Marco Chiera
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29/08/2023 - Ultimo aggiornamento 19/04/2024

Fulvio Dal Farra, Francesca Buffone, Roberta Giulia Risio, Andrea Gianmaria Tarantino, Luca Vismara, Andrea Bergna | Anno 2022

Efficacia degli interventi osteopatici in pazienti con dolore al collo non-specifico: Una revisione sistematica e meta-analisi

Patologia:

Cervicalgie (dolore alla cervicale e torcicollo)

Tipo di studio:

Revisione sistematica con meta-analisi

Data di pubblicazione della ricerca:

01-11-2022

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare l’evidenza sull’efficacia dell’OMT in caso di dolore al collo non specifico
  • Outcome misurati:
    • Outcome primari: valutazione del dolore e dello stato funzionale
    • Outcome secondari: valutazione della quantità di farmaci assunti, della qualità della vita, degli effetti avversi, di ogni appropriata misura di costo-efficacia e di attitudini psicologiche (es. paura del movimento). Valutazione di quali tecniche sono risultate migliori delle altre nel medio-lungo periodo

Metodi

  • Articoli analizzati: 5
  • Stringa di ricerca: uso delle seguenti parole chiave, come termini liberi o MeSH: “neck pain”, “non-specific neck pain”, “cervical pain”, “chronic neck pain”, “osteopathic manipulative treatment”, “osteopathy”, “osteopathic medicine”, “myofascial release”, “manipulation”, “manual therapy”, “craniosacral therapy”, “visceral manipulation”.
  • Criteri di inclusione: studi randomizzati controllati sull’OMT in adulti (età 18-70 anni) con ogni tipo di dolore al collo non specifico; articoli in inglese; intervento eseguito da professionisti qualificati in manipolazioni osteopatiche; uso di almeno un outcome clinico relativo al dolore al collo non specifico (es. intensità di dolore, stato funzionale, qualità della vita, assunzione di farmaci e attitudini psicologiche).
  • Criteri di esclusione: dolore al collo secondario a specifiche patologie; anziani; studi con interventi applicati da professionisti non osteopati o non basati sui principi osteopatici; studi con outcome puramente psicologici od economici; sommari, abstract e atti congressuali.

Caratteristiche degli studi

  • 4 studi con design parallelo
  • 1 studio con design cross-over
  • 4 studi con controllo passivo (es. nessun intervento)
  • 1 studio con controllo attivo (es. esercizio)
  • 4 studi hanno misurato il dolore come outcome primario
  • 1 studio ha misurato come outcome primari dolore e stato funzionale
  • Tasso di drop-out (chi ha lasciato lo studio) compreso fra 0% e 22%
  • Valutazione della qualità degli studi tramite RoB (risk of bias in randomized trials)
    • studi di media-buona qualità, con tuttavia alta eterogeneità

Partecipanti

  • Numero nello studio più piccolo: 41 persone (31 donne e 10 uomini, età media 43,15 anni)
  • Numero nello studio più grande: 87 persone (80 donne e 7 uomini, età media 41,5 anni)
  • Totale: 325 persone (278 donne e 47 uomini, età media 46,75 anni)

Interventi e valutazioni

  • Valutazione del dolore e dello stato funzionale dopo gli interventi o dopo un follow-up
    • valutazione del dolore tramite Visual Analog Scale (VAS) o Numeric Rating Scale (NRS)
    • valutazione dello stato funzionale tramite questionari
  • Valutazione della quantità di farmaci assunti, della qualità della vita degli effetti avversi, di ogni appropriata misura di costo-efficacia e di attitudini psicologiche (es. paura del movimento) tramite questionari
  • 4-9 sessioni da 45-60 minuti di OMT, sessioni con cadenza da 1 a settimana fino a 1 ogni 20 giorni, con una durata totale dello studio da 4 a 12 settimane
  • OMT:
    • trattamento personalizzato con l’uso di diverse tecniche (fra cui miofasciali, alta velocità e bassa ampiezza, viscerali, ad energia muscolare, bilanciamento delle tensioni legamentose) o craniosacrale
    • a volte da solo, in altri casi associato a ultrasuoni sham o esercizi
  • Controllo: trattamento sham, ultrasuoni sham, esercizi o nessun intervento

