Barbara Simone
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07/07/2026 - Ultimo aggiornamento 07/07/2026
Carissa Rosten, Sidney Brown, Tanaya Nandedkar, Alex Pearson, Ethan Worthington, Danielle Fastring | Anno 2026
Trattamento manipolativo osteopatico per il miglioramento della performance del lancio nei giocatori di baseball collegiali: uno studio di fattibilità sugli interventi su spalla e anca
Ambito:
Performance sportiva
Tipo di studio:
Studio di fattibilità
Data di pubblicazione della ricerca:
28-01-2026
Scopo dello studio
- Obiettivo: valutare l’effetto di una sessione di OMT sull’efficienza dei movimenti in lanciatori di baseball.
- Outcome misurati:
- Outcome primari: valutazione delle metriche di lancio (velocità di rilascio, velocità efficace, spin rate, estensione del lancio, etc.) tramite tecnologia Trackman e delle variazioni del range of motion (ROM) attivo di spalla e anca tramite goniometria.
- Outome Secondari: valutazione della funzionalità dell’arto superiore tramite il questionario Kerlan-Jobe Orthopaedic Clinic Shoulder and Elbow Score (KJOC-SES).
Partecipanti
- Numero: 11 persone.
- Criteri di inclusione: età > 18 anni; atleti collegiali, lanciatori, fisicamente idonei all’attività agonistica, aventi il permesso dell’allenatore a partecipare.
- Criteri di esclusione: atleti con infortuni che limitavano la partecipazione a allenamenti o partite.
- Gruppi di studio: 2 gruppi ottenuti tramite randomizzazione
- Gruppo 1: OMT, 6 persone.
- Gruppo 2: nessun trattamento, 5 persone.
- dopo 5 settimane, anche il gruppo 2 ha ricevuto una sessione di OMT.
Interventi e valutazioni
- Valutazione delle metriche di lancio (velocità di rilascio, velocità efficace, spin rate, estensione del lancio, etc.) tramite tecnologia Trackman e delle variazioni del ROM attivo di spalla e anca tramite goniometria prima del trattamento, subito dopo il trattamento, dopo 5 settimane e dopo 10 settimane (solo per il gruppo controllo).
- Valutazione della funzionalità dell’arto superiore tramite il questionario KJOC-SES prima del trattamento e dopo 5 settimane.
- Valutazione dell’incidenza di infortuni da sovraccarico
- In sequenza è stato eseguito: riscaldamento, valutazione del ROM, 10 lanci, trattamento, 10 lanci, valutazioni post-trattamento.
- 1 sessione.
- OMT:
- trattamento definito dalla seguente sequenza di tecniche: tecnica di Spencer con tecniche ad energia muscolare sulla spalla dominante, Fascial Distortion Model, sulle bende ileotibiali, pressione inibitoria diretta sui rotatori esterni dell’anca, strain articolare legamentoso agli arti inferiori, rilascio miofasciale del diaframma addominale e dell’articolazione scapolo-toracica, tecniche ad energia muscolare dell’osso sacro, counterstrain del sottoscapolare e del gran dorsale.
Risultati
- Outcome primari:
- metriche di lancio: è stata osservata solo una riduzione della velocità nel gruppo OMT subito dopo il trattamento, effetto non mantenuto dopo 5 settimane.
- ROM: il gruppo OMT ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi dopo il trattamento nella rotazione interna della spalla, nell’estensione bilaterale dell’anca e nella flessione dell’anca sinistra. Dopo 5 settimane, il gruppo OMT ha mantenuto un vantaggio nella rotazione esterna della spalla e nella flessione dell’anca sinistra, e ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo nella flessione dell’anca destra. Il gruppo di controllo ha mostrato un miglioramento nell’adduzione e nella rotazione interna della spalla, però non mantenuto a 5 settimane. Non sono emersi cambiamenti nella flessione e nella estensione della spalla.
- Outcome secondari:
- il gruppo OMT ha mostrato un miglioramento del punteggio KJOC-SES superiore al controllo (+9,7 vs +2,0), ma non statisticamente significativo.
- Ulteriori analisi:
- è stata registrata una differenza nell’incidenza di infortuni. Nello specifico, due atleti su cinque nel gruppo di controllo hanno sviluppato infortuni da sovraccarico, mentre nessuno è stato segnalato nel gruppo OMT.
Discussione
Questo studio ha mostrato che una singola applicazione di OMT lungo la catena cinetica (e non solo il braccio di lancio) è un intervento a basso rischio capace di migliorare il ROM e potenzialmente prevenire infortuni da sovraccarico nei lanciatori di baseball. La riduzione temporanea della velocità nel gruppo OMT è stata attribuita a un senso di “affaticamento” riportato dai giocatori trattati subito prima della seconda serie di lanci. Dall’altra parte, il miglioramento nella rotazione interna della spalla a fronte dell’OMT può aver avuto un effetto protettivo contro gli infortuni da sovraccarico.
Il limite principale dello studio è la dimensione ridotta del campione, che riduce la potenza statistica. A tal proposito, solo tre soggetti del gruppo controllo hanno potuto fornire dati completi a 5 settimane, riducendo la potenza statistica. Altri limiti includono l’uso di una singola università, la variabilità inter-osservatore nella goniometria e il tempo limitato per il trattamento (meno di 13 minuti) per evitare il raffreddamento muscolare degli atleti.
I punti di forza dello studio sono stati: l’approccio innovativo sull’intera catena cinetica; l’utilizzo di misurazioni oggettive di performance oltre alla velocità del lancio; il disegno randomizzato controllato; lo studio su una squadra universitaria reale, quindi con buona generalizzabilità.
In conclusione, l’OMT potrebbe essere utilizzato come intervento preventivo durante la stagione sportiva, insieme ai programmi tradizionali di forza e condizionamento.
Studi futuri dovranno coinvolgere più squadre universitarie e un numero maggiore di partecipanti, valutare il trattamento prima del riscaldamento e definire una valutazione completa dei piani di movimento di spalla e anca.
La recensione di Osteopedia
A cura di Marco Chiera
Punti di forza: approccio globale alla catena cinetica; uso di strumenti oggettivi per la valutazione della performance; analisi dei limiti dello studio e considerazioni utili su futuri studi.
Limiti: i risultati riportati dagli autori non sono perfettamente chiari, in quanto nel testo si citano cambiamenti intra-gruppo che però non sono riportati nelle tabelle, che invece sembrano mostrare i cambiamenti fra i gruppi.
Trattandosi di uno studio di fattibilità, a fronte dei drop-out (le persone che non hanno completato lo studio) e delle difficoltà nell’effettuare l’OMT per evitare il “raffreddamento” degli atleti, non è chiaro se lo studio abbia dimostrato questa fattibilità.
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