Barbara Simone
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07/07/2026 - Ultimo aggiornamento 07/07/2026

Claire Bournon, Dominique Prin-Conti, Jimmy Douay, Pierre-Alexandre Montfajon, Lukshe Kanagaratnam, Stéphane Gennai | Anno 2026

Il trattamento osteopatico precoce somministrato a pazienti con distorsione acuta laterale della caviglia migliora il recupero: uno studio investigativo

Patologia:

Dolori alla caviglia

Tipo di studio:

Studio randomizzato controllato

Data di pubblicazione della ricerca:

22-01-2026

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare l’efficacia dell’OMT in aggiunta alla terapia standard in caso di distorsioni acute alla caviglia.
  • Outcome misurati:
    • Outcome primario: valutazione della capacità di flessione dorsale della caviglia in assenza di carichi.
    • Outcome secondari: valutazione del dolore tramite Visual Analog Scale (VAS) sotto carico e scarico, del perimetro peri-malleolare (edema), della flessione dorsale (carica e scarica) e plantare, dello squat test e del test di stabilità funzionale.

Partecipanti

  • Numero: 50 persone (27 donne e 23 uomini).
  • Criteri di inclusione: età ≥ 18 anni; consulto in pronto soccorso per una distorsione acuta alla caviglia (<72 ore) di stadio 1 o 2; presenza di edema o ematoma; consulto preliminare con un medico d’urgenza.
  • Criteri di esclusione: distorsione alla caviglia di stadio 3 o fratture; storia di chirurgia alla caviglia omolaterale; neoplasie attive; stato mentale alterato o uso di sostanze; controindicazioni all’OMT.
  • Gruppi di studio: 2 gruppi ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: trattamento medico standard, 25 persone (14 donne e 11 uomini, età media 33 anni).
      • 3 persone sono state perse al follow-up.
    • Gruppo 2:  trattamento medico standard + OMT, 25 persone (13 donne e 12 uomini, età media 26 anni).
      • 2 persone sono state perse al follow-up.

Interventi e valutazioni

  • Valutazione della capacità di flessione dorsale della caviglia in assenza di carichi, del dolore tramite VAS sotto carico e scarico, del perimetro peri-malleolare (edema), della flessione dorsale (carica e scarica) e plantare, dello squat test e del test di stabilità funzionale all’inizio dello studio, dopo 7 giorni e dopo 21 giorni.
    • Il gruppo OMT ha ricevuto una valutazione anche dopo il trattamento.
  • Valutazione degli effetti avversi tramite domande dopo 7 e 21 giorni.
  • Valutazione osteopatica all’inizio dello studio, dopo 7 giorni e dopo 21 giorni:
    • valutazione del dolore, dell’edema, della mobilità e della stabilità funzionale;
    • durata di 20 minuti;
    • il gruppo OMT ha ricevuto una valutazione anche dopo il trattamento
  • 1 sessione di 40 minuti il primo giorno dello studio.
  • OMT:
    • trattamento personalizzato su pelvi, regione dorso-lombare (T12-L1-L3), area cranio-facciale e piede;
    • tecniche miofasciali, muscolari e strutturali;
    • consigli personalizzati.
  • Trattamento medico standard:
    • personalizzato in base alla valutazione del medico di pronto soccorso;
    • basato sulle pratiche usuali RICE (riposo, ghiaccio, compressione, elevazione) e farmaci.

Risultati

  • Outcome primario:
    • dopo 21 giorni, il 95,7% dei pazienti nel gruppo OMT ha raggiunto una flessione dorsale equivalente alla caviglia sana, contro solo il 50,0% del gruppo con solo trattamento standard.
  • Outcome secondari:
    • subito dopo il trattamento osteopatico, tutti gli outcome hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo. Dopo 21 giorni, il gruppo OMT ha mostrato un incremento maggiore in maniera statisticamente significativa della mobilità (flessione dorsale e plantare) e una riduzione del dolore più marcata rispetto al gruppo con solo trattamento standard. Al giorno 7, tutti i test di stabilità funzionale sono stati eseguiti meglio dal gruppo OMT. Non sono invece state rilevate differenze significative tra i gruppi per l’edema dopo 21 giorni.
  • Ulteriori analisi:
    • non sono emersi eventi avversi.