Risultati

  • Outcome primari:
    • Dolore: tutti gli studi hanno mostrato dei risultati statisticamente significativi in favore dell’OMT nella riduzione del dolore, sia dopo i trattamenti sia nel follow-up (per i due studi che l’hanno considerato, a 3 mesi e a 20 settimane). L’effect size (la rilevanza effettiva del trattamento) calcolato dagli studi è risultato basso in alcuni studi e grande in altri studi.
    • Stato funzionale: tutti gli studi hanno mostrato un miglioramento dello stato funzionale statisticamente significativo nel gruppo OMT, sia dopo i trattamenti sia nel follow-up. I quattro studi che hanno usato il Neck Disability Index (NDI) hanno evidenziato dei risultati clinicamente significativi. L’effect size calcolato dagli studi è risultato da basso a moderato.
  • Outcome secondari: per i vari outcome secondari non è stato possibile fare una sintesi in quanto sono stati spesso analizzati dai singoli studi con strumenti molto eterogenesi fra loro. Non è stato possibile fare analisi specifiche sull’efficacia di singole tecniche o approcci.
  • Effetti avversi: i quattro studi su cinque che hanno valutato gli effetti avversi hanno rilevato l’OMT come trattamento sostanzialmente sicuro. Sono emersi degli effetti avversi (mal di testa, stanchezza, aumento del doloro, dizziness, formicolio) che però si sono risolti nel giro di alcuni giorni. Solo in un caso è stato riportato del dolore costale persistente.

Discussione

L’OMT ha mostrato di poter migliorare sia il dolore sia lo stato funzionale in caso di dolore al collo non-specifico, e i risultati sembrano migliori sia rispetto all’assenza di trattamento sia rispetto a programmi di esercizio fisico. Per quanto riguarda il follow-up nel tempo, sembra esserci un trend positivo a favore dell’OMT, benché non si possano trarre maggiori conclusioni a causa degli scarsi dati a disposizione.

Tuttavia, gli approcci osteopatici utilizzati nei diversi studi analizzati sono stati molto eterogenei (da singole tecniche a trattamenti personalizzati), il che ha impedito di effettuare delle sotto-analisi specifiche. Inoltre, dati i pochi studi inclusi nella meta-analisi e alcuni bias rilevati nella loro valutazione metodologica, la qualità complessiva dei risultati è piuttosto bassa.

Da questa revisione sistematica e dall’analisi della letteratura possiamo concludere che, in caso di dolore al collo non-specifico, trattare altre zone corporee può risultare particolarmente efficace sia per ridurre il dolore sia per migliorare lo stato funzionale. Una delle motivazioni può essere l’azione regolatrice dell’OMT su processi patologici quali la sensitizzazione centrale e l’infiammazione tissutale oppure sulla ridefinizione delle mappe corporee sensoriali a livello cerebrale. Dati i pochi e temporanei effetti avversi, l’OMT può essere considerata una terapia sicura in caso di dolore al collo non-specifico.

Futuri studi dovranno valutare di trovare un buon equilibrio fra il bisogno di avere un protocollo di intervento standardizzato e la personalizzazione della terapia tipica dell’OMT in modo da poter definire studi replicabili e generalizzabili. A tal proposito, è necessario che le tecniche usate, gli approcci scelti e i processi di valutazione che hanno condotto a quelle scelte siano ben descritti. Una possibilità può essere l’uso del TIDier (Template for Intervention Description and Replication). È poi importante porre attenzione anche alla terminologia usata, in quanto spesso professionisti diversi usano parole e termini diversi per riferirsi alle stesse manovre, ma questo genera solo confusione.

Tutti questi accorgimenti sono fondamentali per far considerare l’OMT a livello di sistema sanitario e per procedere ad un’analisi adeguata costi-efficacia dell’OMT.

I limiti di questa revisione sistematica risiedono nell’aver considerato solo articoli in inglese, nel non aver definito criteri di inclusione più stretti – benché utile per la natura personalizzata dell’OMT, ha impedito di comparare in maniera robusta gli studi – e nel non aver fatto analisi relativi al potenziale bias di pubblicazione.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: tabelle che descrivono bene le caratteristiche e gli outcome degli studi; tabelle che descrivono bene la valutazione della qualità degli studi; buona discussione sullo stato della ricerca in osteopatia e su come poterla migliorare.

Limiti: oltre a quelli indicati dagli autori, l’inclusione di soli trial randomizzati controllati. Benché la scelta abbia senso, soprattutto per svolgere una meta-analisi, tuttavia negli ultimi anni è diventato chiaro che può essere importante al fine di comprendere al meglio l’efficacia di un trattamento anche l’inclusione di altri studi clinici così come di studi osservazionali, se ben fatti. Benché i report siano stati pochi ed eterogenei, anche poche parole sugli outcome secondari sarebbero potute essere utili.

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