Marco Chiera
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03/06/2024 - Ultimo aggiornamento 03/06/2024

Marian Cavanagh, Taylor Cope, Dylan Smith, Inez Tolley, Paul Orrock, Brett Vaughan | Anno 2024

L’efficacia di una tecnica manuale osteopatica comparata con un esercizio di respirazione sul tono vagale indicato dall’heart rate variability, uno studio crossover

Ambito:

Variabilità della frequenza cardiaca e sistema nervoso parasimpatico

Tipo di studio:

Studio crossover

Data di pubblicazione della ricerca:

30-04-2024

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti del bilanciamento delle tensioni legamentose suboccipitali rispetto ad esercizi respiratori sulla variabilità della frequenza cardiaca (HRV).
  • Outcome misurati:
    • Outcome primari: valutazione dell’HRV (indici RMSSD e HFnu) tramite ECG.

Partecipanti

  • Numero: 18 persone (10 donne e 8 uomini).
  • Criteri di inclusione: età 18–70 anni, persone sane.
  • Criteri di esclusione: gravidanza; uso di fumo o droghe; malattie croniche (trauma al collo, dolore cronico, depressione, ansia, diabete, patologie cardiovascolari e polmonari).
  • Gruppi di studio: 2 gruppi ottenuti tramite randomizzazione.
    • Gruppo 1: prima OMT e poi esercizi respiratori, 9 persone (4 donne e 5 uomini, età media 36,9 anni).
    • Gruppo 2: prima esercizi respiratori e poi OMT, 9 persone (6 donne e 3 uomini, età media 34,4 anni).

Interventi e valutazioni

  • Valutazione dell’HRV tramite ECG per 5 minuti prima e 5 minuti dopo ogni intervento.
    • Sono stati valutati due indici relativi alla modulazione del tono parasimpatico: RMSSD e HFnu.
  • 1 sessione di trattamento.
  • OMT: 3 minuti di tecnica di bilanciamento delle tensioni legamentose suboccipitali.
  • Esercizi respiratori: 5 minuti di frequenza respiratoria 1:1 (5 secondi di inspiro e 5 di espiro) con 6 respiri al minuto, usando il diaframma e con il minimo sforzo. I partecipanti si sono esercitati per un paio di minuti.
  • Tutti gli interventi sono stati eseguiti da un osteopata studente post-graduate.
  • Ai partecipanti è stato detto di evitare l’uso di alcol, caffeina, droghe a scopo ricreativo la mattina o la notte precedente alla misurazione. È stato anche detto di evitare attività fisica la mattina della misurazione.

Risultati

  • Outcome primari: per quanto riguarda l’indice RMSSD è emersa una differenza che però non ha raggiunto la significatività statistica fra i due gruppi (p=0.058), mentre per quanto riguarda l’indice HFnu è emersa una differenza statisticamente significativa fra i due gruppi.
    Nello specifico, per entrambi gli indici, l’OMT sembra aver favorito un’aumento dell’HRV, mentre gli esercizi respiratori una sua diminuzione.
    Non sono state trovate differenze all’interno dei due gruppi.

Discussione

Dati i risultati, probabilmente un design crossover non è il design ideale per valutare gli effetti dell’OMT e degli esercizi respiratori sul sistema parasimpatico.

Tendenzialmente è stato riscontrato un aumento dell’HRV dopo l’OMT e una sua diminuzione dopo gli esercizi respiratori. Questo secondo risultato è stato inaspettato, in quanto si pensava che anche la respirazione rilassata avrebbe indotto un aumento dell’HRV. Pertanto, i risultati sono di difficile interpretazione: dato che alla fine dello studio entrambi i gruppi sono tornati ai livelli di HRV pre-studio, o gli interventi hanno un impatto a breve termine oppure hanno effetti opposti che si annullano.

Probabilmente, la riduzione dell’HRV a fronte degli esercizi respiratori può essere stata dovuta ad uno stato di tensione che i partecipanti hanno avuto nel tentare di respirare correttamente, tensione che può quindi aver aumentato il tono nervoso ortosimpatico. Probabilmente, nell’allenamento pre-studio sono mancate le dovute procedure per istruire correttamente i partecipanti, aspetto che i futuri studi dovranno sicuramente correggere usando istruzioni non solo verbali ma anche audio-visive (come mostrato in letteratura). Inoltre, potrebbe essere necessario un maggior tempo di allenamento o l’uso di una diversa frequenza respiratoria (magari con un espiro più lungo).

I limiti di questo studio sono: un’ampia variabilità tra i risultati dei partecipanti; il numero basso di persone reclutate; la presenza di eventuali fattori esterni e stressogeni che possono aver influenzato l’HRV e gli effetti degli interventi; l’aver misurato solo due indici di HRV; il design crossover, rivelatosi problematico, soprattutto senza un adeguato tempo di ritardo fra i due interventi.

Dato che l’OMT ha sembrato migliorare l’HRV, in caso di nuovo studio crossover sarebbe bene aumentare il tempo di ritardo ed eseguire misurazioni di follow-up anche di 24 ore e più.

Inoltre, soprattutto per la traduzione dello studio nella pratica clinica, diventa centrale adattare l’intervento respiratorio ad ogni individuo.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: buona descrizione e buona analisi dei risultati dello studio; è stata sottolineata l’importanza di personalizzare la pratica respiratoria; calcolo della numerosità campionaria (quante persone includere nello studio) basata su studi precedenti.

Limiti: oltre ai limiti esposti dagli autori, la non adeguatezza del design crossover era potenzialmente prevedibile, anche a fronte del fatto che non è chiaro quanto tempo i due interventi sono stati distanziati fra loro per evitare che si influenzassero a vicenda.

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