Alice Barni, Dario Zecchillo, Stefano Uberti, Silvia Ratti | Anno 2019

Trattamento manipolativo osteopatico in un paziente pediatrico con atresia esofagea e fistola tracheo-esofagea

Patologia:

Atresia esofagea

Tipo di studio:

Case report

Data di pubblicazione della ricerca:

09-04-2019

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: riportare l’effetto dell’OMT sui sintomi di disfagia e sul rischio di aspirazione in un infante con diagnosi di atresia esofagea e fistola tracheo-esofagea
  • Outcome misurati: cambiamento clinico nei sintomi di disfagia misurati con il Paedriatic Eating Assessment Tool-10 (PEDI-EAT-10)

Partecipanti

  • Numero: 1
  • Descrizione: bambino di 40 giorni con diagnosi di atresia esofagea e fistola tracheo-esofagea distale, tipo C secondo la classificazione di Gross. Nato a 40 settimane, 3,3kg di peso alla nascita con un punteggio Apgar di 9/10 a 1 e 5 minuti. Dopo 6 ore dalla nascita è subentrato del distress respiratorio, a cui sono seguiti vari esami (radiografia, broncoscopia, ecocardiografia e ultrasonografia addominale) che hanno rivelato la presenza di un solo rene e una leggera tracheomalacia.
    Nessuno dei genitori aveva disturbi genetici, e la madre (38enne) non aveva fumato né bevuto alcolici durante la gravidanza.
    Durante il secondo giorno di vita è stato eseguito un intervento chirurgico di tracheoscopia con legatura della fistola tracheo-esofagea. A 20 giorni il bambino ha iniziato ad essere nutrito ed è stato dimesso a 30 giorni con una dose giornaliera di omeprazolo (8mg), alcuni consigli alimentari e una formula per il reflusso specifica per gli infanti.
    Alla visita, la madre ha riportato grandi difficoltà nel nutrirlo col biberon, fra cui “strozzarsi” col cibo e vomito dopo mangiato, nonostante avesse seguito la raccomandazione ospedaliera di tenere il bambino in piedi per 30 minuti dopo mangiato. Il bambino era particolarmente irritabile con tosse stizzosa e stridore respiratorio in peggioramento. Inoltre faticava ad addormentarsi.
    La valutazione ha rilevato restrizioni diaframmatiche, rigidità costali, ipomobilità della cartilagine della trachea, osso ioide in elevazione, una disfunzione somatica a livello cervicale e debole impulso ritmico craniale con una sottostante disfunzione craniale di compressione.

Interventi e valutazioni

  • Valutazione dei sintomi di disfagia e del rischio di aspirazione tramite PEDI-EAT-10 al primo, quarto e settimo trattamento
    • un punteggio PEDI-EAT-10 uguale o maggiore di 3 è considerato anormale
  • 7 sessioni di OMT quindicinali
  • tecniche per migliorare il movimento del diaframma, delle aree toraciche, costali e cervicali
    • tecniche principali usate: rilascio fasciale, bilanciamento delle tensioni legamentose e membranose, tecniche fluidiche indirette, tecniche V-spread e viscerali
  • OMT eseguito da un osteopata con più di 10 anni di esperienza clinica in pediatria

Risultati

Dall’inizio del percorso di OMT, il punteggio PEDI-EAT-10 è passato da 7 a 3 fino ad arrivare a 1. Delle varie sottoscale del PEDI-EAT-10 è sempre rimasta stabile (ed è l’unica che è rimasta alla fine dello studio) una lieve difficoltà riscontrata dai genitori nel fare aumentare di peso il figlio a causa dei problemi legati alla deglutizione.

In merito alla valutazione osteopatica, la disfunzione somatica cervicale si è completamente normalizzata e l’impulso ritmico craniale è diventato normale. Non sono emersi effetti avversi dovuti all’OMT.

Discussione

L’OMT si è dimostrato in grado di migliorare la condizione clinica di un bambino con atresia esofagea ad alto rischio di aspirazione, tant’è che il PEDI-EAT-10 è sceso a 1, sotto la soglia di anormalità.
Questo effetto può essere dovuto agli stimoli che le tecniche osteopatiche danno ai recettori interstiziali e propriocettivi fasciali, i quali possono essere recepiti dal sistema nervoso centrale e influenzare, di conseguenza, sia il tono muscolare scheletrico sia l’equilibrio del sistema nervoso autonomo e, pertanto, della muscolatura liscia. L’OMT avrebbe anche potuto agire sul rimodellamento fasciale e cartilagineo, migliorando così la mobilità costale, toracica e cervicale.

Gli autori si auspicano quindi studi su altri bambini con atresia esofagea, anche sul lungo termine per vedere l’evolversi delle condizioni cliniche una volta finito il percorso osteopatico, analisi che in questo studio è mancata.
A tal riguardo, il bambino è stato sottoposto a 3 endoscopie mensili a seguito dell’intervento chirurgico, e il suo esofago è stato dilatato tramite palloncino a 3 e 6 mesi dopo la nascita, quindi durante e dopo la fine delle sessioni di OMT.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: risultato clinicamente significativo, con il punteggio PEDI-EAT-10 che è passato da anormale a norma superando il punteggio di soglia.

Limiti: dato che le sessioni di OMT si sono svolte nell’arco di 3 mesi, sarebbe stato utile descrivere cos’altro è accaduto al bambino, oltre all’indicazione della dilatazione dell’esofago tramite palloncino. Infatti, potrebbero essere accaduti altri eventi o aver seguito delle terapie che potrebbero aver influenzato i risultati qui descritti.

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