Barbara Simone
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07/07/2026 - Ultimo aggiornamento 07/07/2026
Alexander Ponce, Peter Nguyen, Jonathan Reves | Anno 2026
Trattamento Manipolativo Osteopatico per la Sindrome da Dolore Regionale Complesso: Una Revisione di Scopo delle Prove Attuali
Ambito:
Sindrome da Dolore Regionale Complesso
Tipo di studio:
Revisione di scopo
Data di pubblicazione della ricerca:
09-04-2026
Scopo dello studio
- Obiettivo: valutare l’efficacia dell’OMT nella gestione della sindrome da dolore regionale complesso.
- Outcome misurati:
- Primari: valutazione del dolore, del range of motion (ROM), della funzione fisica, dei sintomi neurologici, della qualità della vita e del benessere psicologico.
Metodi
- Articoli analizzati: 4
- Stringa di ricerca:
- (“Complex Regional Pain Syndrome”[Mesh] OR “complex regional pain syndrome”[tiab] OR CRPS[tiab]) AND (“osteopathic manipulation”[Mesh] OR “osteopathic manipulation”[tiab] OR “osteopathic manipulative treatment”[tiab] OR “osteopathic manual”[tiab] OR counterstrain[tiab] OR “strain counterstrain”[tiab] OR “myofascial release”[tiab] OR “manual therapy”[tiab])
- Criteri di inclusione:
- studi su pazienti con diagnosi di sindrome da dolore regionale complesso;
- studi che hanno usato l’OMT come intervento;
- qualsiasi qualsiasi disegno di studio.
- Criteri di esclusione:
- revisioni;
- studi su terapie manuali diverse dall’OMT;
- studi in cui la sindrome da dolore regionale complessa non era stata confermata come diagnosi principale.
Caratteristiche degli studi
- 1 studio controllato non randomizzato.
- 3 case report.
- Valutazione della qualità degli studi tramite il Joanna Briggs Institute (JBI) critical appraisal tool.
- La letteratura disponibile è risultata limitata, con piccoli campioni, mancanza di gruppi di controllo nei case report e soggettività nella segnalazione dei risultati.
Partecipanti
- Numero nello studio più piccolo: 1 persona.
- Numero nello studio più grande: 20 pazienti nel gruppo OMT e 20 nel gruppo controllo.
- Numero totale: 43 persone.
Interventi e valutazioni
- Valutazione del del dolore tramite scale numeriche, del ROM tramite estensione dell’anca, della funzione fisica tramite il tempo di trasferimento da sedia a rotelle a letto e il ritorno al lavoro, dei sintomi neurologici tramite propriocezione e discriminazione della temperatura, della qualità della vita e benessere psicologico.
- OMT:
- vari approcci, tra cui rilascio miofasciale, modello di distorsione fasciale, tecniche indirette come il counterstrain, approcci multimodali integrativi.
- Controllo:
- gruppo placebo o trattamento sham (fittizio) standardizzato.
Risultati
- Outcome primari:
- la maggior parte dei casi ha riportato miglioramenti nel dolore e nel ROM. Ad esempio, le tecniche di counterstrain hanno portato alla risoluzione dei sintomi in un paziente con neuropatia, mentre le tecniche fasciali hanno mostrato miglioramenti nel ROM e nei tempi di trasferimento dalla sedia a rotelle al letto, oltre che riduzione del dolore e dei tempi di ritorno al lavoro;
- l’unico studio controllato ha mostrato miglioramenti nel ROM dell’anca.
Discussione
La revisione ha riportato come l’OMT possa influenzare positivamente la regolazione autonomica e la circolazione nei pazienti con sindrome da dolore regionale complessa, ma l’attuale stato della ricerca presenta importanti lacune: gli studi disponibili sono pochi, prevalentemente case report o piccoli studi sperimentali e/o osservazionali, con grande variabilità nelle tecniche utilizzate e nei criteri di valutazione.
In generale, gli studi hanno riportato miglioramenti nel dolore, nella mobilità e nella funzionalità. Le tecniche indirette sembrano particolarmente utili nei pazienti con forte dolore, allodinia o iperalgesia, ossia con un importante stato di sensitizzazione centrale, mentre le tecniche fasciali vengono utilizzate maggiormente nei pazienti con rigidità e limitazioni funzionali, anche al fine di ridurre il dolore. Nei vari studi, comunque, le tecniche sono state scelte sulla base dei pazienti, sui loro livelli di sensibilità e tolleranza, e sono state anche incluse in approcci integrati più ampi.
Tuttavia, la qualità metodologica degli studi è bassa a causa di campioni molto piccoli, assenza di gruppi di controllo, mancanza di protocolli standardizzati, scarsa uniformità nella valutazione degli esiti e non adeguata definizione della tipologia o dello stato della sindrome da dolore regionale complesso di cui soffrivano i partecipanti.
Per questo motivo non è possibile trarre conclusioni definitive sull’efficacia dell’OMT nella sindrome da dolore regionale complesso. Servono trial controllati randomizzati con campioni più ampi e protocolli standardizzati al fine di definire l’effettivo ruolo dell’OMT.
La recensione di Osteopedia
A cura di Marco Chiera
Punti di forza: buona valutazione degli studi e presentazione dei risultati tramite tabella; buona discussione; analisi dei limiti dello studio.
Limiti: oltre agli limiti indicati dagli autori, mancanza di un’analisi degli effetti avversi.
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