Barbara Simone
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07/07/2026 - Ultimo aggiornamento 07/07/2026
Stuti Patel, Christopher J. Thimons, Hannah Steele, Misha Mathur, David Boesler, Anupam Bishayee | Anno 2026
Trattamento Manipolativo Osteopatico come Approccio Complementare ed Integrato per la Cura di Supporto ai Tumori: Una Revisione Sistematica
Patologia:
Neoplasie
Tipo di studio:
Revisione sistematica
Data di pubblicazione della ricerca:
09-06-2026
Scopo dello studio
- Obiettivo: valutare l’efficacia dell’OMT come terapia complementare e integrativa per il sollievo dei sintomi e il miglioramento delle capacità funzionali nei pazienti oncologici.
- Outcome misurati:
- Primari: valutazione del dolore, del linfedema, delle capacità funzionali (es. forza, mobilità), del range of motion (ROM), della qualità della vita, dell’uso di farmaci.
- Secondari: valutazione degli eventi avversi.
Metodi
- Articoli analizzati: 20
- Stringa di ricerca:
- uso delle seguenti parole, come termini liberi o MeSH: osteopathy, osteopathic, cancer, palliative, osteopathic principles and practice, complementary, manipulative medicine, myofascial, osteopathic approach, osteopathic manipulative treatment.
- Criteri di inclusione:
- studi su pazienti che avevano recentemente subito o sono attualmente in trattamento oncologico;
- studi che hanno incluso interventi di OMT;
- studi che hanno usato come controllo: OMT fittizia (sham), metodi di trattamento alternativi (es. fisioterapia) o farmaci;
- studi che hanno usato misure oggettive o soggettive di miglioramento;
- studi pubblicati in lingua inglese.
- Criteri di esclusione:
- studi non focalizzati su pazienti oncologici;
- studi che non hanno incluso l’OMT;
- studi non in lingua inglese;
- casi clinici (case studies).
Caratteristiche degli studi
- 14 trial clinici, di cui 12 RCT.
- 3 studi di coorte.
- 2 sondaggi prospettici.
- 1 sondaggio trasversale.
- Valutazione della qualità degli studi tramite Risk of Bias for Randomized Control Trials (RoB 2) della Cochrane per i 12 trial randomizzati.
- Molti studi sono risultati come affetti da “alcune preoccupazioni”.
Partecipanti
- Numero nello studio più piccolo: 11 persone.
- Numero nello studio più grande: 200 persone.
- Numero totale: circa 1.199 persone.
Interventi e valutazioni
- Valutazione del dolore, del linfedema, delle capacità funzionali (es. forza, mobilità), del range of motion (ROM), della qualità della vita, dell’uso di farmaci tramite varie scale e strumenti.
- Esempi: algometro per valutare la soglia del dolore, Numeric Rating Scale (NRS), Visual Analog Scale (VAS) e FACES Pain Scale per il dolore, EORTC QLQ-C30, EORTC QLQ-C15-PAL, DASH, PHQ-9, FACT-B e CTCAE 24 per la qualità della vita, Neck Disability Index (NDI), Assessment of Cancer Therapy—Head and Neck e analisi volumetrica.
- Da 1 sessione a svariate sessioni nel giro di settimane.
- OMT:
- varie tecniche fra cui: rilascio miofasciale, tecniche ad energia muscolare, tecniche craniali, tecniche di pompa linfatica, manipolazione viscerale, sollevamento costale e tecniche sui tessuti molli;
- in alcuni studi l’OMT è stato usato assieme ad altre terapia (es. fisioterapia).
- Controllo:
- fisioterapia, drenaggio linfatico, ultrasuoni, riposo, esercizi, OMT sham (es. pressione superficiale), esercizi.
Risultati
- Tumori vari:
- quattro studi;
- dolore e fatigue: è stata osservata una riduzione significativa dell’intensità del dolore e della fatigue;
- cure palliative: uno studio randomizzato ha riportato una riduzione del dolore serale del 43,2% nel gruppo OMT rispetto al 12,25% del gruppo sham, con una conseguente diminuzione dell’uso di analgesici controllati dal paziente;
- benessere percepito: studi qualitativi hanno mostrato che i pazienti percepivano benefici che andavano oltre il dolore, includendo miglioramenti nel sonno e nel comfort generale.
- Tumore alla Mammella:
- sei studi focalizzati su complicanze post-chirurgiche e post-radioterapia.
- linfedema: il drenaggio linfatico e il rilascio miofasciale hanno dimostrato una riduzione significativa del volume dell’arto superiore;
- ROM: le tecniche miofasciali hanno migliorato significativamente la mobilità della spalla in quasi tutte le direzioni, tranne la rotazione interna in alcuni casi;
- qualità della vita: la manipolazione viscerale ha portato a un miglioramento della qualità della vita generale, sebbene non abbia ridotto l’incidenza di nausea o vomito indotti dalla chemioterapia.
