Jayme D. Mancini, Sheldon Yao, Luis R. Martinez, Haque Shakil, To Shan Li | Anno 2021

Cambiamenti nel macrobioma intestinale tramite il trattamento osteopatico della stipsi in pazienti affetti da morbo di Parkinson. Uno studio pilota

Patologia:

Stipsi

Tipo di studio:

Studio pilota

Data di pubblicazione della ricerca:

01-02-2021

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare l’effetto dell’OMT sul microbiota di persone con malattia di Parkinson e stipsi cronica
  • Outcome misurati:
    • Primari:
      • valutazione settimanale della gravità della stipsi tramite Wexner Cleveland Constipation Scoring System (WCCSS), dei sintomi della stipsi Patient Assessment of Constipation-Symptom (PAC-SYM) e della qualità della vita tramite Patient Assessment of Constipation-Quality of Life (PAC-QOL)
      • valutazione della composizione del microbiota, della sua diversità e delle correlazioni con la gravità della malattia di Parkinson e gli altri outcome misurati prima dell’OMT.

Partecipanti

  • Numero: 6 persone (3 donne e 3 uomini, età media 72 anni)
  • Criteri di inclusione: età ≥ 40 anni, diagnosi medica di malattia di Parkinson, diagnosi di stipsi secondo i criteri Roma III e possibilità di fornire foto di feci per l’esame
  • Criteri di esclusione: età < 40 anni; nessuna diagnosi di malattia di Parkinson; presenza di altre malattie neurologiche o disturbi causativi della stipsi (ad esclusione di cefalee o emicranie); tumori a colon, pelvi, tratto gastrointestinale o addome; segni di febbre, sudore notturno, perdita di peso inspiegabili o appena comparsi; sanguinamento rettale o feci nere; anemia non valutata medicalmente; epatite acuta; mononucleosi acuta; splenomegalia, sindrome del colon irritabile; aneurisma aortico addominale; altre cause secondarie conosciute o sospette per la stipsi cronica (es. patologie organiche o malformazioni congenite); gravidanza, incapacità di tollerare l’OMT o presenza di controindicazioni; impossibilità di fornire foto di feci per l’esame; infezione gastrointestinale acuta nell’ultimo mese; chirurgia addominale o pelvica nelle ultime 6 settimane; uso di antibiotici orali nell’ultimo mese.
  • Gruppi di studio: 1 gruppo
    • Gruppo 1: 6 persone
      • in realtà erano state incluse 9 persone, ma 3 hanno abbandonato durante le prime settimane per infezione urinaria, problemi nel prelevare campioni di feci e impossibilità di rispettare i tempi delle visite
    • Gli interventi sono stati applicati secondo la seguente modalità:
        • 4 settimane: nessun trattamento
        • 4 settimane: OMT
        • 2 settimane: nessun trattamento

Interventi e valutazioni

  • Studio condotto per 10 visite settimanali
  • Per l’inclusione o l’esclusione dallo studio:
    • Valutazione della gravità del Parkinson tramite Movement Disorder Society (MDS) Unified PD Rating Scale (UPDRS)
    • Raccolta dati relativi a storia medica, nuove terapie, uso di tabacco, farmaci ed integratori assunti nell’ultimo mese, sintomi gastrointestinali, introito di caffè e liquidi, attività fisica, numero di evacuazioni, uso di cibi fermentati, prebiotici o probiotici
      valutazione settimanale di cambiamenti della storia medica, della comparsa di nuove malattie e della percezione di efficacia del trattamento
  • Valutazione settimanale della gravità della stipsi tramite Wexner Cleveland Constipation Scoring System (WCCSS), dei sintomi della stipsi Patient Assessment of Constipation-Symptom (PAC-SYM) e della qualità della vita tramite Patient Assessment of Constipation-Quality of Life (PAC-QOL)
  • Valutazione alle visite 3, 5, 7, 9 e alla fine dello studio del microbiota tramite campioni fecali
    • calcolo dello Shannon Diversity Index (SDI) per la diversità generale
    •  calcolo delle correlazioni fra la composizione del microbiota e gli altri outcome misurati prima dell’applicazione dell’OMT
  • Valutazione settimanale della consistenza delle feci tramite Bristol Stool Chart
    • i medici hanno esaminato le foto delle feci fatte dalle persone
  • 4 sessioni settimanali di OMT fra le visite 5 e 8
  • OMT: standardizzato secondo una sequenza di tecniche applicate ognuna per 2 minuti
    • Tecniche dirette al sistema nervoso autonomico: rilascio suboccipitale, inibizione dei gangli mesenterico inferiore e superiore e celiaco, inibizione paraspinale bilaterale dei segmenti T10-L2, decompressione bilaterale dell’articolazione sacroiliaca, rocking sacrale
    • Tecniche dirette al sistema nervoso enterico: rilascio mesenterico del colon ascendente e discendente, stimolazione del colon
    • Tecniche dirette al diaframma: rilascio del diaframma respiratorio
    • Tecniche dirette alla pelvi: decompressione bilaterale dell’articolazione sacroiliaca, rocking sacrale
  • OMT applicato da un medico osteopata
  • Alle persone è stato richiesto di non cambiare, e anzi di documentare, il loro uso di farmaci o integratori e le loro abitudini alimentari cibi

