Jayme D. Mancini, Nicole Angelo, Reem Abu-Sbaih, Patricia Kooyman, Sheldon Yao | Anno 2022

Alterazioni da commozione cerebrale nella memoria visiva e nel tempo di reazione in atleti collegiali migliorate con la medicina manipolativa osteopatica: uno studio randomizzato controllato

Patologia:

Commozione cerebrale

Tipo di studio:

Trial randomizzato controllato

Data di pubblicazione della ricerca:

30-09-2022

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti dell’OMT sulle alterazioni neurologiche sorte a seguito di commozione cerebrale
  • Outcome misurati:
    • primari: valutazione delle alterazioni cognitive post-commozione tramite Immediate Post-Concussion Assessment and Cognitive Testing (ImPACT) e test King-Devick (KD)
    • secondari: valutazione degli effetti avversi da OMT

Partecipanti

  • Numero: 25 persone (7 donne e 18 uomini, età media 20 anni)
    • sintomi riportati: cefalea, amnesia, disturbi visivi, nausea, dizziness (stordimento), disturbi dell’equilibrio, disturbi del sonno, fotofobia, fonofobia, confusione, letargia, acufeni
    • 5 partecipanti (3 donne e 2 uomini) non hanno riportato alterazioni neurologiche sorte dopo la commozione
  • Criteri di inclusione: atleti di college, età compresa fra 18 e 50 anni che hanno ricevuto, da parte di un medico di famiglia o di un neurologo, una diagnosi clinica di commozione cerebrale da trauma cranico nelle due settimane precedenti.
  • Criteri di esclusione: diagnosi di condizioni di emergenza, attuale e o precedente neurodegenerazione o trauma al midollo spinale, incapacità a completare le valutazioni previste dallo studio, controindicazioni assolute all’OMT (fra cui fratture craniche, emorragie intracraniche, fratture cervicali, dissezioni, ictus), perdita di coscienza da commozione per più di 2 minuti, convulsioni, vomito resistente ai trattamenti, gravidanza, paralisi (auto-riportata o testimoniata), mancanza di alterazioni neurologiche sorte a seguito della commozione.
  • Gruppi di studio: 2 gruppi ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: OMT, 11 persone (3 donne e 8 uomini)
    • Gruppo 2: educazione alla gestione della concussione, 9 persone (3 donne e 6 uomini)

Interventi e valutazioni

  • Valutazione delle alterazioni cognitive tramite ImPACT e KD alla prima visita, alla seconda visita dopo 72 ore e alla terza visita (dopo altri 3-4 giorni)
    • i test hanno valutato: memoria visiva, memoria verbale, velocità di elaborazione visuo-motoria, tempo di reazione, controllo degli impulsi e gravità dei sintomi;
    • alla prima visita è stata consegnata la valutazione ImPACT fatta all’inizio della stagione atletica (pre-sport), la quale è servita come baseline per rilevare la presenza di alterazioni cognitive emerse post-commozione.
  • Valutazione della storia medica alla prima visita.
  • Valutazione degli effetti avversi da OMT.
  • 2 sessioni da 30 minuti di OMT o educazione alla gestione della commozione alla prima visita e alla seconda visita (72 ore dopo).
  • OMT: trattamento personalizzato
    • valutazione strutturale globale (tratto cervicale, toracico, lombare e sacrale; testa, torace, pelvi, diaframma ed arti; valutazione approfondita del cranio e dell’impulso ritmico craniale) al fine di rilevare le disfunzioni somatiche
    • trattamento diretto ad alleviare le disfunzioni somatiche percepite tramite tecniche craniali, di decompressione facciale, di bilanciamento delle tensioni legamentose, ad energia muscolare, di rilascio posizionale facilitato, articolari, ad alta velocità bassa ampiezza e counterstrain
    • trattamento diretto al migliorare la circolazione sanguigna e il drenaggio linfatico, glinfatico e venoso
  • Educazione alla gestione della commozione: materiale del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) sul riconoscere segni cognitivi, comportamentali e fisici; su diagnosi, fattori di rischi e predittori; raccomandazioni per il recupero; aspettative sul ritorno all’attività atletica o al lavoro.
  • OMT eseguito da un medico specializzato in OMT o medicina neuromuscoloscheletrica.
  • Tutti i partecipanti sono stati seguiti secondo le correnti linee guida per la gestione della commozione cerebrale. A tutti è stato raccomandato riposo fino a quando il medico dello sport non avesse permesso il rientro all’attività atletica.

