Marco Chiera
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04/03/2024 - Ultimo aggiornamento 04/03/2024

Manu Goyal, Kanu Goyal, Kanimozhi Narkeesh, Asir J. Samuel, Sorabh Sharma, Subhasish Chatterjee | Anno 2016

La tecnica strain-counterstrain nella gestione della sindrome del nervo interosseo anteriore: un case report

Ambito:

Sindrome del nervo interosseo anteriore

Tipo di studio:

Case Report

Data di pubblicazione della ricerca:

16-06-2016

Image

Scopo dello studio

  • Obiettivo: mostrare l’utilità delle tecniche di strain-counterstrain e di altro tipo in caso di sindrome del nervo interosseo anteriore.
  • Outcome misurati: valutazione della forza della presa a pinza e della grafia.

Partecipanti

  • Numero: 1
  • Descrizione: donna, 37 anni. Da un mese faticava a tenere la penna bene nella mano destra e a scrivere. Nessun trauma, né dolore a spalla o collo. Nessun infortunio dovuto a stress meccanici ripetitivi per il lavoro da dentista. Nessuna storia di problemi di salute.
    Durante l’esame, la presa della penna è risultata anormale e debole, e la paziente ha faticato a formare una O (come per fare OK) con indice e pollice della mano destra, probabilmente per debolezza dei muscoli flessore lungo del pollice e flessori profondi delle dita. Non sono emerse anomalie sensoriali. Un misuratore idraulico di pressione ha riportato una forza della presa a pinza (pollice e indice) di 2,25 kg circa, contro una forza normale di 3,6-8,5 kg nelle donne fra i 33 e i 39 anni.
    L’esame palpatorio ha evidenziato un trigger point attivo nella parte anteriore mediale dell’avambraccio, la quale è risultata ipertrofica rispetto all’altro braccio.
    È quindi stata definita una diagnosi di sindrome del nervo interosseo anteriore (neuropatia del nervo mediano prossimale).

Interventi e valutazioni

  • Valutazione all’inizio e alla fine dello studio della forza della presa a pinza tramite misuratore idraulico di pressione e della grafia.
  • 4 sessioni di trattamento a settimana per 2 settimane.
  • Trattamento: criomassaggio, mobilizzazione neurale, stimolazione elettrica transcutanea dei nervi (TENS) e strain-counterstrain sul trigger point attivo.

Risultati

Alla visita di controllo, la forza di presa è migliorata raggiungendo i 3,6 kg e la grafia è migliorata. Il trigger point è risultato inattivo.

Non si è potuto eseguire un follow-up.

Discussione

L’applicazione della tecnica di strain-counterstrain ha mostrato di poter migliorare, dopo 2 settimane di trattamento, la forza della presa a pinza in caso di neuropatia da compressione. Dato che non sono state usate tecniche di rafforzamento muscolare, il responsabile di questa forza aumentata può essere proprio la tecnica di strain-countestrain. Questo risultato è in linea con un altro studio che riporta l’aumento della forza muscolare in seguito all’esecuzione di tecniche di strain-counterstrain.

Molto probabilmente, la tecnica applicata ha aumentato il guadagno gamma del riflesso di stiramento, come ipotizzato da Lawrence Jones, grazie all’aver posto il muscolo in una posizione accorciata o di comfort.

Il criomassaggio, la mobilizzazione neurale e la TENS hanno molto probabilmente migliorato l’estensione e ridotto la sensibilità del nervo mediano, contribuendo quindi al miglioramento della grafia.

La tecnica di strain-countestrain può quindi favorire il rafforzamento muscolare e ridurre l’invalidità funzionale tramite il rilascio dei trigger point, senza ricorrere a nessuno sforzo fisico. Tuttavia, servono studi sulla sua efficacia a lungo termine.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: utili le immagini relative ai test e alla manovra di strain-countestrain utilizzata.

Limiti: come tutti i case report, è difficilmente generalizzabile. Benché il rafforzamento muscolare venga ascritto alla tecnica di strain-counterstrain, tuttavia non ne possiamo essere sicuri dato l’utilizzo di altre terapie, che vengono tra l’altro solo citate e non spiegate: sarebbe infatti stato meglio se gli autori avessero descritto con maggiori dettagli le modalità con cui hanno applicato i vari interventi. Manca un follow-up.

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