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28/11/2022 - Ultimo aggiornamento 12/12/2023

Studi qualitativi

[tempo di lettura: 5 minuti]

Questi metodi raccolgono informazioni tramite interviste singole o di gruppo (focus group) e analizzano i dati secondo diversi approcci, allo scopo di fornire un’interpretazione della realtà credibile, generalizzabile e affidabile.

Sono state sviluppate diverse modalità di conduzione di uno studio qualitativo, a seconda del quesito della ricerca, per esempio:

  • lo studio Grounded Theory viene adottato quando si vogliono osservare e interpretare i processi sottesi a un certo fenomeno e generare una teoria. Questo approccio esplora i fenomeni sociali attraverso lo sviluppo di teorie “basate” (“grounded“) sulle esperienze pratiche dei partecipanti, che vengono ascoltati e osservati dal ricercatore. La teoria non precede la ricerca ma scaturisce da essa man mano che si analizzano i dati con processi di tipo comparativo e generativo.
  • lo studio Delphi Panel mira a rispondere a un quesito tramite l’opinione condivisa di un panel di esperti, con l’obiettivo di trovare una convergenza di pareri attendibili, finalizzata a massimizzare un processo decisionale. Gli individui del panel vengono intervistati a più riprese, e alla fine di ogni ripresa i partecipanti possono leggere le opinioni degli altri e modificare le proprie valutazioni iniziali, nel rispetto dell’anonimato. In tal modo si raccolgono informazioni su vari aspetti di un fenomeno e se ne analizza la complessità.
  • lo studio Focus Group si basa su un’intervista rivolta a un gruppo ristretto di persone che permette di approfondire un determinato tema, oppure particolari aspetti di un argomento. L’intervistatore pone delle domande, tuttavia non richiede una risposta individuale a ciascuno, ma mira a fare emergere le risposte dall’interazione di gruppo e dai rimandi tra i diversi partecipanti. Questo approccio viene adottato quando si desidera analizzare diversi punti di vista su un argomento, allo scopo di scandagliare le tendenze in un campione rappresentativo della popolazione.

Il ricercatore raccoglie il materiale preliminare per lo studio, che può consistere di trascrizioni, registrazioni, note dell’autore, diari gestionali del progetto.

La spiegazione dei dati raccolti è frutto dell’interpretazione del ricercatore, il quale può dare inizio al processo di analisi anche durante la raccolta dei dati, in tal modo talvolta ricalibrando le domande da formulare e sviluppando nuove ipotesi che potranno essere studiate in indagini successive. Il processo di associazione e categorizzazione dei dati raccolti è generalmente di tipo induttivo.

Le strategie per raccogliere e comunicare i dati relativi a uno studio qualitativo sono state codificate da diverse raccomandazioni, tra cui si ricordano le SRQR1 e le COREQ2, che propongono liste di controllo utili anche per chi voglia giudicare la qualità di uno studio già realizzato.

Pur adottando parametri diversi da quelli degli studi quantitativi, anche gli studi qualitativi devono conformarsi a criteri metodologici rigorosi, per esempio viene attribuita grande importanza alle seguenti caratteristiche:

  • la credibilità, cioè l’accuratezza nell’interpretazione dei dati da parte del ricercatore;
  • la trasferibilità, cioè la possibilità di generalizzare i risultati ad altre popolazioni o situazioni;
  • la confermabilità, cioè la possibilità di dimostrare che i risultati ottenuti sono associati ai dati raccolti;
  • l’affidabilità, cioè il fatto che lo studio abbia dato un’interpretazione realistica alle opinioni dei partecipanti.

La ricerca qualitativa in ambito osteopatico, pur non essendo ancora molto diffusa, può consentire di valutare diversi aspetti rilevanti dal punto di vista della teoria osteopatica, per esempio quelli relativi alla percezione dei pazienti in relazione alla sicurezza e alla piacevolezza del trattamento, o quelli relativi all’atteggiamento dell’operatore.

Senza alcuna pretesa di completezza, si elencano ad esempio:

  • Steel et al.3, condotto nel 2018 riguardo alle percezioni ed esperienze dell’OMT su 16 pazienti oncologici sottoposti a cure palliative;
  • Diniz et al.4, un breve rapporto del 2014 su un caso clinico affetto da reflusso gastroesofageo;
  • Kasiri-Martino & Bright5, condotto nel 2016 su nove osteopati professionalmente attivi, con l’obiettivo di comprendere quanta importanza attribuivano ai principi filosofici dell’osteopatia, sia in quanto tali sia nel contesto della comunità professionale;
  • Lunghi et al.6, uno studio condotto nel 2021 su otto osteopati italiani in relazione al ruolo dell’osteopatia nel contesto di un’assistenza sanitaria di tipo collaborativo, al ragionamento diagnostico-clinico degli osteopati nell’ambito neonatale e pediatrico e al trattamento osteopatico nell’ambito neonatale e pediatrico;
  • Consorti et al.7, uno studio condotto nel 2020 su 12 partecipanti per valutare le prospettive del paziente in merito a ciò che rende efficace un trattamento osteopatico.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al volume curato da Francesco Cerritelli e Diego Lanaro.8

Bibliografia

  1. O’Brien BC, Harris IB, Beckman TJ, Reed DA, Cook DA. Standards for reporting qualitative research: a synthesis of recommendations. Acad Med. 2014 Sep;89(9):1245-51.
  2. Tong A, Sainsbury P, Craig J. Consolidated criteria for reporting qualitative research (COREQ): a 32-item checklist for interviews and focus groups. Int J Qual Health Care. 2007 Dec;19(6):349-57.
  3. Steel A, Tricou C, Monsarrat T, Ruer M, Deslandes C, Sisoix C, Filbet M. The perceptions and experiences of osteopathic treatment among cancer patients in palliative care: a qualitative study. Support Care Cancer. 2018 Oct;26(10):3627-3633.
  4. Diniz LR, Nesi J, Curi AC, Martins W. Qualitative evaluation of osteopathic manipulative therapy in a patient with gastroesophageal reflux disease: a brief report. J Am Osteopath Assoc. 2014 Mar;114(3):180-8.
  5. Kasiri-Martino H, Bright P. Osteopathic educators’ attitudes towards osteopathic principles and their application in clinical practice: A qualitative inquiry. Man Ther. 2016 Feb;21:233-40.
  6. Lunghi C, Iacopini A, Baroni F, Consorti G, Cerritelli F. Thematic Analysis of Attitudes Held by a Group of Italian Osteopaths Toward Osteopathic Evaluation, Treatment, and Management in the Neonatal and Pediatric Field: A Qualitative Study. J Manipulative Physiol Ther. 2021 Feb;44(2):164-175.
  7. Consorti G, Marchetti A, De Marinis MG. What Makes an Osteopathic Treatment Effective From a Patient’s Perspective: A Descriptive Phenomenological Study. J Manipulative Physiol Ther. 2020 Nov-Dec;43(9):882-890.
  8. Cerritelli F, Lanaro D. Elementi di ricerca in osteopatia e terapie manuali. Napoli: Edises, 2018.

 

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Dal 1990 lavoro nel campo della terapia manuale e riabilitativa. Nel corso degli anni ho avuto modo di conoscere e trattare diversi tipi di patologie: ho operato sia nel settore geriatrico.

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