Barbara Simone
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07/07/2026 - Ultimo aggiornamento 07/07/2026
José Larios-Ortega, Antonio M. Díaz-Acuña, María T. Colón-Fraile, Adriana Rivera-Sequeiros, Manuel Albornoz-Cabello, María V. Ruiz-Romero | Anno 2026
L’efficacia del trattamento osteopatico nel colpo di frusta cervicale: uno studio randomizzato controllato
Patologia:
Colpo di frusta
Tipo di studio:
Studio randomizzato controllato
Data di pubblicazione della ricerca:
09-02-2026
Scopo dello studio
- Obiettivo: valutare l’efficacia dell’OMT in pazienti che hanno subito un colpo di frusta nei 10 giorni precedenti al trattamento.
- Outcome misurati:
- Outcome primario: valutazione del dolore tramite Visual Analog Scale (VAS), qualità della vita/disabilità tramite Whiplash Disability Questionnaire (WDQ) e Neck Disability Index (NDI), della mobilità cervicale tramite clinometro e della soglia del dolore alla pressione tramite algometria.
- Outcome secondari: valutazione del numero di siti dolorosi, della quantità di farmaci assunti e dell’influenza di età e sesso sugli outcome primari.
Partecipanti
- Numero: 52 pazienti (20 donne e 32 uomini, età media 30,7 anni).
- Criteri di inclusione: età 18-55 anni; disturbo associato al colpo di frusta di grado II causato da tamponamento posteriore con uso di cinture di sicurezza; uso della fisioterapia meno di 10 giorni prima dell’arruolamento nello studio.
- Criteri di esclusione: storia pregressa di dolore cervicale nei 3 mesi precedenti o colpo di frusta; aver già ricevuto l’OMT per colpi di frusta; gravidanza; sospetto di esagerazione dei sintomi per avere risarcimenti assicurativi; patologie neurologiche, reumatiche o pregresse chirurgie al tronco/arti superiori; impossibilità di seguire le valutazioni a causa di barriere linguistiche o culturali.
- Gruppi di studio: 2 gruppi ottenuti tramite randomizzazione
- Gruppo 1: trattamento standard + OMT, 26 persone (13 donne e 13 uomini, età media 28,3 anni).
- Gruppo 2: trattamento standard, 26 persone (7 donne e 19 uomini, età media 33,1 anni).
Interventi e valutazioni
- Valutazione del dolore tramite VAS, qualità della vita/disabilità tramite NDI, della mobilità cervicale tramite clinometro e della soglia del dolore alla pressione tramite algometria all’inizio e alla fine dello studio (dopo 21 giorni).
- Valutazione della qualità della vita/disabilità tramite WDQ all’inizio dello studio, alla fine dello studio (dopo 21 giorni) e dopo 4 settimane dalla fine dello studio
- Registrazione quotidiana tramite diario quotidiano dei siti dolorosi, dell’intensità del dolore tramite VAS e dei medicinali usati, sia di mattina sia di sera.
- OMT:
- 3 sessioni settimanali nei giorni 2, 9 e 16 (in giorni diversi dai massaggi).
- trattamento individualizzato sulla base della valutazione statica/dinamica e palpatoria (fra cui test di Mitchell, di Piedallu, di Gillet, del diaframma, della SBS). Le tecniche più usate sono state: ad alta velocità bassa ampiezza, ad energia muscolare, costali, rilasci cranici (Sutherland) e tecniche sacrali.
- Trattamento standard:
- 5 giorni di terapia da 30 minuti, di cui 15 minuti di infrarossi e 15 minuti, alternando, massaggio e TENS;
- esercizi di flessibilità per la cervicale.
Risultati
- Outcome primari:
- il gruppo OMT ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi in tutti gli outcome, ad eccezione della mobilità in flessione laterale sinistra ed inclinazione. Anche il gruppo controllo ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi, ma non nel dolore dopo 7 giorni, nella flessione e nella inclinazione;
- il gruppo OMT ha mostrato miglioramenti significativamente superiori rispetto al gruppo controllo ai giorni 7, 14 e 21 per quanto riguarda il dolore (diminuzione di almeno 2 unità), il numero di siti dolorosi e la riduzione del consumo di farmaci;
- alla fine dello studio, il gruppo di controllo ha mostrato risultati migliori da un punto di vista statistica sulla qualità della vita misurata tramite WDQ rispetto al gruppo OMT, ma dopo 4 settimane dal termine dello studio il gruppo OMT ha mostrato risultati migliori in maniera statisticamente significativa rispetto al gruppo controllo;
- non sono emersi miglioramenti sulla disabilità misurata tramite NDI;
- sebbene il gruppo OMT abbia mostrato risultati tendenzialmente migliori di mobilità e algometria, la differenza statisticamente significativa è stata rilevata solo per la soglia del dolore al trapezio sinistro.
