Mahitab M. Yosri, Hamada A. Hamada, Amel M. Yousef | Anno 2022

Effetto della manipolazione viscerale su problemi mestruali in donne con sindrome dell’ovaio policistico

Patologia:

Condizioni ginecologiche e ostetriche

Tipo di studio:

Trial randomizzato controllato pilota

Data di pubblicazione della ricerca:

02-05-2022

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti della manipolazione viscerale sui disturbi premestruali e mestruali in donne con sindrome dell’ovaio policistico
  • Outcome misurati:
    • primario: valutazione dei problemi mestruali e premestruali tramite i corrispondenti item del Polycystic Ovary Syndrome Health-Related Quality of Life Questionnaire (PCOSQ)
    • secondari: valutazione del peso corporeo e dell’indice di massa corporea (IMC) tramite bilancia

Partecipanti

  • Numero: 30 donne
  • Criteri di inclusione: donne, età compresa fra 20 e 34 anni, IMC compreso fra 25 e 30, rapporto vita/fianchi ≤ 0,8, diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico confermata dal ginecologo di riferimento sulla base dei criteri diagnostici di Rotterdam, cicli mestruali irregolari (meno di 8 cicli l’anno o più di 35 giorni fra un ciclo e il successivo), mestruazioni dolorose e sintomi premestruali (gonfiore addominale e cefalea)
  • Criteri di esclusione: presenza di malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete, malignità, disordini endocrini (es. ipotiroidismo, iperprolattinemia), anormalità nelle ghiandole surrenali, infiammazione pelvica acuta, patologie endometriali (es. endometriosi), prolasso degli organi pelvici, masse pelviche; uso di dispositivi intrauterini; trattamento ormonale nei 3 mesi precedenti allo studio; trattamento medico diretto alla sindrome dell’ovaio policistico; ricevere trattamenti manipolativi durante lo studio
  • Gruppi di studio: 2 gruppi ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: dieta ipocalorica con manipolazione viscerale, 15 donne (età media 26,2 anni)
    • Gruppo 2: dieta ipocalorica, 15 donne (età media 27,5 anni)

Interventi e valutazioni

  • valutazione all’inizio dello studio e 3 mesi dopo la fine dei trattamenti del peso corporeo e dell’IMC tramite bilancia e dei problemi mestruali e premestruali tramite i corrispondenti del PCOSQ
  • valutazione dell’irsutismo tramite PCOSQ
  • raccolta di dati riguardanti storia mestruale (frequenza, durata, quantità, regolarità), gravidanze, trattamenti medici o ormonali negli ultimi 6 mesi
  • 8 sessioni di manipolazione viscerale nell’arco di 3 mesi (1 ogni settimana per il primo mese e 1 ogni due settimane per il secondo e il terzo mese)
    • è stato chiesto di evacuare la vescica prima di ogni trattamento
  • dieta ipocalorica: personalizzata per ogni persona e strutturata per ridurre l’introito di almeno 500kcal al giorno, favorendo così una perdita di peso di 0,5kg a settimana
    • formata per il 55% da carboidrati a basso-medio indice glicemico, per il 15% di proteine e per il 30% da grassi
    • proibizione di assumere carboidrati ad alto indice glicemico, fast-food o cibi ad alto contenuto di sale
    • consiglio di cibarsi di cereali integrali, verdure fibrose, carne magra e prodotti caseari a basso contenuto di grassi
    • consulto col dietista ogni settimana
  • manipolazione viscerale: trattamento diretto agli organi pelvici e alle strutture annesse, personalizzato sulla base della valutazione dell’operatore
    • valutazione della mobilità e della motilità degli organi pelvici, in relazione alla respirazione, e seguente trattamento secondo le metodiche descritte da Hebgen, Barral, Mercier, Lason e Peeters
    • all’inizio di ogni trattamento, manovre di decongestione muscolare per ridurre la congestione pelvica e migliorare la circolazione
    • in caso di tensioni anormali o adesioni, stiramento di queste adesioni tramite pressioni sostenute per 6 secondi e ripetute fino a quando la paziente non sentiva più la tensione
  • trattamento attuato da un fisioterapista qualificato che, per lo studio, ha ricevuto un ulteriore addestramento sulla manipolazione osteopatica e sulla nutrizione

