Barbara Simone
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07/07/2026 - Ultimo aggiornamento 07/07/2026

Kiran Ghotra, Aditi Iyer, Joshua Uberti, Nathan Armstrong, Shengyi Lai, Alex Whittaker, Tyler Scherer, Karthik Iyer | Anno 2026

Ruolo del Trattamento Manipolativo Osteopatico nella Gestione del Dolore Perioperatorio: Una Revisione Sistematica con Meta-Analisi Esplorativa

Ambito:

Dolore post-operatorio

Tipo di studio:

Revisione sistematica con meta-analisi

Data di pubblicazione della ricerca:

30-03-2026

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare l’efficacia dell’OMT come intervento aggiuntivo nei protocolli di gestione del dolore post-operatorio.
  • Outcome misurati:
    • Primari: valutazione dell’intensità del dolore direttamente tramite Visual Analog Scale (VAS) o indirettamente tramite consumo di analgesici o recupero funzionale.
    • Secondari: valutazione degli eventi avversi.

Metodi

  • Articoli analizzati: 3
  • Stringa di ricerca:
    • (“osteopathic manipulative treatment” OR “osteopathic manipulation” OR “OMT”) AND (“postoperative” OR “perioperative” OR “post-surgical” OR “after surgery”) AND (“pain” OR “analgesia” OR “analgesic”) AND (“randomized controlled trial”[pt] OR “controlled trial”[pt] OR “prospective study”[pt]).
  • Criteri di inclusione:
    • studi controllati randomizzati o studi controllati appaiati (matched);
    • studi che hanno valutato l’OMT in pazienti post-operatori;
    • studi che hanno valutato in maniera quantitativa il dolore.
  • Criteri di esclusione:
    • studi privi di dati quantitativi sul dolore;
    • studi su dolore non chirurgico;
    • studi che hanno valutato tecniche isolate senza controllo;
    • case report o serie di casi;
    • studi pubblicati solo come abstract.

Caratteristiche degli studi

  • 2 RCT.
  • 1 studio controllato prospettico appaiato.
  • Valutazione della qualità degli studi tramite valutazione narrativa per domini (randomizzazione, cecità, completezza dei dati).
    • Il rischio di bias è stato giudicato da “moderato” a “moderato-alto”.

Partecipanti

  • Numero nello studio più piccolo: 76 persone, di cui 38 nel gruppo OMT e 38 nel gruppo di controllo.
  • Numero nello studio più grande: 308 persone, di cui 154 nel gruppo OMT e 154 nel gruppo di controllo.
  • Numero totale: 464 persone, di cui 232 nel gruppo OMT e 232 nel gruppo di controllo.

Interventi e valutazioni

  • Valutazione del dolore direttamente tramite VAS o indirettamente tramite consumo di analgesici supplementari (intramuscolari) e parametri di recupero funzionale (distanza camminata, salita delle scale).
  • OMT.
  • Controllo:
    • riabilitazione standard.

Risultati

  • Outcome primari:
    • Dolore: due studi hanno mostrato riduzioni della VAS tra 1,7 e 2,2 punti a favore dell’OMT, con risultati anche clinicamente significativi. La meta-analisi esplorativa ha indicato una differenza media di -1,16 (95% CI: -2,16 a -0.15). Uno studio ha confermato la persistenza del beneficio a 12 e 52 settimane dopo chirurgia cardiaca;
    • Recupero funzionale: in uno studio, i pazienti trattati con OMT hanno raggiunto traguardi funzionali più rapidamente (20% più veloci nel salire le scale e 43% di distanza in più percorsa al terzo giorno);
    • Consumo di analgesici: uno studio ha riportato una riduzione del consumo di farmaci nel gruppo OMT (37% vs 50%), ma la differenza non è risultata statisticamente significativa.
  • Effetti avversi e outcome di danno:
    • nessun evento avverso è stato riportato nei tre studi analizzati.

Discussione

I risultati dei tre studi controllati analizzati hanno mostrato una tendenza coerente: quando l’OMT viene aggiunto alle cure post-operatorie o riabilitative standard, i pazienti tendono a sperimentare una riduzione clinicamente significativa del dolore e un recupero più rapido.

I meccanismi attraverso cui l’OMT può aver avuto questi effetti non sono ancora completamente chiariti, ma potrebbero essere: riduzione degli stimoli nocicettivi correggendo le disfunzioni somatiche causate da trauma chirurgico, immobilità prolungata e alterazioni biomeccaniche; modulazione dell’iperattività del sistema nervoso simpatico, influenzando positivamente la percezione del dolore; miglioramento della circolazione locale e il drenaggio linfatico, favorendo i processi di guarigione; induzione di un maggiore tono parasimpatico, come suggerito da studi che hanno rilevato modifiche della variabilità della frequenza cardiaca.

Gli autori sottolineano diverse limitazioni importanti: solo due studi hanno contribuito all’analisi principale sul dolore; i tempi di valutazione sono stati molto diversi tra gli studi (3 settimane vs 52 settimane dopo l’intervento), aumentando l’eterogeneità dei risultati; gli outcome non sono stati uniformi; non è stata effettuata una valutazione formale del rischio di bias con strumenti standardizzati; non è stato possibile escludere completamente effetti di aspettativa o placebo; tutti gli studi hanno riguardato pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca o ortopedica, limitando la possibilità di generalizzare i risultati ad altri contesti chirurgici.

Servono però trial multicentrici più ampi per definire meglio il ruolo dell’OMT nella medicina peri-operatoria, i quali dovrebbero: coinvolgere campioni più ampi, utilizzare protocolli OMT standardizzati, adottare misure del dolore uniformi, prevedere follow-up più lunghi, valutare formalmente il rischio di bias, monitorare sistematicamente il consumo di analgesici, confrontare l’OMT con altre strategie non farmacologiche come TENS, drenaggio linfatico manuale, agopuntura.

Nonostante i limiti, la coerenza dei risultati suggerisce che l’OMT meriti ulteriori approfondimenti come parte della gestione perioperatoria multimodale. Infatti, i risultati sono incoraggianti e coerenti con i modelli di recupero accelerato dopo chirurgia (ERAS), i quali puntano a ottenere un’analgesia efficace attraverso più meccanismi terapeutici piuttosto che affidarsi a un singolo trattamento. Gli autori evidenziano poi che qualsiasi intervento in grado di ridurre il dolore postoperatorio e potenzialmente diminuire l’esposizione agli oppioidi ha una rilevanza clinica significativa, soprattutto nel contesto dell’attuale crisi legata all’abuso di oppioidi.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: buona descrizione degli studi e presentazione dei risultati; analisi dei limiti della revisione e degli studi; valutazione del dolore diretta ed indiretta; definizione di linee guida per gli studi futuri

Limiti: oltre agli limiti indicati dagli autori, inclusione di soli studi in lingua inglese. A fronte di così pochi studi inclusi, sarebbe stato interessante aumentare il database includendo la letteratura grigia. Benché vengano prospettati studi con un OMT standardizzato, è però natura dell’OMT essere personalizzato sulle necessità delle persone.

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