Maria Luisa Arruda Correia, Fernando Maia Peixoto Filho, Saint Clair Gomes Júnior, Guilherme Ramires de Jesus | Anno 2024

Effetto del trattamento manipolativo osteopatico sull’emodinamica materno-fetale in donne al terzo trimestre di gravidanza: Uno studio prospettico

Ambito:

Gravidanza

Tipo di studio:

Studio before-after

Data di pubblicazione della ricerca:

20-03-2024

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti dell’OMT sull’emodinamica materno-fetale.
  • Outcome misurati:
    • Outcome primario: valutazione dell’emodinamica dell’arteria ombelicale tramite ultrasuoni con velocimetria Doppler.
    • Outcome secondari: valutazione dei segni vitali (pressione sanguigna, ritmo cardiaco e ossimetria) tramite monitor per la pressione sanguigna e dell’emodinamica delle arterie uterina e media cerebrale tramite ultrasuoni con velocimetria Doppler.

Partecipanti

  • Numero: 51 donne.
  • Criteri di inclusione: età ≥ 18 anni, fra le 28 e le 40 settimane di gestazione, con follow-up prenatale ambulatoriale o ospedalizzate.
  • Criteri di esclusione: età < 18 anni, gravidanza gemellare, presenza di malformazioni, rottura prematura delle membrane, travaglio in corso.
  • Gruppi di studio:
    • Gruppo 1: OMT, 51 donne (età media 29,37 anni, età gestazionale 34,67 settimane).
    • buona parte delle donne erano obese, ipertese e sono stati riscontrati problemi quali diabete gestazionale, malattie infettive (HIV, sifilide, toxoplasmosi) e immunizzazioni materno-fetali.

Interventi e valutazioni

  • Valutazione dei parametri vitali tramite monitor per la pressione sanguigna e dell’emodinamica tramite ultrasuoni con velocimetria Doppler prima e dopo il trattamento.
    • Valutazione di pressione sanguigna diastolica e sistolica, ritmo cardiaco, ossimetria e indice di pulsatilità delle arterie ombelicale, media cerebrale e uterina.
    • I parametri vitali sono stati misurati in tre posizioni: in seduta, decubito dorsale e decubito laterale.
  • 1 sessione di trattamento di 30-40 minuti.
  • OMT: un unico protocollo definito da tecniche di bilanciamento delle tensioni legamentose, di rilascio miofasciale, ad energia muscolari e craniali.
  • OMT eseguito da un osteopata con 20 anni di pratica.

Risultati

  • Outcome primario: l’indice di pulsatilità dell’arteria ombelicale sembra esser diminuito dopo l’OMT, ma non è stata raggiunta una significatività statistica.
  • Outcome secondari: nella posizione seduta, l’OMT ha indotto una diminuzione statisticamente significativa della pressione sanguigna diastolica, sistolica e del ritmo cardiaco, mentre nella posizione supina solo la pressione sanguigna sistolica è scesa in maniera statisticamente significativa. Nella posizione in decubito laterale, invece, solo il ritmo cardiaco è diminuito in maniera statisticamente significativa. L’ossimetria sembra invece essere rimasta stabile in tutte le posizioni.
    Nonostante alcuni cambiamenti (diminuzione della pulsatilità nell’arteria media cerebrale e nella uterina di sinistra, e aumento nell’arteria uterina di destra), non sono emerse variazioni emodinamiche statisticamente significative.

Discussione

L’OMT ha mostrato effetti soprattutto sui parametri di pressione sanguigna e ritmo cardiaco. Dato che lo studio è stato effettuato durante la pandemia di Covid-19 in Brasile e che diverse delle donne reclutate manifestavano varie comorbilità, le misurazioni emodinamiche possono essere state influenzate da questa situazione.

Dati i potenziali effetti negativi che un’alterata circolazione uteroplacentare potrebbe avere sul feto (ma anche sulla madre), è fondamentale tenere monitorati una serie di parametri, quali appunti la pulsatilità di arterie “segnale” per la buona circolazione fetale (per l’appunto, arteria ombelicale, media cerebrale e uterina). L’indice di pulsatilità è, a tal proposito, particolarmente utile in quanto può indicare la necessità di ammissione alle unità neonatali. Questo monitoraggio è ancor più importante quando le madri presentano delle patologie che possono impattare negativamente sulla circolazione e sui vasi sanguigni: ipertensione, obesità, diabete, infezioni e sindromi auto-immuni. Anche le patologie psichiatriche, in quanto fonte di forte stress prenatale, possono favorire alterazioni nella circolazione materno-fetale, e quindi parti prematuri, IUGR o altri problemi ancora.

Nonostante non siano stati rilevati effetti statisticamente significativi sull’emodinamica delle arterie studiate, tuttavia, il riscontro che i parametri misurati sono rimasti dentro i range di riferimento normali mostra che l’OMT può essere applicato in maniera sicura durante la gravidanza, anche in situazioni con importanti comorbilità (e in un periodo storico critico come la pandemia di Covid-19).

Le tecniche osteopatiche utilizzate nel protocollo hanno puntato a ridurre le tensioni miofasciali legate soprattutto all’addome, in particolare ai diaframmi toracico e pelvico che giocano un ruolo essenziale per la circolazione. Inoltre, lo stesso sistema miofasciale è strettamente correlato con la circolazione e con il sistema nervoso, in particolare il sistema nervoso autonomico. Per questo motivo, il tocco osteopatico può avere importanti effetti sulle risposte emodinamiche tramite la mediazione tissutale e nervosa.

Uno dei limiti dello studio è l’eterogeneità e la bassa dimensione del campione. Sarebbe stato interessante paragonare donne normotese con donne ipertese. Dall’altro lato, però, questo studio rappresenta la prima ricerca su OMT e circolazione materno-fetale: simili ricerche sono fondamentali per definire nuove vie per prendersi cura di donne in gravidanze con condizioni cliniche avverse.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: primo studio su OMT ed emodinamica materno-fetale; un solo outcome primario su cui è stata calcolata la numerosità campionaria (quante persone reclutare); valutazione di vari parametri demografici, fra cui le comorbilità; buona discussione sull’importanza di monitorare l’emodinamica materno-fetale e sull’impatto che diverse condizioni patologiche possono avere.

Limiti: non è chiaro come siano stati valutati gli effetti avversi. Nonostante corrisponda a quanto ci si trova di fronte nella pratica clinica, il campione è risultato troppo eterogeneo, il che può aver messo in ombra particolari effetti dell’OMT.

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