Risultati

  • Outcome primari: l’OMT ha favorito un miglioramento statisticamente significativo della severità della stipsi tramite WCCSS, dei sintomi della stipsi tramite PAC-SYM e della qualità della vita tramite PAC-QOL. Tutti questi miglioramenti hanno mostrato un effect size (rilevanza effettiva dell’intervento) alta.
    Anche la consistenza delle feci misurata tramite Bristol Stool Chart è migliorata, ma non in maniera statisticamente significativa.
    Per quanto riguarda lo stato del microbiota, non ci sono stati effetti sullo SDI, ossia sulla diversità generale del microbiota. Tuttavia, è diminuito in maniera statisticamente significativa il numero di famiglie del phylum Firmicutes, benché il numero dei microbi di questo phylum sia aumentato (sono aumentati di parecchio i Ruminococci).Per quanto riguarda altri phyla, in maniera statisticamente significativa sono aumentati i Proteobacteria e i Fibrobacteres, mentre sono diminuiti gli Actinobacteria, i Verrucomicrobia, i Bacteroidetes e gli Euryarchaeota. Tutti questi risultati hanno mostrato un effect size medio-alto.Allo stesso modo, dopo l’OMT è diminuita l’abbondanza del genere Intestimonias ed è aumentata quella del genere Roseburia.In merito alle correlazioni fra microbi e outcome misurati, in maniera statisticamente significativa, gli Actinobacteria come phylum e i Roseburia come genere sono risultati correlati negativamente con la severità della malattia di Parkinson (ossia un numero maggiore di questi microbi era legato ad una migliore salute) e positivamente con la qualità di vita, mentre gli Euryarchaeota, i Fibrobacteres, le Synergistetes e i Verrucomicrobia come phyla e gli Intestimonias come genere sono risultati correlati positivamente con la severità della malattia di Parkinson. Infine, i Bacteroidetes sono risultati correlati negativamente con la qualità della vita.
  • Ulteriori analisi: i possibili fattori confondenti raccolti non sono cambiati durante le visite. Non sono stati riscontrati effetti avversi.

Discussione

In accordo con studi passati, l’OMT ha migliorato la gravità e la sintomatologia della stipsi e la qualità della vita ad essa correlata. In maniera interessante, l’OMT sembra anche aver impattato sulla composizione del microbiota, coinvolgendo anche quei microbi correlati con la gravità della malattia di Parkinson.

Ad esempio, i Roseburia, bassi all’inizio dello studio e correlati positivamente con una buona salute, sono aumentati post-OMT, così come, esattamente all’opposto, gli Intestimonias, alti all’inizio dello studio e correlati negativamente con la salute, sono diminuiti post-OMT.
Vi sono poi stati altri effetti meritevoli di approfondimenti in studi più grandi e robusti in quanto hanno coinvolto microbi (es. Verrucomicrobia, Firmicutes, Bacteroidetes, Prevotella) che negli ultimi anni sono stati usati per identificare persone con malattia di Parkinson e discriminarne la gravità.

Come ogni studio pilota, questo studio presenta nei limiti nella sua organizzazione, primo fra tutti la raccolta dati, che necessita di strumenti più all’avanguardia, in tempo reale e più semplici da usare.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: forse il primo studio a dimostrare un effetto dell’OMT sul microbiota; introduzione accurata e buona descrizione del razionale degli strumenti valutativi usati; criteri di esclusione molto rigidi per evitare influenze esterne al trattamento (anche se, ovviamente, ciò allontana lo studio dalla pratica clinica); valutazione complessiva del microbiota; considerazione di possibili fattori confondenti; buona discussione della rilevanza dei risultati.

Limiti: campione molto esiguo per trarre conclusioni; a tal proposito, essendo uno studio pilota su poche persone, le numerose analisi svolte sul microbiota sono state forse un po’ troppe: ne sarebbero bastate alcune sui principali phyla o generi alterati nelle persone con malattia di Parkinson. A livello statistico, infatti, molti risultati potrebbero essere stati dei falsi positivi (che tuttavia “vanno bene” per uno studio pilota che deve aprire la strada per nuova ricerca).
Per certi versi, il testo è un po’ ripetitivo, nel senso che diversi concetti (es. quale strumento è stato usato per misurare cosa) potevano essere espressi una volta sola, in meno spazio e più chiaramente.

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