Damiana Mancini, Matteo Cesari, Christian Lunghi, Augusto Maria Benigni, Raffaele Antonelli Incalzi, Simone Scarlata | Anno 2019

Valutazione ecografica della mobilità e della contrattilità diaframmatica dopo tecniche manipolative osteopatiche in volontari sani

Ambito:

Diaframma

Tipo di studio:

Trial randomizzato controllato

Data di pubblicazione della ricerca:

01-01-2019

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti dell’OMT sul movimento e lo spessore del diaframma in soggetti sani
  • Outcome misurati:
    • Primari: cambiamento dell’escursione (movimento) e dello spessore (contrattilità) del diaframma tramite ultrasuoni
    • Secondari: risoluzione dell’eventuale disfunzione somatica diaframmatica

Partecipanti

  • Numero: 66 persone (34 donne e 32 uomini)
  • Criteri di inclusione: adulti sani asintomatici, assenza di dolore cronico o di sintomatologia acuta durante le ultime 72 ore prima dell’intervento, nessuna patologia diagnosticata
  • Criteri di esclusione: gravidanza, allattamento, diagnosi di patologia, trattamento farmacologico cronico, storia medica di chirurgia addominale, OMT nella settimana passata
  • Gruppi di studio: tre gruppi ottenuti tramite randomizzazione
  • Gruppo 1: OMT, 22 persone (10 donne e 12 uomini, età media 41,9 anni)
    • originariamente in 23 persone, 1 è stata esclusa perché non tollerava la valutazione osteopatica
  • Gruppo 2: trattamento sham (fittizio), 22 persone (11 donne e 11 uomini, età media 37,7 anni)
  • Gruppo 3: controllo, 22 persone (13 donne e 9 uomini, età media 41,7 anni)
    • più di metà delle persone erano sedentarie e circa un quarto delle persone erano fumatrici

Interventi e valutazioni

  • Valutazione prima e dopo l’intervento del movimento e dello spessore (legato alla contrattilità) del diaframma tramite ultrasuoni:
    •  entrambi gli outcome sono stati valutati tramite respirazioni profonde
  • Valutazione osteopatica della parte destra del diaframma e delle strutture annesse prima e dopo l’intervento
    • nella valutazione pre-intervento lo scopo era valutare l’eventuale disfunzione somatica a livello del diaframma
    • nella valutazione post-intervento lo scopo era rivalutare la disfunzione somatica dando un punteggio, in relazione al cambiamento percepito, da 1 (“disfunzione somatica gravemente peggiorata”) a 6 (“disfunzione somatica completamente normalizzata”)
  • Raccolta di dati quali sesso, età, BMI, uso di fumo, attività fisica praticata, tipo di lavoro (sedentario o no)
  • 1 sessione sola di OMT, trattamento sham o controllo della durata di 30 minuti
  • OMT: trattamento dei pilastri del diaframma e tecniche indirette sulle cupole del diaframma, con istruzioni alla persona di inspirare profondamente e poi espirare tutta l’aria
  • Trattamento sham: trattamento fittizio definito da un tocco leggero sull’area del torace e sub costale alternato ad inspiri profondi, senza intenzione terapeutica
  • Controllo: persona sdraiata sul lettino e semplicemente osservata (attesa)
  • OMT eseguito da un osteopata praticante sotto la supervisione di un osteopata esperto

Risultati

  • Outcome primari: rispetto alla valutazione pre-trattamento, l’OMT ha indotto una maggiore escursione diaframmatica (in media, da 68mm a 82,5mm) in maniera statisticamente significativa. Questo aumento del movimento diaframmatico è risultato statisticamente significativo anche in relazione ai due interventi comparativi che invece hanno visto il movimento diaframmatico rimanere stabile, se non leggermente ridursi.
    In merito allo spessore del diaframma, invece, non sono emerse differenze né fra prima e dopo i trattamenti, né confrontando i vari interventi fra loro.
  • Analisi ulteriori: analisi relative ai dati demografici raccolti hanno evidenziato come, nel gruppo OMT, l’escursione del diaframma sia stata influenzata negativamente dall’avere un’occupazione sedentaria e, soprattutto, dall’essere fumatori (in questo caso, l’escursione diaframmatica è aumentata solo di 7mm e in maniera tutt’altro che statisticamente significativa).
    Infine, l’aumento dell’escursione diaframmatica si correla in maniera fortemente lineare con la risoluzione della disfunzione somatica (ossia, più la disfunzione somatica viene normalizzata, più aumenta il movimento del diaframma).

Discussione

Rispetto al trattamento sham e al gruppo di controllo, l’OMT ha indotto un rilevante aumento del movimento del diaframma.

L’uso del trattamento sham potrebbe permettere di escludere che l’effetto dell’OMT sia dovuto solo ad un effetto placebo e, invece, potrebbe valorizzare l’utilità specifica delle tecniche osteopatiche.

L’analisi dei dati demografici mostra come l’essere fumatori e svolgere una professione sedentaria possano rendere le persone meno “sensibili” all’OMT: quindi, costoro possono necessitare di più sessioni di trattamento per ottenere un risultato rilevante.
Questi risultati incoraggiano futuri studi dove l’OMT può essere eseguito su specifiche categorie di persone (es. atleti, cantanti) che necessitano di controllare in maniera fine il loro respiro. Anche valutare gli effetti dell’OMT sul diaframma in persone anziane, dove questo muscolo tende ad indebolirsi, potrebbe mostrare risultati interessanti.

A livello pratico, la correlazione fra escursione diaframmatica e risoluzione della disfunzione somatica sottolineano l’importanza di valutare tramite palpazione lo stato del diaframma.
Il mancato effetto sullo spessore del diaframma, e quindi sulla sua contrattilità, può essere dovuto al fatto che è alquanto difficile che una sessione di OMT possa effettivamente influenzare questa caratteristica: servono pertanto studi sul lungo periodo.
In futuri studi sarebbe poi bene valutare l’intero diaframma (anche la parte sinistra, quindi) e valutare il volume respiratorio polmonare prima e dopo l’OMT.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: calcolo della numerosità campionaria (quante persone includere nello studio) tramite studi sul movimento del diaframma; uso di più gruppi di controllo; l’analisi dell’escursione diaframmatica rispetto ai dati demografici denota l’importanza di valutare lo stile di vita delle persone, il quale può favorire o contrastare gli effetti dell’OMT.

Limiti: studio effettuato su soggetti sani; mancanza di una valutazione più “lontana” nel tempo (es. 1 ora dopo, 1 giorno dopo); uso di sole tecniche standard e non di un OMT personalizzato.

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