Risultati

  • Outcome primario: in entrambi i gruppi si è assistito ad un miglioramento della condizione clinica misurata tramite PCOSQ in maniera statisticamente significativa. Il gruppo con manipolazione viscerale ha però mostrato un incremento nettamente maggiore rispetto al gruppo con sola dieta (1,7 punti vs 0,5), superando in questo modo la minima differenza per indicare un cambiamento clinico di alta rilevanza (MCID)
  • Outcome secondari: per quanto riguarda sia il peso sia l’IMC, entrambi i gruppi hanno mostrato una loro diminuzione statisticamente significativa rispetto ai valori di inizio studio. Non vi è stata invece differenza fra i gruppi, ad indicare che la diminuzione è avvenuta in egual modo
  • Ulteriori analisi: le donne nel gruppo con manipolazione viscerale hanno mostrato per la maggior parte adesioni uterine e restrizioni nella mobilità uterina, ovarica e del legamento largo.
    Rispetto all’inizio dello studio, in entrambi i gruppi si è assistito ad una diminuzione dei sintomi ritenuti severi e un aumento dei sintomi ritenuti lievi o rari. Questi cambiamenti sono risultati più evidenti nel gruppo con manipolazione viscerale.
    Una donna nel gruppo con manipolazione viscerale che soffriva di infertilità secondaria è rimasta incinta alla fine dello studio. Ciò nonostante non avesse seguito alcuna terapia specifica negli ultimi 3 mesi e, anzi, avesse già provato svariate terapie senza successo alcuno.
    Non sono stati riportati effetti avversi.

Discussione

In entrambi i gruppi sperimentali le donne trattate hanno visto una diminuzione del peso, dell’IMC e della gravità dei sintomi mestruali e premestruali. Tuttavia, il gruppo che ha ricevuto la manipolazione viscerale ha mostrato un miglioramento della sintomatologia della sindrome dell’ovaio policistico nettamente superiore, con un risultato che tra l’altro ha indicato un grande miglioramento nella qualità della vita percepita dalle pazienti.

Questi risultati sono in linea con precedenti studi che hanno sottolineato l’importanza di un approccio basato sullo stile di vita, che dovrebbe essere l’approccio primario in caso di sindrome dell’ovaio policistico – un simile approccio tende infatti a migliorare molteplici parametri –, e la possibile utilità dell’OMT, della manipolazione viscerale o del massaggio connettivale nel migliorare la sintomatologia premestruale e mestruale in caso di alterazioni.

Potenzialmente, i risultati ottenuti possono derivare dall’aver agito, tramite la dieta, sul metabolismo, in particolare sulla regolazione glicemica ed insulinica e, tramite la manipolazione viscerale, tramite un miglioramento della circolazione e della motilità organica.

Anche l’aumentata probabilità di restare incinta, com’è successo ad una paziente trattata con manipolazione viscerale, è in linea con precedenti studi sull’uso dell’OMT in caso di infertilità. Potenzialmente, la stimolazione manuale data agli organi pelvici sia favorisce un loro miglior adattamento meccanico durante la gravidanza, sia induce un’“eccitazione” a livello ovarico che aiuta il normale andamento del ciclo.

È stata interessante la rilevazione di molte adesioni a livello pelvico, in quanto la sindrome dell’ovaio policistico non è considerata in grado di causare simili alterazioni. Pertanto, la loro presenza indica altri fattori causali di fondo (es. infiammazione cronica pelvica, parti cesarei, aborti) che possono predisporre ad alterare sia la struttura sia la funzione pelvica.

Futuri studi dovranno valutare degli adeguati follow-up per vedere se questi risultati si mantengono nel tempo. Inoltre, valutare manipolazioni più articolate (come l’OMT) oppure reclutare donne non in sovrappeso potrebbe portare alla rilevazione di risultati migliori.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: accurata descrizione dei Materiali e metodi; calcolo della numerosità campionaria (quante persone reclutare) sulla base di un piccolo studio pilota atto a determinare l’effect size (la portata dell’efficacia dell’intervento); interessante l’aver riportato la valutazione che una donna è rimasta incinta alla fine del protocollo sperimentale; accurata discussione dei risultati

Limiti: poteva essere specificato meglio come sono stati valutati gli effetti avversi; mancanza di follow-up

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