Carlos Rabal Conesa, Enrique Cao Avellaneda, Pedro López Cubillana, David Prieto Merino, Alexander Khalus Plish, Antonio Martínez Franco, Alicia López Abad | Anno 2022

Intervento di Terapia Manuale in Uomini con Sindrome del Dolore Pelvico Cronico o Prostatite Cronica: Una Serie di Casi Prospettica Esplorativa

Patologia:

Prostatite e dolore pelvico

Tipo di studio:

Studio sperimentale

Data di pubblicazione della ricerca:

25-04-2022

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti della terapia manuale in uomini con sindrome del dolore pelvico cronico o prostatite cronica.
  • Outcome misurati:
    • primario: valutazione del cambiamento nei sintomi associati con la sindrome del dolore pelvico cronico tramite questionario US National Institutes of Health – Chronic Prostatitis Symptom Index (NIH-CPSI)
    • secondari: valutazione dei cambiamenti nella funzione urinaria tramite il questionario International Prostate Symptom Score (IPPS), nello stato ansioso/depressivo tramite il questionario Hospital Anxiety and Depression Scale (HADS) e nell’intensità del dolore tramite Visual Analog Scale (VAS).

Partecipanti

  • Numero: 23  uomini.
  • Criteri di inclusione: uomini, età > 20 anni, diagnosi di sindrome del dolore pelvico cronico o prostatite cronica di tipo IIIB secondo la classificazione US National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK), dolorabilità alla prostata durante la prima visita alla clinica, urinocoltura e coltura seminale negativa.
  • Criteri di esclusione: presenza di patologie cliniche in grado di spiegare il dolore (es. ernia discale, infezione al tratto urinario, patologia rettale, fissura anale, emorroidi), aver ricevuto fisioterapia specificamente diretta alla sindrome del dolore pelvico cronico nei 6 mesi passati.
  • Gruppi di studio:
    • Gruppo 1: terapia manuale, 23 uomini (età media 47,35 anni)
      • in media, 2 anni con diagnosi di sindrome del dolore pelvico cronico e 3 anni con sintomi.

Interventi e valutazioni

  • Valutazione alla prima visita, alla visita dopo la fine dei trattamenti, 6 settimane dopo la fine dello studio e 12 settimane dopo la fine dello studio dei sintomi associati alla sindrome del dolore pelvico cronico tramite NIH-CPSI, della funzione urinaria tramite IPSS, dello stato ansioso/depressivo tramite HADS e del dolore tramite VAS.
  • 6 sessioni di terapia manuale: prima 3 sessioni settimanali e poi 3 sessioni quindicinali.
  • Trattamento manuale: protocollo definito per agire su strutture muscolari, meccaniche fasciali, vascolarizzazione e sistema neurovegetativo.
    • Tecniche usate: tecnica globale della pelvi, correzione fasciale del sacro, sollevamento della vertebra T12; pompaggio dello psoas, inibizione suboccipitale, bilanciamento peritoneale, stimolazione muscolare manuale, rilascio del coccige e perineale, rilascio miofasciale; manovra emodinamica addominale globale, tecniche dirette all’aorta addominale, alle arterie mesenteriche e iliache, e al plesso celiaco.
  • Alla terapia manuale è stata aggiunta la gestione dei fattori emotivi e la discussione di informazioni relative alla sindrome
  • Valutazione eseguita da un urologo; trattamento eseguito da un fisioterapista.
  • I pazienti hanno continuato a seguire il proprio trattamento farmacologico (in caso ne avessero uno).

Risultati

  • Outcome primario: la terapia manuale ha mostrato una riduzione dei sintomi misurati NIH-CPSI statisticamente e clinicamente significativa alla fine delle 6 sessioni di trattamento. Dopo le prime 6 settimane di follow-up i sintomi sono leggermente aumentati, rimanendo però inferiori rispetto all’inizio dello studio e mostrando quasi sempre una significatività clinica (la significatività statistica è stata raggiunta sempre).
  • Outcome secondari: la terapia manuale ha indotto un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo nella funzionalità urinaria misurata tramite IPPS subito alla fine dei trattamenti, risultato che si è mantenuto sia 6 sia 12 settimane dopo. Questo risultato è stato collegato ad un miglioramento nella qualità della vita.
    Lo stato ansioso/depressivo misurato tramite HADS ha mostrato dei cambiamenti statisticamente e clinicamente significativi a partire dalle 6 settimane del primo follow-up. In particolare, i sintomi ansiosi hanno mostrato la loro massima riduzione in questo momento per poi ripresentarsi al secondo follow-up, mentre i sintomi depressivi al secondo follow-up dopo 12 settimane.
    Infine, anche per il dolore si è assistito ad un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo sin dalla fine dei trattamenti, risultato che si è mantenuto almeno per 6 settimane. Al secondo follow-up il dolore è leggermente aumentato, rimanendo comunque inferiore rispetto all’inizio dello studio.

Discussione

Dato il raggiungimento di risultati clinicamente significativi tramite l’analisi dei punteggi dei vari questionari, e in particolare del NIH-CPSI, la terapia manuale potrebbe essere un approccio terapeutico praticabile in caso di sindrome del dolore pelvico cronico.

In questo studio sono state valutate tecniche dirette a regolarizzare le strutture articolari, a ridurre lo stress muscolare, a favorire la flessibilità fasciale e a migliorare la vascolarizzazione e la trasmissione nervosa locale.

È particolarmente interessante l’entità della riduzione del punteggio del questionario NIH-CPSI – ossia 7,69 alla fine delle sessioni di trattamento, e poi 5,82 e 5,11 ai due follow-up – in quanto è paragonabile, se non superiore, ai trattamenti considerati nelle linee guida stabilite dalla European Association of Urology. Si passa infatti da una riduzione di 0,87 punti tramite gli inibitori della 5α-reduttasi, ad una di 5,01 punti con i β-bloccanti ed una di 5,79 punti con l’agopuntura fino ad una riduzione di 11,2 punti con la stimolazione del tibiale anteriore.

Il risultato di questo studio è in linea con studi precedenti che hanno valutato particolari tecniche (es. rilascio miofasciale) oppure approcci globali (es. manipolazione, tecniche di rilassamento e psicoterapia).

Servono tuttavia studi di qualità più alta in riferimento a terapie manuali e con una metodologia più solida e condivisa al fine di poter effettuare più facilmente comparazioni fra studi diversi.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: valutazione dei risultati ottenuti sulla base della loro rilevanza clinica; buona introduzione e discussione dei risultati, soprattutto in riferimento alla letteratura presente; buona descrizione dei questionari usati; trattamento standardizzato e quindi ripetibile; buona presentazione dei dati ottenuti.

Limiti: come riportato dagli autori, non si tratta di uno studio controllato randomizzato e non è stato eseguito il calcolo della numerosità campionaria (quante persone reclutare); inoltre, sempre come espresso dagli autori, proprio per la complessità della sindrome, un trattamento personalizzato potrebbe essere più utile rispetto ad un trattamento standardizzato.
Non è ben chiaro se e cosa sia stato fatto per agire sui fattori emotivi e per dare informazioni sulla sindrome in questione.

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