti. In pratica, per l’osteopata non fa molta differenza quale sia la malattia; il suo compito è individuare il disturbo e correggerlo.
Per quanto concerne l’impianto dell’opera, l’autore afferma di essersi attenuto alla consueta classificazione delle malattie, in quanto universalmente adottata e conosciuta dagli studenti. Tuttavia ritiene auspicabile una riscrittura di tale classificazione in maniera più scientifica nel vicino futuro, da redigersi in base alla causa dei disturbi, oppure ai disturbi fisiologici.
La quarta edizione dell’opera, pubblicata nel 1920, venne arricchita di nuovi contenuti originali, redatti con il contributo di numerosi autorevoli osteopati, specializzati in diversi campi, fra cui si citano qui a mero titolo di esempio quello di A.G. Hildreth, DO sulle malattie mentali e quello di George A. Still, MD, DO sulla terapia post-operatoria.
Punti di forza: un testo di grande respiro sulla patologia medica dal punto di vista osteopatico, particolarmente meritevole di lettura nella sua quarta edizione. La grafica curata, l’indice dei contenuti e l’indice analitico ne facilitano la consultazione.
Indice della prima edizione
Prefazione, 7
Introduzione, 10
Sezione I.
Diagnosi osteopatica, 25
Sezione II.
Trattamento regionale osteopatico, 49
Sezione III.
Malattie infettive, 79
Febbre, 81
Febbre tifoidea, 86
Febbre di montagna, 108
Febbre da tifo, 108
Febbre recidivante, 111
Febbre malarica, 113
Vaiolo, 121
Vaccinazione, 126
Scarlattina, 127
Rosolia, 133
Varicella, 134
Morbillo, 135
Orecchioni, 139
Pertosse, 141
Influenza, 144
Dengue, 147
Meningite cerebro-spinale, 149
Difterite, 153
Dissenteria, 159
Erisipela, 166
Tubercolosi, 169
Colera, 196
Peste bubbonica, 200
Febbre gialla, 201
Idrofobia, 205
Antrace, 207
Tetano, 210
Morva e faringite, 213
Afta epizootica, 215
Lebbra, 216
Actinomicosi, 218
Febbre semplice continua, 220
Malattia di Weil, 222
Mal di latte, 223
Febbre di Malta, 223
Febbre biliare, 225
Sezione IV.
Malattie costituzionali, 227
Febbre reumatica, 229
Reumatismo subacuto, 231
Reumatismo cronico, 233
Artrite deformante, 234
Gotta, 238
Reumatismo muscolare, 243
Litiemia, 247
Diabete mellito, 248
Diabete insipido, 255
Rachitismo, 258
Obesità, 261
Scorbuto, 263
Porpora, 265
Emofilia, 270
Sezione V.
Malattie dell’apparato digerente, 273
Malattie della bocca, 275
Malattie della lingua, 280
Malattie delle ghiandole salivari, 281
Malattie delle tonsille, 283
Malattie della faringe, 288
Malattie dell’esofago, 292
Malattie dello stomaco, 295
Malattie dell’intestino, 317
Malattie del pancreas, 351
Malattie del fegato, 353
Malattie della milza, 376
Malattie del peritoneo, 378
Sezione VI.
Malattie dell’apparato respiratorio, 387
Malattie del naso, 389
Malattie della laringe, 397
Malattie dei bronchi, 410
Malattie dei polmoni, 427
Malattie della pleura, 450
Sezione VII.
Malattie del sistema urinario, 465
Malattie del rene, 467
Malattie della vescica, 490
Sezione VIII.
Malattie del sistema circolatorio, 493
Malattie del pericardio, 495
Malattie del cuore, 510
Malattie delle arterie, 524
Sezione IX.
Malattie del sangue e delle ghiandole prive di dotto escretore, 531
Le anemie, 533
Malattia di Hodgkin, 542
Malattia di Addison, 545
Malattie della tiroide, 548
Sezione X.
Malattie del sistema nervoso, 555
Malattie dei nervi, 557
Malattie del midollo spinale, 579
Malattie del cervello, 600
Malattie generali e funzionali, 623
Disturbi vasomotori e trofici, 656
Sezione XI.
Malattie del sistema muscolare, 659
Sezione XII.
Esaurimento da calore: ipertermia, 663
Sezione XIII.
Malattie dovute a parassiti animali, 669
Parassiti intestinali, 671
Sezione XIV.
Emorragie, 679
Sezione XV.
Emorroidi e vene varicose, 689
Sezione XVI.