Risultati

  • Analisi dei sintomi: le principali alterazioni secondo l’ImPACT sono state diminuzione nella memoria verbale, nella memoria visiva e nella velocità di elaborazione, e aumento del tempo di reazione, oltre ovviamente ad una maggior quantità di sintomi rispetto alla valutazione pre-stagionale. È stato rilevato, soprattutto negli uomini, anche un aumento del punteggio relativo al controllo degli impulsi, ad indicare un maggior numero di errori nel test, punteggio che è risultato correlato con il bisogno di dormire di più rispetto al solito.
  • Outcome primari: le alterazioni neurologiche sono migliorate in generale in entrambi i gruppi. Il gruppo con OMT ha mostrato un miglioramento maggiore nella memoria visiva negli uomini e nelle donne, nel controllo degli impulsi e nel tempo di reazione negli uomini, mentre il gruppo di educazione ha mostrato un miglior recupero della memoria verbale nelle donne.
    Il gruppo con OMT ha comunque mostrato un miglioramento nella memoria visiva in donne e uomini, del tempo di reazione negli uomini e nei sintomi e nella loro gravità in donne e uomini già dopo la prima seduta. Dopo la seconda, il gruppo OMT ha mostrato miglioramenti negli uomini per quanto riguarda memoria verbale, memoria visiva, velocità di elaborazione, tempo di reazione e numero dei sintomi. L’effect size (la portata degli effetti del trattamento) è stato grande per la memoria visiva e medio per il tempo di reazione e la velocità di elaborazione. Il gruppo con educazione ha mostrato un miglioramento nella memoria verbale e nel tempo di reazione negli uomini, e nel numero di sintomi e nella loro gravità per donne e uomini.
    Il test KD ha mostrato un miglioramento nel gruppo OMT alla prima sessione per donne e uomini e un miglioramento alla seconda sessione per gli uomini, mentre il gruppo con educazione ha mostrato un miglioramento negli uomini alla prima sessione e un miglioramento nelle donne alla seconda sessione.
  • Eventi avversi: dai partecipanti non sono stati riportati effetti avversi.

Discussione

L’OMT ha mostrato di poter migliorare in acuto le alterazioni neurologiche susseguenti ad un episodio di commozione cerebrale da attività sportiva. In particolare, la memoria visiva e il tempo di reazione sono state le funzioni maggiormente favorite nel recupero dall’OMT.

I miglioramenti in altre funzioni, anche a causa dell’abbandono di alcuni partecipanti che ha ulteriormente ridotto il campione già esiguo, sono meno chiari. A tal proposito, è interessante il miglioramento avuto nella memoria verbale tramite l’intervento di educazione, e sarebbe da approfondire il recupero a valori migliori della baseline nella velocità di elaborazione sempre ottenuti nel gruppo con educazione.

L’OMT si è comunque dimostrato migliore del riposo, come raccomandato dalle linee guida e non ha mostrato effetti avversi. Molto probabilmente, l’OMT ha agito risolvendo le tensioni meccaniche a livello osseo e connettivo e migliorando il drenaggio degli scarti del metabolismo nervoso attraverso il sistema glinfatico o i seni nervosi. Potenzialmente, l’OMT potrebbe aver aiutato il recupero della funzionalità dei nervosi coinvolti nella funzione visiva e nei movimenti saccadici oculari.

Un limite dello studio è non aver dati relativi dal test KD prima della stagione sportiva, mancanza che limita l’interpretazione dei dati ottenuti col test. Inoltre, il campione analizzato è risultato piccolo per eseguire analisi statisticamente forti e non sono state investigate conseguenze a lungo termine della commozione, ma solo sintomi acuti primari. Di conseguenza, non possiamo sapere se l’OMT, agendo sul drenaggio dei prodotti infiammatorie e sulla risoluzione delle tensioni, possa avere effetti anche a lungo termine.

Studi futuri dovranno sfruttare trattamenti sham (fittizi), valutare marcatori biologici per la commozione ed effetti placebo sociali, oltre che livelli ormonali femminili in quanto sono in grado di agire sui sintomi della commozione. Tutto questo può permettere una migliore comprensione dell’utilità dell’OMT e aiutare a definire un trattamento maggiormente mirato e personalizzato.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: interessante introduzione sulla fisiopatologia, anche cellulare, che può aiutare a definire l’intervento più adatto; calcolo della numerosità campionaria (quante persone reclutare) basato su studi precedenti; interessante l’uso del Reliable Change Index, metodo ideato per capire se un cambiamento è importante da un punto di vista clinico (e non solo numerico); sono stati calcolati degli effect size che possono essere utili per futuri studi; benché brevemente, sono stati dati consigli per futuri studi.

Limiti: manca una tabella riepilogativa delle caratteristiche dei partecipanti; non è stato definito cosa si è inteso per effetti avversi da OMT e come sono stati misurati; la parte dei risultati poteva essere presentata con maggior chiarezza.
Per controllare l’effetto placebo sarebbe servito un trattamento sham (fittizio) come comparazione, e non solo un’educazione (sia per mascherare l’OMT sia perché molte ricerche mostrano che già il semplice tocco ha effetti terapeutici e placebo).
Nonostante il calcolo della numerosità campionaria, le persone analizzate sono risultate meno del necessario, il che indica che il reclutamento avrebbe dovuto essere meglio organizzato. Di conseguenza, i risultati sono difficilmente generalizzabili.

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