Simrat Veera, Justin Chin, Lina Kleyn, Salvatore Spinelli, Leonid Tafler | Anno 2020

Utilità della manipolazione osteopatica per il trattamento della lesione della spalla correlata alla somministrazione del vaccino

Patologia:

Infortunio alla spalla legato all'iniezione vaccinale (SIRVA)

Tipo di studio:

Case Report

Data di pubblicazione della ricerca:

12-06-2020

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: riportare l’utilità dell’OMT in caso di SIRVA, ossia una complicanza definita da dolore, ristretto range of motion (ROM) e infiammazione dei tessuti che può culminare in borsite, capsulite o altre manifestazioni, a causa di un’errata somministrazione dell’iniezione
  • Outcome misurati: report dei sintomi

Partecipanti

  • Numero: 1
  • Descrizione: donna di 58 anni, con una storia di ipertensione e un dolore alla spalla destra da 4 mesi, con annessa parestesia alla mano e ristretto ROM alla spalla. Questi sintomi le impedivano di svolgere le attività quotidiane e lavorative (era un’infermiera).

I sintomi sono iniziati dopo il vaccino antinfluenzale, iniettato, secondo il suo report, ben al di sotto del deltoide (punto ideale di somministrazione). Le precedenti visite ospedaliere, mediche ed ortopediche non hanno considerato la condizione come derivante dall’iniezione, ma hanno supposto problemi cervicali e tendinosi alla spalla destra.

Dato che l’iniezione di corticosteroidi nella borsa acromiale, l’uso di antinfiammatori non steroidei e la fisioterapia hanno avuto effetti minimi, alla donna è stato consigliato un intervento chirurgico. Non convinta, ha preferito provare una visita osteopatica.
La storia famigliare e sociale non ha dato indizi utili. Le radiografie della cervicale sono risultate normali, mentre le risonanze alla spalla effettuate 6 settimane dopo il vaccino hanno mostrato un leggera tendinopatia alla cuffia dei rotatori con una parziale lesione, moderata tenosinovite al bicipite ed effusione all’articolazione gleno-omerale.

La valutazione osteopatica ha evidenziato essenzialmente alterato ROM della spalla, attivo e passivo, soprattutto nell’abduzione e con dolorabilità nel punto dell’iniezione.
Il test di compressione di Spurling per la radicolopatia cervicale è risultato negativo.

Interventi e valutazioni

  • alla prima visita, iniezione di metilprednisolone e lidocaina nel punto di iniezione del vaccino per ridurre l’infiammazione
  • nei follow-up, metilprednisolone per via orale
  • sessioni settimanali di OMT (tecnica di Spencer modificata) per 4 mesi, a fronte di sintomi che non miglioravano
  • durante questo periodo, la donna ha continuato la fisioterapia e ha iniziato trattamenti di agopuntura alla spalla destra
  • 2 sessioni mensili di OMT (tecnica di Spencer modificata con sollevamento scapolare) sotto anestesia generale con propofol

Risultati

Inizialmente, nessuna terapia ha indotto effetti rilevanti.

I primi effetti si sono visti dopo la prima sessione di OMT sotto anestesia generale: il ROM della spalla destra, passivo e attivo e in tutte le direzioni di movimento, è ampiamente migliorato.
I sintomi hanno continuato a ridursi nel mese seguente, in cui la donna ha continuato le varie terapie (agopuntura, OMT non anestetizzata, fisioterapia).

Una nuova sessione di OMT sotto anestesia ha praticamente riportato la spalla ad un ROM quasi-completo, con un leggero dolore solo in caso di flessione/abduzione oltre 130°.
In seguito, ha continuato qualche sessione di OMT e fisioterapia, ma i sintomi si erano praticamente risolti

Discussione

La SIRVA è una complicanza particolarmente rara dell’iniezione vaccinale (solo 112 casi fra il 2006 e 2016 negli Stati Uniti) che imita sintomi di svariate patologie neuromuscolari. Nonostante vi siano diverse raccomandazioni atte ad evitare la SIRVA durante l’iniezione, l’approccio terapeutico standard (antinfiammatori non steroidei, corticosterone, fisioterapia e chirurgia) non sembra sempre portare a buon esito, come nel presente caso, dove la paziente ha preferito aspettare l’intervento invasivo di chirurgia.

Questo studio suggerisce come l’OMT eseguito sotto anestesia possa risultare un ulteriore elemento da includere nella gestione della SIRVA, potenzialmente dopo che le altre terapie (antinfiammatori non steroidei, corticosterone, fisioterapia) non sono state efficaci e prima di ricorrere alla chirurgia.
L’effetto anestetico può favorire la mobilità muscolare e fasciale permettendo così all’OMT di agire sugli stati infiammatori e di alterazione tissutale (es. fibrosi).
Servono ulteriori studi per capire come applicare al meglio la congiunzione di OMT e anestesia, generale o locale, oltre che per capire l’esatto meccanismo di efficacia per cui l’analgesico può aiutare l’OMT.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: lo studio evidenzia l’importanza di considerare una condizione patologica sotto diversi punti di vista (infiammatorio, neurologico, biomeccanico, etc.), spostando così il focus su un unico “universale” meccanismo (come spesso succede nelle terapie manuali).

Limiti: l’uso dell’anestesia impedisce di valutare l’effettiva efficacia dell’OMT: potenzialmente, anche un altro trattamento (es. fisioterapia) applicato sotto anestesia avrebbe potuto portare lo stesso effetto.
Benché pochi e non sistematici, sono comunque presenti in letteratura diversi studi su terapie manuali e analgesici che potevano essere citati e discussi. Allo stesso modo, nella discussione potevano essere considerati gli studi sull’uso della neuralterapia, ossia, per l’appunto, l’iniezione locale di analgesici (o altre sostanze) per alleviare e risolvere condizioni neuromuscolari e infiammatorie.

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