Deformità, 699
Curvature spinali patologiche, 701
Malattia di Potts, 705
Malattia dell’articolazione dell’anca, 707
Sezione XVII.
Ginecologia e ostetricia osteopatica, 709
Sezione XVIII.
Trattamento del retto e del coccige, 721
Sezione XIX.
Trattamento dell’occhio e dell’orecchio, 727
Sezione XX.
Trattamento delle malattie della pelle, 733
Sezione XXI.
Trattamento dei tumori, 737
Sezione XXII.
Trattamento delle malattie mentali, 741
Sezione XXIII.
Trattamento delle malattie veneree, 747
Sezione XXIV.
Nervi vasomotori e sensoriali, 751
Indice analitico, 759
La quarta edizione di questo libro venne pubblicata nel 1920, tre anni dopo la morte di A.T. Still, con la collaborazione di Charles Clayton Teall.
L’autore, Carl P. McConnell, fu una figura iconica dell’osteopatia precedente alla seconda guerra mondiale, e appartenne alla schiera degli osteopati “in senso lato”. Pare interessante riportare le sue parole, da cui si comprende come nel 1920 vigesse ancora, all’interno dei college osteopatici americani, una forte opposizione allo studio della farmacologia, e di conseguenza all’utilizzo dei rimedi della medicina convenzionale.
“L’osteopatia non è esclusivamente un sistema di terapia meccanica, anche se la manipolazione ne è un aspetto molto importante. Si tratta di un sistema che include tutti i metodi di guarigione che sono stati ritenuti affidabili e scientifici; siano essi la correzione meccanica dei tessuti del corpo, la somministrazione di cibo adeguato, l’uso di antidoti, l’attenzione e il rispetto delle norme igieniche, o l’assistenza infermieristica, e i vari mezzi per prevenire e alleviare le devastazioni causate dalle malattie. Fin dall’inizio si deve comprendere chiaramente che l’osteopatia poggia su un’ampia base; che in senso lato comprende tutto ciò che è valido e in accordo con le leggi naturali del corpo umano; e che non è confinata in canali ristretti di pensiero o di fanatismo. I nostri studenti ricevono insegnamenti in tutte le branche della medicina, tranne una: la farmacologia. Quando uso il termine medicina lo intendo nel suo senso più ampio, non solo nel ricorso ai medicamenti, come molti erroneamente pensano.
Il rifiuto di insegnare la farmacologia nelle scuole di osteopatia costituisce uno dei punti cardine della formazione osteopatica. Posso dire che vi sono due fondamentali punti di differenza tra la scienza dell’osteopatia e la scienza medica: (i) la causa delle malattie e (2) la cura delle malattie. Naturalmente, la seconda dipende dalla prima. Ancora una parola sulle scuole di osteopatia ritenute rispettabili. Non si tratta di scuole in cui si insegna un’infarinatura di anatomia e fisiologia con qualche movimento svedese e manipolazioni simili a massaggi. Sono istituti che preparano minuziosamente in tutte le branche insegnate nelle nostre migliori facoltà di medicina, tranne la materia medica e la terapia farmacologica. Questi istituti di osteopatia sono oggetto di verifiche approfondite da parte di tutte le classi di persone, anzi è desiderio degli istituti stessi che il loro lavoro venga ispezionato accuratamente. Non abbiamo nulla di cui vergognarci e desideriamo ricevere sostegno onesto nello svelare i dettagli dei nostri insegnamenti. Se siamo in errore ci fermeremo, altrimenti saremo noi a vincere. I nostri risultati devono pesare più delle parole.
Siamo convinti, e lo dimostriamo quotidianamente, che le cause delle malattie siano spesso imputabili a squilibri anatomici. Che, essendo il corpo soggetto a molte influenze esterne, si manifestino disturbi dei tessuti a livello anatomico. Questa convinzione rappresenta un attacco alle fondamenta stesse della scienza medica, come viene insegnata nelle migliaia di facoltà di medicina in tutto il mondo. A un profano può sembrare presuntuoso affermare che crediamo che le cause delle malattie siano spesso diverse da quelle insegnate nelle migliori facoltà di medicina, per questo motivo rimando il lettore a tutta la letteratura medica e vedrà subito che questa affermazione non è poi così assurda. Prendete una qualsiasi opera medica e dovrete sfogliare diverse pagine prima di trovare un’affermazione che individua con sicurezza la causa esatta di questa o quella malattia. Non che la professione osteopatica pretenda di essere esatta o di sapere tutto, ma sosteniamo di essere un passo avanti rispetto ad altre scuole nella conoscenza delle cause di molte malattie.”