Gerard A Baltazar, Christine Kolwitz, Patrizio Petrone, Adam Stretto, D'Andrea Giuseppe | Anno 2020

Il trattamento manipolativo osteopatico allevia i sintomi post-commozione cerebrale in un caso di politrauma

Patologia:

Commozione cerebrale

Tipo di studio:

Case report

Data di pubblicazione della ricerca:

18-03-2020

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: riportare l’effetto dell’OMT sui sintomi post-commozione cerebrale a seguito di un incidente stradale
  • Outcome misurati: cambiamento dei sintomi

Partecipanti

  • Numero: 1
  • Descrizione: donna di 66 anni senza alcuna storia medica di rilievo. Dopo un incidente stradale ad alta velocità, si è presentata con frattura della parte squamosa dell’osso temporale di sinistra estesa fino al seno sfenoide, con associata emorragia intrasinusale e pneumocefalo minimo, frattura del seno frontale destro estesa al tetto orbitario destro, ematoma alla fronte sinistra, lacerazione sopraorbitale sinistra e frattura non scomposta della clavicola sinistra. La TAC non ha mostrato alcuna emorragia intracranica. Dopo 2 giorni in cui ha ricevuto terapia per il controllo del dolore, fisioterapia, fasciatura della frattura clavicolare e riparazione della lacerazione, è stata dimessa in condizioni stabili. Alla visita di controllo 9 giorni dopo ha riportato dolore alla zona parietale sinistra, al collo e alla spalla, agitazione, insonnia e anedonia.
    Le sono stati prescritti, anche a fronte di una visita ortopedica e neurochirurgica, analgesici e vigile attesa. Dopo 5 settimane, la paziente si è presentata alla clinica del trauma riportando un peggioramento delle cefalee nelle aree occipitali, temporali e parietali di sinistra e una persistente diminuzione nella capacità di svolgere attività quotidiane. La valutazione strutturale osteopatica ha riscontrato una compressione alla sincondrosi sfenobasilare e all’occipitomastoide sinistro, una rotazione esterna dell’osso temporale sinistro, una compressione frontale bilaterale, un minor impulso ritmico craniale e spasmi muscolari suboccipitali.Dopo 2 settimane, quando si è presentata per il primo OMT, la paziente ha riportato cefalee ancor più severe, associate ad un peggioramento del dolore al collo e interferenti con la concentrazione e il sonno.

Interventi e valutazioni

  • Varie sessioni mensili di OMT da 35-45 minuti
  • OMT diretto a cranio, cervicale e arti superiori, e in seconda battuta all’intero corpo, al fine di ristabilire l’allineamento, il movimento dei fluidi e la mobilità cervicale e dei tessuti fasciali
    • Tecniche principali usate: rilascio miofasciale, bilanciamento delle tensioni legamentose, inibizione paraspinale, tecniche craniali, sollevato delle costole, mobilizzazione diaframmatica, rilascio durale di Fulford
    • Sono state evitate tecniche “aggressive” (es. thrust)
  • Non sono state usate altre terapie complementari o alternative

Risultati

Dopo la prima sessione, il dolore e la mobilità di collo, testa e arto superiore sinistro sono subito migliorate, con il dolore a collo e testa che sono cessati il giorno seguente (per la prima volta da dopo l’incidente). È migliorata la qualità del sonno ed è anche sceso il consumo di analgesici.
Alla visita successiva, 1 mese dopo, ha riportato un offuscamento del campo visivo sinistro, in associazione a parestesia periauricolare, dizziness (stordimento) e ad un leggero dolore alla tempia sinistra fra le suture frontali e sfenoidee. L’OMT ha favorito un immediato sollievo di tutti questi sintomi, il che ha permesso alla paziente di tornare a guidare.

Dopo 1 mese, l’offuscamento del campo visivo e il dolore alla tempia sono risultati ancora presenti, sebbene migliorati. L’OMT craniale ha indotto un miglioramento dei sintomi tale da permettere un ritorno ad un’attività atletica e alla guida. Le seguenti sessioni di OMT, concentrate su un riequilibrio generale del corpo e del cranio, hanno favorito ulteriori miglioramenti a livello visivo.Non sono stati riscontrati effetti avversi legati all’OMT.

Discussione

L’OMT ha mostrato effetti positivi sui sintomi da post-commozione cerebrale e non ha indotto alcun tipo di effetto avverso. In linea con altri casi riportati nella letteratura, l’OMT sembra efficace e sicuro in caso di commozione cerebrale.
Manca tuttavia la definizione di un approccio specifico in queste situazioni, benché molto probabilmente ogni caso e condizioni necessiti di un approccio individualizzato. Nello specifico, manca la definizione di quando iniziare a trattare e con quale frequenza (giornaliera, settimanale, mensile?).

Inoltre, la letteratura è carente sia sulla patofisiologia sottostante ai sintomi post-commozione cerebrale sia sui meccanismi per cui l’OMT può essere efficace, benché si possano fare ipotesi sulla capacità dell’OMT di agire sulle disfunzioni autonomiche, sul sistema glinfatico e su sintomi legati a restrizioni fasciali.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: dato che i miglioramenti si verificano subito dopo l’OMT, lo studio fa propendere per l’effettiva utilità dell’OMT in caso di commozione cerebrale; buona valutazione dei limiti presenti in letteratura sul tema, così da spingere a ricerche più specifiche sia sulle scienze di base sia cliniche.

Limiti: non sono stati usati test quantitativi per valutare il miglioramento oggettivo nel tempo.

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