Marco Chiera
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26/09/2023 - Ultimo aggiornamento 25/03/2024

Mikhail Volokitin, Asad Sheikh, Sapan Patel, Susan Milani, Mary Banihashem | Anno 2020

Trattare la Paralisi di Bell con la medicina manipolativa osteopatica: case report

Patologia:

Paralisi di Bell

Tipo di studio:

Case Report

Data di pubblicazione della ricerca:

22-10-2020

Image

Scopo dello studio

  • Obiettivo: mostrare l’utilità dell’OMT in un caso di paralisi di Bell
  • Outcome misurati: valutazione dei sintomi e della funzionalità del nervo facciale tramite House-Brackmann (H-B) scale

Partecipanti

  • Numero: 1
  • Descrizione: donna, 32 anni, afro-americana. Da 3 mesi soffriva di debolezza facciale sul lato destro con incapacità di chiudere l’occhio, secchezza e lacrimazione continua all’occhio destro. Non era presente dolore, ma aveva difficoltà nel compiere certe attività quotidiane: masticare, tenere il cibo dentro la bocca, perdita di saliva sul lato destro della bocca, incapacità di chiudere l’occhio destro durante la doccia e di notte. Vi era un’aumentata sensibilità al suono e una diminuita sensibilità al gusto.
    La paziente si sentiva ansiosa e soffriva di insonnia a fronte della perdita del padre, per difficoltà lavorative (telemarketing e autista di car-sharing) e per la mancanza di miglioramenti nella salute nonostante varie terapie (12 sessioni di agopuntura, gocce lubrificanti per gli occhi, ibuprofene e prednisone).
    La valutazione fisica ha mostrato ghiandole salivari (parotidi, sublinguali e sottomandibolari) ingrossate sulla destra, con linfonodi pre-auricolari, post-auricolari e cervicali altrettanto ingrossati e doloranti. Sono stati rilevati anche reni a ferro di cavallo, linfonodi inguinali ingrossati bilateralmente e dolore in entrambi i quadranti inferiori dell’addome con minor motilità gastrointestinale.
    La valutazione osteopatica ha mostrato dolore nei muscoli facciali, suboccipitali, flessori ed estensori cervicali, sternocleidomastoideo, trapezio, sollevatore della scapola e scaleno di destra. Il range of motion (ROM) dello sterno e delle costole 2-5 a seguito dell’espirazione e dell’articolazione sacroiliaca di sinistra sono risultati ridotti. L’emidiaframma di destra è risultato ristretto. Diverse disfunzioni somatiche sono emerse dal cranio al diaframma toracico, con anche sacro e pelvi. La scala H-B ha mostrato una severità di grado V nella funzionalità del nervo facciale.
    A questo punto, sulla base dei vari sintomi è stata effettuata una diagnosi di paralisi di Bell o paralisi idiopatica del nervo facciale, con possibile lesione distale al ganglio genicolato a fronte della lacrimazione. È stata ipotizzata una lesione assonale in quanto per 3 mesi i sintomi non sono migliorati.
    È stata valutata l’eventualità di un’elettromiografia alla fine dei trattamenti per verificare il danno e l’eventuale atrofia del nervo facciale.

Interventi e valutazioni

  • Valutazione dei sintomi e della funzionalità del nervo facciale tramite H-B scale.
  • 3 sessioni di OMT (2 settimanali e 1 dopo due settimane).
  • OMT:
    • tecniche per risolvere le disfunzioni somatiche emerse: tecniche linfatiche: rilascio dello stretto toracico superiore, dello sterno e del diaframma; tecniche di rilascio miofasciale, counterstrain, tecniche dei tessuti molli, tecniche ad energia muscolare, sollevamento delle costole e bilanciamento delle tensioni legamentose;
    • tecniche per risolvere la restrizione strutturale del nervo facciale: rilascio del condilo occipitale, decompressione della sutura occipito-mastoidea, rocking temporale.
  • Sono stati insegnati esercizi di meditazione e rilassamento per gestire lo stress vissuto.

Risultati

I sintomi hanno iniziato a migliorare fin da una settimana dopo il primo trattamento (pertanto, non si è ricorsi ad alcuna visita elettromiografica). Dopo il secondo trattamento, i sintomi si sono ridotti ulteriormente (la paziente ha cominciato a poter chiudere l’occhio e la bocca è diventata più simmetrica), con la scala H-B che ha riportato una severità di grado III di funzionalità del nervo facciale, severità scesa al grado II dopo il terzo trattamento. A questo punto, benché il recupero funzionale non fosse completo, la prognosi è stata considerata più che favorevole.

Discussione

L’osteopatia ha mostrato di poter risolvere una condizione di paralisi di Bell grazie al suo approccio globale biomeccanico, neurologico e psicosociale, a differenza di un approccio sequenziale per prove ed errori come raccomandato da diverse società mediche.

A tal proposito, importanti sono state le tecniche per ridurre la potenziale compressione subita dal nervo facciale – che, visti i risultati ottenuti, si è potuto ritenere come non leso, ma solo “intrappolato”: in caso contrario, sarebbe servito molto più tempo per il recupero funzionale in quanto il nervo avrebbe dovuto rigenerarsi – e per stimolare il flusso linfatico attraverso i linfonodi, così da drenare l’infiammazione tramite il sistema glinfatico e aiutare la guarigione.

Quando un osteopata incontra un paziente con una sospetta diagnosi di paralisi di Bell, oltre a porre attenzione a tutti i sintomi per comprendere bene dove può essersi verificata la lesione, è necessario valutare le seguenti anormalità strutturali: dura madre (fossa cranica posteriore, tentorio del cervelletto, C1-C2), parte petrosa dell’osso temporale, meato acustico interno, sutura occipito-mastoidea, condili occipitali, sinfisi sfenobasilare e articolazione temporomandibolare.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: uno dei pochi studi su OMT e paralisi di Bell; riporta la risoluzione di una paralisi di Bell tramite OMT e gestione dello stress (azione integrata), dopo che altre terapie avevano fallito; flow-chart che riporta l’andamento della paralisi di Bell nelle varie sessioni osteopatiche; buona descrizione dell’esame osteopatico; buona discussione e utile il vademecum finale.

Limiti: come ogni case report, è difficilmente generalizzabile; le tecniche osteopatiche usate e i consigli dati dovrebbero essere inseriti prima della discussione, nella presentazione del caso e del piano di trattamento, in modo da dare subito un quadro completo dell’intervento svolto; mancano dettagli sugli esercizi consigliati; non è chiaro il peso dell’OMT e degli esercizi nel risolvere la situazione.

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