Javier Barranco-Trabi, Vittoria Mank, Jefferson Roberts, David P. Newman | Anno 2021

Costocondrite atipica: risoluzione completa dei sintomi dopo la manipolazione delle costole e la mobilizzazione dei tessuti molli

Patologia:

Costocondrite atipica

Tipo di studio:

Case report

Data di pubblicazione della ricerca:

08-04-2021

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: riportare l’utilità dell’OMT nel trattare disfunzioni costali nell’ambito di una costocondrite atipica
  • Outcome misurati: report dei sintomi

Partecipanti

  • Numero: 1
  • Descrizione: uomo di 37 anni con dolore intermittente lungo la gabbia toracica anterolaterale destra da due anni. Non vi è stato alcun trauma.
    Il dolore si presenta soprattutto al risveglio, dove dura 15 minuti circa e risulta tagliente e bruciante. Inoltre, peggiora alla palpazione delle cartilagini costocondrali fra lo sterno e le costole 8, 9 e 10. Il dolore tende poi a manifestarsi durante la corsa e attività che sforzano il sistema cardiovascolare e ha un’intensità di circa 4-6 su 10 sulla Visual Analog Scale (VAS).
    Vi è molta frustrazione per la cronicità di questi sintomi nonostante terapie conservative.
    Il dolore è inizialmente emerso sul lato destro, benché ci sia una storia di dolore sul lato sinistro durato per diversi mesi, che però si è risolto.Dopo un’analisi medica dettagliata cardiologica, gastroenterologica e fisioterapica, la diagnosi è stata di costocondrite in quanto una serie di esami (gastroenterici, cardiaci, radiografici, ematochimici, cutanei) sono risultati negativi.
    Dopo 2 anni di dolore recalcitrante, il paziente ha subito un blocco del nervo intercostale con ropivacaina e desametasone nello spazio intercostale T8-9. Benché il dolore sia passato da 7 su 10 a 0 su 10 dopo l’intervento, al follow-up di tre settimane il dolore si è ripresentato tale e quale a prima dell’intervento.
    A questo punto, il paziente è arrivato alla presente visita per fare chiarezza sulla diagnosi e risolvere il dolore.
    Alla valutazione fisica, il tratto cervicale è risultato nella norma e privo di disfunzioni, mentre un’analisi del tratto toracico ha mostrato una riproduzione del dolore tramite estensione e rotazione verso destra. È stata poi rilevata un’ipomobilità a livello delle vertebre T9 e T10, con riproduzione del dolore in caso di pressione anteriore. La valutazione diaframmatica ha rivelato un’asimmetria nel movimento delle costole 9 e 10.
    A fronte dell’esame e della storia clinica, è stata fatta una diagnosi di costocondrite atipica, in quanto i segni e sintomi riportavano ad una costocondrite, ma la durata e il coinvolgimento delle costole inferiori sono atipici.

Interventi e valutazioni

  • Valutazione ad ogni visita del dolore
  • 3 visite (2 giornaliere e 1 dopo due settimane)
  • OMT diretto alla manipolazione delle costole 9 e 10
  • Mobilizzazione tissutale assistita tramite strumenti (coppettazione) a livello del tratto delle costole 9 e 10 e dello sterno
  • Esercizi di stretching diretti al latissimus dorsi e ai pectoralis major e minor per l’auto-gestione

Risultati

Dopo l’OMT, il movimento della gabbia toracica non ha più riprodotto dolore, mentre dopo la prima visita (OMT e coppettazione), il dolore mattutino ha iniziato a ridursi passando a 2 su 10.
La pressione sulle vertebre T9 e T10 non ha più riprodotto il dolore, mentre il movimento costale durante la respirazione è risultato simmetrico. Dato che la palpazione costale ha riprodotto ancora il dolore, è stata eseguita nuovamente la coppettazione e sono stati consigliati degli esercizi di stretching.
Alla terza visita, il paziente ha riportato la risoluzione del dolore, sia mattutino sia durante attività quali il jogging.

Né la palpazione, né il movimento toracico, né la pressione sulle vertebre, né un test funzionale (addominali) ha riprodotto il dolore.

Discussione

A fronte di una diagnosi particolare, in quanto la tipologia di sintomi è atipica per una costocondrite, ma nessun altro esame ha rilevato alterazioni legate ad altri sistemi, un trattamento conservativo basato su OMT, coppettazione ed esercizi (che però non sono stati seguiti con costanza) ha mostrato di poter risolvere il dolore collegato a questa condizione.

Dato che la patogenesi della costocondrite non è ben definita, e tantomeno lo è stata in questo caso particolare, non sono chiari i meccanismi che hanno permesso al programma terapeutico di risolvere il dolore.
Probabilmente, un’alterazione biomeccanica, dovuta potenzialmente a sforzi muscolari delle regioni circostanti, ha indotto un carico eccessivo sulle cartilagini costali portando così infiammazione neurogena e dolore. Agendo sui recettori interstiziali e i nocicettori, l’OMT e la coppettazione possono aver favorito un riequilibrio. Vi è anche la possibilità che fosse presente una qualche adesione miofasciale.

Data la durata dei sintomi, bisogna sottolineare che il paziente potrebbe non essersi ricordato di alcune informazioni importanti che potrebbero aver aiutato ad inquadrare meglio la sua condizione.
Naturalmente servono studi su una popolazione più ampia per poter generalizzare l’utilità di un simile programma di intervento.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: buona descrizione dei test eseguiti e del processo di diagnosi differenziale, con anche il supporto delle figure; buona descrizione (e rappresentazione tabellare) dell’andamento della terapia; buona discussione delle difficoltà di una diagnosi di costocondrite e del capire il possibile razionale della terapia; descrizione di un programma terapeutico integrato.

Limiti: non vi è stato un follow-up (il dolore potrebbe essere tornato dopo tempo); non si hanno abbastanza indizi per capire quanto effettivamente l’OMT abbia inciso sulla risoluzione del dolore; sarebbe stato interessante descrivere quali misure o terapie conservative il paziente ha seguito senza successo.

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