Luca Carnevali, Francesco Cerritelli, Franco Guolo, Andrea Sgoifo | Anno 2021

Trattamento manipolativo osteopatico e parametri autonomici cardiovascolari nei giocatori di Rugby: uno studio randomizzato e controllato crossover

Ambito:

Sport – Rugby

Tipo di studio:

Trial randomizzato controllato crossover

Data di pubblicazione della ricerca:

01-05-2021

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti di 1 sessione di OMT sulla funzionalità autonomica cardiovascolare in giocatori di rugby dopo una partita
  • Outcome misurati:
    • Primari: frequenza cardiaca, con successivo calcolo dei valori RMSSD e HF della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), tramite elettrocardiogramma (ECG) e pressione sanguigna media ottenuta dalle pressioni diastolica e sistolica misurate tramite sfigmomanometro, prima e subito dopo l’intervento
    • Secondari: frequenza cardiaca, RMSSD e HF in risposta all’head-up tilt test

Partecipanti

  • Numero: 23 persone (età media 24,1 anni)
  • Criteri di inclusione: giocatori di rugby professionisti, volontari, adulti (età ≥ 18 anni), in salute e senza infortuni, di etnia bianca per ridurre eventuali fattori di confondimento sull’HRV dovuti all’etnia, partecipazione regolare in partite di campionato, allenamento regolare per una media di 6 ore a settimana durante le 4 settimane precedenti
  • Criteri di esclusione: storia di malattie cardiovascolari o trauma cranico, trattamento farmacologico cronico, uso di farmaci di ogni tipo nell’ultima settimana, aver ricevuto in passato l’OMT
  • Gruppi di studio: 4 gruppi ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: 7 persone, a cui è stato somministrato, in ordine
      •  OMT dopo partita
      • trattamento sham (fittizio) dopo riposo
      • OMT dopo riposo
      • trattamento sham dopo partita
      • 1 persona è stata persa per drop-out
    • Gruppo 2: 6 persone, a cui è stato somministrato, in ordine
      • trattamento sham dopo partita
      • OMT dopo riposo
      • OMT dopo partita
      • 1 persona è stata persa per drop-out
      • trattamento sham dopo riposo
    • Gruppo 3: 6 persone, a cui è stato somministrato, in ordine
      • OMT dopo riposo
      • trattamento sham dopo partita
      • trattamento sham dopo riposo
      • OMT dopo partita
    • Gruppo 4: 6 persone, a cui è stato somministrato, in ordine
      • trattamento sham dopo riposo
      • OMT dopo partita
      • 1 persona è stata persa per drop-out
      • trattamento sham dopo partita
      • OMT dopo riposo

Interventi e valutazioni

  • Ogni partecipante è stato trattato e valutato 4 volte secondo tutte le condizioni possibili, distanziate 1 settimana l’una dall’altra
  • Le condizioni base sono state:
    • 18-20 ore dopo una partita di campionato in cui sono stati disputati almeno 60 minuti di gioco
    • Il giorno seguente ad un giorno di riposo (nessuna partita o allentamento pesante)
  • Il partecipante ha ricevuto, per ogni condizione base, una volta l’OMT e un’altra volta il trattamento sham
  • Valutazione prima e subito dopo l’intervento, durante e dopo un head-up tilt test della frequenza cardiaca tramite ECG a 250Hz
    dalla frequenza cardiaca sono stati derivati i valori di RMSSD e HF legati all’HRV, in particolare, all’influenza dell’attività vagale sul controllo autonomico del sistema cardiovascolare
  • Nell’analisi sono stati valutati i valori logaritmici di RMSSD e HF
  • Valutazione prima e subito dopo l’intervento della pressione sanguigna diastolica e sistolica tramite sfigmomanometro
    dalle due pressioni è stata calcolata la pressione sanguigna media
  • 1 sessione di OMT o trattamento sham da 20 minuti, preceduta da valutazione strutturale di 10 minuti diretta a pelvi, addome, rachide cervicale, dorsale e lombare, sacro e arti superiori e inferiori per cercare eventuali disfunzioni somatiche secondo i parametri TART
  • OMT: trattamento basato sulle disfunzioni somatiche emerse al fine di migliorare la funzionalità fisiologica
  • Trattamento sham: tocco gentile tramite appoggio delle mani per 2-3 minuti su diverse aree in sequenza (pelvi, addome, rachide cervicale, dorsale e lombare, sacro e arti superiori e inferiori), senza applicare tecniche terapeutiche
  • OMT e trattamento sham eseguiti da 2 osteopati con la stessa formazione
    • Per il trattamento sham, i 2 osteopati hanno seguito un allenamento di 4 ore
  • Ai partecipanti è stato chiesto di non svolgere attività fisica, di non assumere caffeina o alcool e di non fumare il giorno del trattamento e della valutazione

