Brandi Kirk, Teresa Elliott-Burke | Anno 2020

L’effetto della manipolazione viscerale sulla diastasi dei retti addominali: una serie di casi

Patologia:

Diastasi dei retti addominali

Tipo di studio:

Serie di casi

Data di pubblicazione della ricerca:

06-08-2020

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: riportare l’utilità della manipolazione viscerale in 3 donne con diastasi dei retti addominali
  • Outcome misurati: intensità del dolore tramite Visual Analogue Scale (VAS) e Female National Institutes of Health Chronic Prostatitis Symptom Index (NIH-CPSI), disabilità tramite Oswestry Disability Index (ODI) e paura del movimento tramite Tampa scale of kinesiophobia (TSK)

Partecipanti

  • Numero: 3
  • Descrizione: 3 donne di 33, 37 e 39 anni, tutte con due gravidanze e tutte con vari problemi intermittenti fra cui lombalgia, dolore addominale e bruciore e prurito a livello della vulva, problemi che impedivano di vivere normalmente in quanto interferivano con socializzazione, cura dei figli e faccende domestiche.Al momento della visita, l’intensità del dolore misurata tramite Numeric Pain Rating Scale (NPRS) è risultata pari a 2, 4 e 0 per le 3 pazienti, con invece un dolore peggiore percepito in passato di 4, 8 e 5. Una paziente ha riportato problemi alla vescica (senso di svuotamento incompleto, nicturia e disuria), mentre 2 hanno riportato problemi nell’evacuazione intestinale (dal fare fatica allo scaricarsi una volta ogni 4-5 giorni, magari con l’aiuto di un lassativo).

    Tutte e 3 le pazienti hanno riportato di aver avuto parti complessi (es. cesareo per parto podalico con importante cicatrice, sanguinamento post-parto per 7 settimane, travaglio più lungo di 40 ore) e di assumere diversi farmaci antinfiammatori, steroidei e non, per via orale e locali.

    L’esame ha fatto emergere una diminuzione del range of motion (ROM) lombare, oltre ad evidenziare una debolezza e lassità muscolare a livello pelvico e intravaginale, oltre che diverse restrizioni a livello mesenterico ed intestinale (un’ernia inguinale nella terza paziente) e diverse modificazioni posturali sia a livello lombare e sacroiliaco, sia a livello sistemico (testa, torace e arti).

    Durante l’esame, tutte le pazienti hanno mostrato una diastasi dei retti addominali con una distanza superiore a 2 dita in almeno 1 dei 3 punti di misurazione (ossia ombelico, 3 dita sopra e 3 dita sotto). Nello specifico:

    • 1^ paziente: 1,5 dita sopra l’ombelico, 3 dita a livello dell’ombelico e 2,5 dita sotto l’ombelico
    • 2^ paziente: 2 dita sopra l’ombelico, 3 dita a livello dell’ombelico e 1 dito sotto l’ombelico
    • 3^ paziente: 3,5 dita sopra l’ombelico, 4,5 dita a livello dell’ombelico e 2 dita sotto l’ombelico
      Di conseguenza, è stato deciso di attuare una manipolazione viscerale

Interventi e valutazioni

  • Valutazione della distanza fra i retti addominali alla valutazione iniziale e dopo ogni visita
  • Almeno 4 sessioni di primaria manipolazione viscerale
    • 1^ paziente: 7 visite in 18 settimane
    • 2^ paziente: 12 visite in 36 settimane
    • 3^ paziente: 6 visite in 24 mesi
  • Manipolazione viscerale: trattamento della radice mesenterica (foglia superiore, foglia inferiore, ed entrambe contemporaneamente), delle anse intestinali, del mesentere e della motilità intestinale, come insegnato dal Barral Institute
  • Dalla 4-5^ visita sono state aggiunte anche altre terapie, come esercizi per migliorare il ROM, per favorire la respirazione diaframmatica, per rafforzare la muscolatura pelvica, o tecniche articolari
  • Manipolazione viscerale eseguita da due fisioterapisti con ampia conoscenza ed esperienza e specializzati in condizioni pelviche

Risultati

Le pazienti sono state dimesse rispettivamente dopo 7, 12 e 6 visite.

La 1^ paziente ha visto completamente risolti i suoi dolori e migliorato il suo ROM, e quindi una ripresa completa delle attività quotidiane. Inoltre, la diastasi dei retti addominali è praticamente sparita (solo 1 dito a livello dell’ombelico).

La 2^ paziente ha risolto i suoi problemi di dolore (è solo rimasto del gonfiore a livello vaginale e un po’ di dismenorrea durante l’ovulazione), potendo così riprendere a socializzare e muoversi senza problema. Sono inoltre migliorati i problemi alla vescica (è rimasto solo un leggero senso di mancato svuotamento), mentre i problemi intestinali sono rimasti, benché da una volta ogni 4-5 giorni sia passata ad evacuare giornalmente. Anche lei ha visto la diastasi dei retti addominali quasi sparire (solo 1,5 dita a livello dell’ombelico). Tuttavia, i valori di dolore e instabilità del pavimento pelvico misurati, rispettivamente, tramite NIH-CPSI e Pelvic Floor Disability Index (PFDI-20) non sono risultati inferiore alla dimissione rispetto alla prima visita.

La 3^ paziente non ha più avuto dolori, potendo così riprendere a prendersi cura al meglio dei figli e della faccende domestiche. Ha riportato una minore fatica nell’evacuazione intestinale e la sua diastasi dei retti addominali si è sensibilmente ridotta (1 dito sopra l’ombelico, 1,5 dita a livello dell’ombelico e 0,5 dita sotto l’ombelico).

Discussione

La manipolazione viscerale ha mostrato di poter agire favorevolmente sulla chiusura della diastasi addominale e sul dolore che ne deriva, migliorando al contempo la funzionalità fisica e la qualità della vita.
Questi effetti positivi possono essere dovuti alla capacità della manipolazione viscerale di agire sulla qualità del tessuto miofasciale, migliorandone lo stato deperito a fronte dell’aver sopportato forze superiori a quelle gestibili in senso fisiologico durante la gravidanza.

Nella 3^ paziente, la chiusura della diastasi può essere stata dovuta alla presenza di un’ernia inguinale.
Un limite dello studio è aver valutato la diastasi in maniera soggettiva e non tramite ultrasuoni, i quali risultano maggiormente accurati e, tra l’altro, possono essere effettuati in tempo reale per vedere l’effettiva evoluzione della diastasi.
L’esecuzione di altre terapie dopo la 4^ visita, inoltre, impedisce di dare il merito dei risultati esclusivamente alla manipolazione viscerale.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: accurata introduzione sulla diastasi dei retti addominali e della potenziale importanza dell’uso di un approccio manipolativo; descrizione dettagliata dei casi (valutazione, trattamento e risultati), sia tramite testo, tabelle e grafici (e video per le tecniche di manipolazione viscerale); buona discussione della possibile eziologia della diastasi dei retti addominali a fronte delle possibili forze meccaniche coinvolte durante il parto e sulla base degli studi del chirurgo Guimberteau sul sistema fasciale in vivo; pazienti seguite per un lungo periodo di tempo; buona descrizione dei limiti dello studio.

Limiti: come tutti i singoli casi, non sono generalizzabili.

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