Discussione

Dallo studio emerge che l’introduzione dell’OMT nella gestione della distorsione laterale acuta alla caviglia di grado lieve-moderato (1–2) porta a miglioramenti più rapidi e più completi rispetto alla sola gestione medica, in particolare per quanto riguarda mobilità articolare, stabilità funzionale e dolore. Questo risultato è in linea con studi precedenti su altre ossa o articolazioni.

Tuttavia, si tratta del primo studio centrato sulla distorsione alla caviglia che consideri l’OMT come approccio globale, e non come semplici tecniche mirate esclusivamente alla caviglia (approccio che, essendo riduzionista, può risultare di scarsa efficacia). L’OMT comprende infatti la valutazione e il trattamento di aspetti neurologici, craniali, miofasciali e viscerali, agendo a livello posturale, neuromuscolare, circolatorio, linfatico, propriocettivo, sensomotorio ed autonomico.

Un dato centrale è che, a 21 giorni, la maggior parte dei pazienti trattati con OMT ha recuperato una flessione dorsale non caricata paragonabile alla caviglia sana, suggerendo un recupero funzionale quasi simmetrico. Inoltre, l’aumento della mobilità (sia dorsale sia plantare) è stato accompagnato da una riduzione del dolore, indicando che il miglioramento non avviene a scapito della sintomatologia algica.

L’efficacia osservata può essere dipesa proprio dall’approccio globale e sistemico dell’osteopatia. In particolare, il lavoro su bacino, colonna lombare e catene miofasciali può essere stato un fattore chiave per migliorare l’appoggio, ridurre i compensi e facilitare la riabilitazione della caviglia. Da approfondire è invece il contrasto fra la riduzione dell’edema emersa subito dopo il trattamento, probabilmente per una stimolazione del drenaggio linfatico, e la mancata differenza nell’edema dopo 21 giorni rispetto al gruppo con trattamento standard.

Interessante è la distinzione tra gli effetti sull’edema e quelli su dolore e funzione: mentre la riduzione dell’edema è apparsa transitoria, probabilmente legata a un immediato miglioramento del drenaggio venoso e linfatico, i benefici su dolore e funzione sono risultati più stabili nel tempo, suggerendo un coinvolgimento di meccanismi neuromuscolari e propriocettivi piuttosto che puramente meccanici o antinfiammatori.

Dal punto di vista metodologico, lo studio ha usato misure varie e precise, ma presenta limiti importanti: assenza di cecità, possibile variabilità del trattamento medico standard e mancanza di controllo su eventuali trattamenti aggiuntivi ricevuti dai pazienti. Inoltre, alcune differenze, pur statisticamente significative, potrebbero non essere state clinicamente percepibili da tutti i pazienti.

In conclusione, l’OMT può risultare un intervento complementare promettente nella gestione precoce della distorsione laterale alla caviglia, soprattutto per accelerare il recupero funzionale. Tuttavia, servono studi più ampi e rigorosi per confermare questi risultati e chiarire la reale rilevanza clinica nel medio-lungo termine.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: definizione di un solo outcome primario; presenza di follow-up; descrizione e valutazione degli effetti avversi; buona presentazione dei risultati tramite grafici; buona discussione del possibile razionale; presentazione dei limiti dello studio.

Limiti: mancanza di un gruppo di controllo per l’OMT; mancanza di standardizzazione nel trattamento medico; piccola numerosità campionaria (numero di persone reclutate); follow-up potenzialmente breve per valutare la riduzione del rischio di instabilità cronica o recidive a lungo termine.

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