Marco Chiera
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12/08/2022 - Ultimo aggiornamento 10/04/2024

P. Tozzi, D. Bongiorno, C. Vitturini | Anno 2012

Lombalgia e mobilità renale: la manipolazione fasciale osteopatica locale diminuisce la percezione del dolore e migliora la mobilità renale

Patologia:

Lombalgia (mal di schiena)

Tipo di studio:

Trial randomizzato controllato cross-over

Data di pubblicazione della ricerca:

01-06-2012

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare eventuali alterazioni nella mobilità renale e gli effetti dell’OMT sulla mobilità renale e sul dolore in persone con lombalgia aspecifica
  • Outcome misurati:
    • Primari: valutazione della mobilità renale durante respirazione forzata tramite ultrasuoni e del dolore tramite Short-Form McGill Pain Assessment Questionnaire (SF-MPQ)

Partecipanti

  • Numero: 241 persone (96 donne e 145 uomini)
  • Criteri di inclusione:
    • Per i partecipanti asintomatici: volontaria, assenza di storia di lombalgia o di ogni altro dolore cronico in grado di interferire con le attività quotidiane o il lavoro, dolore attuale inferiore a 1 tramite Visual Analog Scale (VAS)
    • Per i partecipanti con lombalgia: età 18-60 anni, dolore aspecifico nella regione lombare della durata compresa fra 3 settimane e 3 mesi, con o senza lievi sintomi neurologici, esami di risonanza magnetica o ultrasuoni che escludono patologie a colonna vertebrale e reni
  • Criteri di esclusione: (per entrambi i gruppi di partecipanti) infortunio, chirurgia o patologia importante alla schiena, a livello renale o agli arti inferiori; deformità strutturale spinale maggiore (scoliosi, cifosi, stenosi), spondilite anchilosante o artrite reumatoide; frattura, tumore o infezione spinale; sanguinamenti; disturbi neurologici o psichiatrici maggiori; infezione sistemica acuta; gravidanza; ptosi renale; contenzioso per lombalgia; uso attuale di fisioterapia o terapia manuale; uso di analgesici o antinfiammatori nelle ultime 72 ore
  • Gruppi di studio: 3 gruppi, di cui 2 (quelli sperimentali) ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: asintomatici, 101 persone (30 donne e 71 uomini, età media 38,9 anni)
    • Gruppo 2: con lombalgia, OMT, 109 persone (55 donne e 54 uomini, età media 39,8 anni)
    • Gruppo 3: con lombalgia, trattamento sham (fittizio), 31 persone (11 donne e 20 uomini, età media 37,6 anni)

Interventi e valutazioni

  • Valutazione in tempo reale della mobilità del rene destro durante respirazione forzata tramite ultrasuoni con sonda a 5MHz
    • È stato calcolato un punteggio (Kidney Mobility Score, o KMS) dalla differenza fra la posizione del rene in massima espirazione e quella in massima inspirazione
    • Nel gruppo asintomatico la valutazione è avvenuta 1 sola volta
    • Nei gruppi sperimentali, la valutazione è avvenuta prima e dopo l’intervento
  • Valutazione il giorno del reclutamento e 3 giorni dopo l’intervento del dolore tramite SF-MPQ
  • 1 sessione di OMT o trattamento sham da 3 minuti e 30 secondi, preceduta da valutazione strutturale osteopatica della fascia toraco-lombare per rilevare zone di disfunzione fasciale o ossea
  • OMT: tecniche di Still per 2 minuti e unwinding (“srotolamento”) fasciale per 90 secondi
  • Trattamento sham: semplice appoggio delle mani imitando le posizioni dell’OMT
  • Valutazione della mobilità renale eseguita da un medico specializzato nell’uso degli ultrasuoni con 16 anni di esperienza
  • Valutazione strutturale e OMT eseguiti da un osteopata con 6 anni di esperienza
  • Trattamento sham eseguito da una persona con nessuna conoscenza dell’anatomia e alcuna esperienza nelle terapie manuali

Risultati

Outcome primari: la mobilità renale è risultata inferiore in caso di lombalgia aspecifica rispetto ai partecipanti asintomatici, in maniera statisticamente significativa.
Nel gruppo OMT, la mobilità renale post-trattamento è risultata maggiore rispetto a quella pre-trattamento, oltre che alla mobilità renale del gruppo con trattamento sham, in maniera statisticamente significativa. Nel gruppo con trattamento sham, invece, la mobilità non è cambiata fra prima e dopo l’intervento.
Allo stesso modo, il gruppo OMT ha mostrato, dopo il trattamento, un dolore più basso sia rispetto a prima del trattamento sia rispetto al gruppo con trattamento sham, in maniera statisticamente significativa. Nel gruppo con trattamento sham, invece, il dolore non è cambiato fra prima e dopo l’intervento (anzi, sembra leggermente aumentato).

Discussione

La mobilità renale è risultata inferiore in persone affette da lombalgia aspecifica. D’altra parte, l’OMT ha mostrato di poter migliorare la mobilità renale e, al contempo, di ridurre il dolore lombare, quantomeno nel breve periodo.
Un aspetto interessante dello studio è stato il notare 3 diversi tipi di mobilità renale durante la respirazione, i quali possono spiegare la grande variabilità inter-individuale nella mobilità renale evidenziata in molti studi.

La minor mobilità renale in caso di lombalgia aspecifica potrebbe essere dovuta, più che a un diverso modo di respirare (diversi studi mostrano che la respirazione a riposo sia uguale fra persone asintomatiche e sofferenti di lombalgia), da riflessi viscero-somatici e/o somato-viscerali fra i reni e la colonna vertebrale, da congestioni venose o linfatiche o da tensioni meccaniche presenti lungo il tessuto connettivo, tutti elementi su cui l’OMT potrebbe aver agito positivamente, favorendo così una maggiore mobilità renale.
Per quanto riguarda il dolore, l’OMT potrebbe averlo ridotto tramite un aumento del tono parasimpatico a livello autonomico e uno stimolo alla secrezione di endocannabinoidi.

Naturalmente, bisogna prendere questi risultati con cautela in quanto la misurazione della mobilità renale tramite ultrasuoni è particolarmente delicata e influenzabile da diversi fattori. Inoltre, è stato esaminato solo il rene destro, e non è detto che il rene sinistro si comporti come il destro.
Inoltre, bisogna tener conto del fatto che la percentuale di donne e uomini nei diversi gruppi non è stata la stessa, fatto che potrebbe aver influenzato i risultati a causa di una diversa conformazione organica che molto probabilmente può ripercuotersi sul movimento degli organi.
Servono infine studi su campioni più grandi.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: buona introduzione sulla fascia e sulla mobilità renale; buona descrizione dell’attuazione dello studio e descrizione delle valutazioni svolte e degli interventi usati; risultati interessanti a fronte di un intervento molto breve (3 minuti e 30 secondi); accurata analisi dei limiti dello studio.

Limiti: l’aver fatto eseguire il trattamento sham ad una persona estranea al mondo dell’anatomia e della terapia manuale potrebbe aver influenzato l’esito inducendo un effetto nocebo (potenzialmente, il suo tocco può essere stato percepito come “diverso”, poco sicuro, rispetto ad un tocco professionale).

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