Risultati

  • Outcome primari: il giorno dopo una partita, i partecipanti hanno mostrato, in maniera statisticamente significativa, dei valori di frequenza cardiaca e pressione sanguigna media più alti rispetto al giorno dopo il riposo. Allo stesso modo, i valori di RMSSD e HF sono risultati inferiori.
    L’OMT ha favorito una riduzione della pressione sanguigna media, così come un aumento di RMSSD e HF, rispetto al trattamento sham in maniera statisticamente significativa in entrambe le condizioni (dopo la partita o dopo un giorno di riposo).
    Per quanto riguarda la frequenza cardiaca, questa è scesa in maniera statisticamente significativa dopo entrambi i trattamenti, soprattutto dopo la partita.
  • Outcome secondari: mentre la frequenza cardiaca è aumentata durante il tilt-test in tutte le condizioni, i valori di RMSSD e HF sono diminuiti durante il tilt-test maggiormente, e in maniera statisticamente significativa, quando i partecipanti hanno ricevuto l’OMT rispetto a quanto hanno ricevuto il trattamento sham.
  • Analisi ulteriori: non sono emersi effetti avversi.

Discussione

Una sola sessione di OMT sembra aver favorito un maggior recupero della funzionalità cardiovascolare a seguito di una partita di rugby – minor frequenza cardiaca e pressione, e maggior controllo vagale – così come sembra aver reso il sistema cardiovascolare pronto a fronteggiare nuovi stressor (maggior reattività dei valori dell’HRV durante il tilt test).
In effetti, un giorno dopo una partita di rugby il sistema cardiovascolare non aveva ancora recuperato il suo equilibrio autonomico in quanto i parametri vagali sono risultati ridotti, mentre la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna più elevati. La conseguenza di una simile situazione può essere un senso di fatica prolungato che, nel tempo, può incidere sulla performance e la salute, soprattutto tenuto conto dell’intensità dello sforzo fisico che il rugby richiede.

I valori dell’HRV legati all’influenza vagale sono infatti correlati negativamente con i livelli di dolori e di infiammazione (in pratica: maggior dolore e infiammazione, valori di RMSSD e HF più bassi).
Un intervento che può quindi favorire l’equilibrio autonomico diventa importante in questi atleti, tenuto conto che, potenzialmente, l’OMT potrebbe aver agito sia indirettamente, riducendo la circolazione di citochine infiammatorie alla base di eventuali dolori, sia direttamente tramite le fibre C-tattili coinvolte nella regolazione autonomica.

Servono ulteriori studi, più grandi, che valutino altri parametri, soggettivi (es. livello di dolore e fatica) e oggettivi (es. livelli di pH, lattato), per meglio comprendere la portata e i meccanismi di azione dell’OMT. Inoltre, sarebbe bene verificare se i partecipanti riescono a riconoscere il trattamento che ricevono in modo da analizzare possibili effetti placebo.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: buona introduzione e descrizione dell’attuazione dello studio; numerosità campionaria (quante persone reclutare) valutata sulla base dei risultati di uno studio pilota; allenamento pre-studio per effettuare il trattamento sham; descrizione dei motivi che hanno condotto alcune persone al lasciare lo studio; valutazione degli effetti avversi; buona discussione dei risultati a fronte di studi precedenti e della letteratura esistente.

Limiti: campione piccolo e quindi risultati non generalizzabili; non sono state descritte le caratteristiche dei vari gruppi (es. età); come accennato dagli autori, aver scelto di valutare l’effetto del trattamento dopo 20 ore, e aver misurato solo determinati parametri, non dà un quadro completo né dell’evoluzione del recupero autonomico dopo una partita né dell’efficacia dell’OMT (l’effetto dura nel tempo o no? Ha ricadute effettive sulla performance o no?); sarebbe stato interessante l’uso di indici dell’HRV non-lineari.

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