- Outcome secondari:
- il gruppo OMT ha mostrato miglioramenti significativamente superiori rispetto al gruppo controllo ai giorni 7, 14 e 21 per quanto riguarda il numero di siti dolorosi e la riduzione del consumo di farmaci;
- nel gruppo OMT, gli uomini hanno mostrato risultati migliori nel miglioramento della qualità della vita misurata tramite WDQ rispetto alle donne;
- l’età è stata correlata ad un maggior dolore dopo 14 giorni e ad un maggior uso di farmaci dopo 14 giorni;
- non sono emersi effetti avversi.
Discussione
Lo studio ha mostrato come l’approccio osteopatico globale e personalizzato possa risultare efficace nel ridurre il dolore e l’uso di farmaci nei pazienti con colpo di frusta acuto. L’efficacia nel tempo (rilevata a 4 settimane) suggerisce che l’OMT favorisca un recupero più profondo della funzionalità rispetto al solo trattamento locale. Tuttavia, la sospensione anticipata del trial (dovuta ai benefici evidenti nel gruppo OMT) e le differenze iniziali tra i gruppi rappresentano fattori da considerare nell’interpretazione dei dati.
Il gruppo trattato con OMT ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi dopo 7, 14 e 21 giorni in termini di riduzione del dolore, numero di aree dolorose e uso di farmaci analgesici. Questo conferma che un approccio osteopatico globale, che non si limita alla sola regione cervicale ma considera altre aree corporee, può favorire il recupero nei pazienti con colpo di frusta.
L’NDI ha mostrato solo un lieve miglioramento non statisticamente significativo, mentre l’WDQ ha evidenziato un miglioramento significativo di circa 20 punti a 4 settimane dal trattamento. I risultati dell’algometria sono stati leggermente migliori nel gruppo OMT, con significatività statistica solo per il trapezio sinistro. Anche la mobilità cervicale è migliorata leggermente nel gruppo di intervento, ma senza differenze statisticamente significative.
In tal senso, la letteratura mostra che la terapia manuale e l’esercizio producono risposte simili nei pazienti con dolore cervicale meccanico e WAD, e che l’aggiunta dell’OMT all’esercizio può portare risultati migliori rispetto al solo esercizio nei pazienti con dolore cervicale cronico.
Nell’OMT, la regione toracica (soprattutto T3 e T5) è risultata frequentemente coinvolta nelle disfunzioni somatiche trattate. Alcune evidenze indicano che la manipolazione toracica può migliorare dolore e disabilità nei pazienti con dolore cervicale meccanico.
L’età dei pazienti ha influenzato alcuni risultati interessanti: nei pazienti più giovani si sono osservati miglioramenti maggiori in alcune variabili (dolore, farmaci, mobilità laterale destra); nei pazienti più anziani sono stati osservati valori di soglia del dolore più alti e una maggiore mobilità laterale sinistra.
Lo studio ha diversi limiti: possibile influenza dei risarcimenti assicurativi nei pazienti con colpo di frusta; mancanza di dati su fattori dell’incidente (velocità del veicolo, airbag, posizione dell’occupante); differenze iniziali tra gruppi (età e valori di base); uso di questionari soggettivi per valutare dolore e disabilità; natura individualizzata del trattamento osteopatico, che rende più difficile la replicabilità precisa delle tecniche. Infine, lo studio sottolinea che i risultati si riferiscono all’efficacia di un approccio osteopatico globale e personalizzato, piuttosto che all’efficacia di una singola tecnica, rendendo comunque i risultati applicabili ad altri contesti clinici in cui si trattano pazienti con colpo di frusta.
La recensione di Osteopedia
A cura di Marco Chiera
Punti di forza: calcolo della numerosità campionaria su più outcome (benché l’outcome primario debba sempre essere uno solo); buona descrizione dei test, delle tecniche e dei risultati tramite tabelle; uso di un trattamento personalizzato; follow-up a 4 settimane; uso di strumenti digitali e standardizzati; uso di molteplici outcome per una valutazione complessiva dei risultati clinici.
Limiti: non è chiaro come siano stati valutati gli effetti avversi; ridotta numerosità campionaria, anche dovuta all’aver sospeso lo studio a fronte della valutazione di un beneficio evidente (che può aver falsato i risultati); il gruppo OMT è risultato più giovane e con livelli di dolore e disabilità inferiori; manca un gruppo con trattamento sham (fittizio).
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