- Tumori Pediatrici:
- quattro studi su bambini e adolescenti, principalmente con tumori del sangue;
- tollerabilità e funzione: il trattamento è risultato ben tollerato, con miglioramenti nella mobilità della colonna vertebrale (81%), delle estremità (78%) e del torace/addome (82%);
- dolore: i pazienti ospedalizzati hanno riportato una diminuzione del dolore generale dopo le sessioni di OMT, senza eventi avversi gravi;
- accettazione: è emerso un forte interesse da parte di medici e genitori nell’integrare l’OMT come terapia di supporto.
- Tumori Testa-Collo:
- sei studi su pazienti operati per tumori del cavo orale, faringe o laringe;
- disfunzioni cervicali e spalla: l’uso di tecniche ad energia muscolare e rilascio miofasciale ha ridotto il dolore e la disabilità del collo, migliorando il ROM cervicale e della spalla;
- apertura della bocca: il rilascio miofasciale ha portato a miglioramenti clinicamente significativi nell’apertura massima della bocca e nella funzione dei muscoli cervicali;
- Tumori Ginecologici:
- un solo studio focalizzato sul periodo post-operatorio;
- recupero post-chirurgico: l’OMT è stato associato a una riduzione della degenza ospedaliera, a punteggi del dolore inferiori e a un minor uso di oppioidi;
- funzione intestinale: è stato osservato un ritorno più rapido della funzione intestinale post-operatoria.
- Effetti avversi:
- non sono mai emersi effetti avversi gravi e sono stati riportati solo lievi effetti avversi risolti in breve tempo.
Discussione
Questa revisione sistematica ha incluso studi riguardanti diverse popolazioni: pazienti oncologici generici, tumori del distretto testa-collo, tumori pediatrici, carcinoma della mammella e neoplasie ginecologiche. L’OMT è risultato associato soprattutto a una riduzione del dolore e a un miglioramento del benessere percepito; alcuni studi hanno anche evidenziato una minore necessità di farmaci analgesici. Sebbene i miglioramenti della qualità della vita non abbiano sempre raggiunto la significatività statistica, molti pazienti hanno riferito benefici clinicamente rilevanti, come miglioramento del sonno, riduzione della fatigue e maggiore comfort generale.
Nei pazienti con tumori della testa e del collo, l’OMT ha determinato miglioramenti costanti del dolore, dell’escursione articolare cervicale e della spalla, dell’apertura della bocca e del recupero funzionale, suggerendo un possibile ruolo nel trattamento delle restrizioni miofasciali post-chirurgiche. In oncologia pediatrica, gli studi hanno evidenziato un buon profilo di sicurezza, miglioramenti della mobilità, della funzionalità e del dolore, oltre a un elevato interesse da parte di pazienti, familiari e operatori sanitari verso l’integrazione dell’osteopatia nelle cure. Per il carcinoma mammario, le evidenze più solide hanno riguardato il trattamento del dolore post-operatorio, del linfedema e delle limitazioni funzionali della spalla. Il rilascio miofasciale ha migliorato il ROM e la disabilità della spalla, mentre il drenaggio linfatico manuale ha ridotto il volume dell’arto colpito dal linfedema. Nelle neoplasie ginecologiche, un unico studio ha mostrato una riduzione del dolore post-operatorio, dell’uso di oppioidi, della durata della degenza ospedaliera e un più rapido recupero della funzione intestinale.
La qualità delle evidenze è tuttavia ancora limitata. Molti studi avevano campioni ridotti, i trattamenti sono stati eterogenei, i follow-up brevi e spesso sono state usate misure soggettive come dolore e qualità della vita. Inoltre, la natura individualizzata dell’OMT rende difficile standardizzare i protocolli di trattamento e confrontare direttamente i risultati tra gli studi.
Nel complesso, l’OMT rappresenta una terapia complementare sicura e non invasiva, potenzialmente utile per migliorare il controllo dei sintomi e il recupero funzionale nei pazienti oncologici, in particolare per il dolore, la mobilità e alcuni effetti collaterali delle terapie. Servono studi randomizzati di elevata qualità, con protocolli standardizzati, follow-up più lunghi e particolare attenzione alla sicurezza nei pazienti più fragili (ad esempio con metastasi ossee, trombocitopenia, immunosoppressione o tessuti irradiati), oltre a valutazioni di costo-efficacia dell’integrazione dell’osteopatia nei percorsi di cura oncologici.
La recensione di Osteopedia
A cura di Marco Chiera
Punti di forza: buona descrizione degli studi e presentazione dei risultati; inclusione di studi da più continenti (spesso diverse revisioni osteopatiche sono limitate geograficamente); analisi dei limiti della revisione e degli studi; definizione di linee guida per gli studi futuri.
Limiti: mancanza dell’analisi della letteratura grigia, inclusione di soli studi in lingua inglese. Come indicato dagli autori, il protocollo della revisione non era stato registrato (e non è chiarissimo il processo di revisione della letteratura, in quanto viene semplicemente detto che tutti gli autori sono stati coinvolti).
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