Barbara Simone
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07/07/2026 - Ultimo aggiornamento 07/07/2026

Iya Agha, Lyudmyla Susla, Elizabeth Ryder, Gursimran Nanki Udhwani, Sheldon C. Yao | Anno 2026

Tecniche di drenaggio linfatico della medicina manipolativa osteopatica per l’insufficienza venosa e la malattia arteriosa periferica: una revisione

Ambito:

Circolazione

Tipo di studio:

Revisione sistematica

Data di pubblicazione della ricerca:

16-04-2026

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare l’efficacia delle tecniche di drenaggio linfatico dell’OMM in pazienti con insufficienza venosa cronica e malattia arteriosa periferica.
  • Outcome misurati:
    • Primari: valutazione di parametri quali la guarigione delle ferite, il volume delle gambe, la performance sul tapis roulant, la qualità della vita correlata alla salute fisica, la funzione endoteliale, l’indice caviglia-braccio (ABI), la clearance del lattato ematico e la conta piastrinica.

Metodi

  • Articoli analizzati: 5
  • Stringa di ricerca:
    • uso delle seguenti parole chiave, come termini liberi o MeSH: lymphatic drainage, pedal pump, thoracic outlet, pelvic inlet, venous insufficiency, peripheral arterial disease, lower-leg ulcers.
  • Criteri di inclusione:
    • studi che hanno valutato interventi di drenaggio linfatico dell’OMM in pazienti con insufficienza venosa cronica e malattia arteriosa periferica.
  • Criteri di esclusione:
    • studi non sperimentali;
    • studi che non si sono focalizzati sull’OMM;
    • studi irrilevanti rispetto all’insufficienza venosa cronica e alla malattia arteriosa periferica.

Caratteristiche degli studi

  • 1 studio pilota caso-controllo.
  • 1 studio controllato randomizzato.
  • 1 studio non randomizzato prima-dopo.
  • 2 studi cross-over su volontari sani.
  • Valutazione della qualità degli studi:
    • gli studi presentavano protocolli di trattamento variabili e campioni di piccole dimensioni.

Partecipanti

  • Numero nello studio più piccolo: 8 persone.
  • Numero nello studio più grande: 30 persone.
  • Numero totale: 105 partecipanti.

Interventi e valutazioni

  • Valutazione di parametri quali la guarigione delle ferite (area della ferita), il volume delle gambe (riduzione dell’edema), la performance sul tapis roulant, la qualità della vita correlata alla salute fisica, la funzione endoteliale (vasodilatazione brachiale mediata dal flusso), l’indice caviglia-braccio (ABI), la clearance del lattato ematico e la conta piastrinica.
  • Da sessioni singole di 6 minuti a sessioni di durata maggiore, protratte anche per mesi.
  • Trattamenti:
    • tecniche di drenaggio linfatico, tra cui: pompa linfatica agli arti inferiori, rilascio dello stretto toracico, pompa splenica, rilascio del diaframma e tecniche miofasciali.
  • Controllo:
    • tocco leggero, recupero passivo supino, altro.

Risultati

  • Outcome primari:
    • in pazienti con PAD, l’OMM ha aumentato in maniera statisticamente significativa la vasodilatazione brachiale e l’indice caviglia-braccio;
    • in pazienti con ulcere ed edemi, è stata osservata una riduzione dell’area delle ulcere e del volume delle gambe, anche se non statisticamente significativa
    • in pazienti anziani ricoverati e immobili, una singola sessione di pompa linfatica ha ridotto in maniera statisticamente significativa la conta piastrinica, suggerendo un potenziale ruolo nella prevenzione della trombosi. Sono emersi miglioramenti anche in altri parametri ematologici (es. conta linfocitaria, ematocrito) ma senza raggiungere la significatività statistica;
    • in volontari sani, la pompa linfatica agli arti inferiori ha accelerato la clearance del lattato dopo l’esercizio fisico e ha favorito una riduzione del volume delle gambe.
  • Effetti avversi:
    • l’OMM è risultata ben tollerata.

Discussione

Questa revisione ha mostrato che le tecniche di drenaggio linfatico proprie dell’OMM possono rappresentare una terapia sicura e non invasiva da aggiungere alle terapie convenzionali per l’insufficienza venosa cronica la malattia arteriosa periferica. Queste tecniche possono affrontare barriere fisiologiche alla guarigione che i trattamenti standard non coinvolgono direttamente, migliorando la mobilizzazione dei fluidi e la funzione endoteliale.

Infatti, gli studi analizzati mostrano benefici potenziali quali: miglioramento della funzione vascolare, aumento del ritorno venoso, riduzione dell’edema, miglioramento della guarigione delle ferite e delle ulcere, migliore mobilizzazione dei liquidi e dei metaboliti infiammatori; miglioramenti nella qualità di vita e nel cammino; riduzione dell’attività piastrinica, suggerendo un possibile ruolo preventivo trombotico.

I meccanismi fisiologici dell’OMM linfatica sono coerenti con altre strategie già utilizzate in medicina e fisioterapia, quali ad esempio compressione pneumatica intermittente ed esercizi di pompa (1 ciclo ogni 3-4 secondi) applicati alle caviglie per attivare la pompa muscolare del polpaccio.

L’OMM potrebbe agire non solo sulla circolazione sanguigna ma anche sul drenaggio linfatico, sull’equilibrio dei fluidi interstiziali, sulla modulazione del sistema autonomo e sulla riduzione dell’infiammazione cronica (rimuovendo accumuli locali di sostanze infiammatorie).

Tuttavia, gli studi analizzati presentano importanti limiti: campioni molto piccoli, protocolli eterogenei, popolazioni differenti fra loro (fra cui anche soggetti sani), difficoltà nell’isolare l’effetto delle specifiche tecniche linfatiche rispetto ad altre tecniche osteopatiche associate.

Per questo motivo, le conclusioni restano preliminari. Sono necessari studi clinici randomizzati e controllati più ampi per confermare l’efficacia dell’OMM linfatica, per definire protocolli standardizzati e per chiarire il ruolo dell’OMM nella gestione multidisciplinare delle patologie vascolari croniche nel breve e nel lungo termine.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: buona descrizione dei risultati degli studi e discussione sul razionale di efficacia delle pompe linfatiche.

Limiti: oltre ai limiti esposti dagli autori, la metodologia di ricerca e la valutazione degli studi non segue le linee guida di una revisione sistematica; manca una definizione chiara dei criteri di inclusione ed esclusione; manca una descrizione di cosa si intende per effetti avversi.

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