Marco Chiera
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09/08/2022 - Ultimo aggiornamento 03/04/2024

R. C. V. da Silva, C. C. de Sá, Á. O. Pascual-Vaca, L. H. de Souza Fontes, F. A. M. Herbella Fernandes, R. A. Dib, C. R. Blanco, R. A. Queiroz, T. Navarro-Rodriguez | Anno 2013

Aumento della pressione dello sfintere esofageo inferiore dopo intervento osteopatico sul diaframma in pazienti con reflusso gastroesofageo

Patologia:

Reflusso gastroesofageo

Tipo di studio:

Studio controllato before-after

Data di pubblicazione della ricerca:

01-07-2013

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti dell’OMT sulla pressione dello sfintere esofageo inferiore
  • Outcome misurati:
    • Primari: cambiamento della pressione respiratoria media e della pressione espiratoria massima dello sfintere esofageo inferiore tramite manometria esofagea

Partecipanti

  • Numero: 38 persone (25 donne e 13 uomini)
  • Criteri di inclusione: pazienti adulti (età ≥18 anni) mandati al Laboratory of Digestive Motility Investigation del Gastroenterology Service del Hospital das Clinicas dell’University of São Paulo School of Medicine e che hanno ricevuto una diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo
  • Gruppi di studio: due gruppi ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: OMT, 22 persone (16 donne e 6 uomini, età media 49,4 anni)
    • Gruppo 2: trattamento sham (fittizio), 16 persone (9 donne e 7 uomini, età media 50,5 anni)

Interventi e valutazioni

  • Valutazione tramite manometria esofagea dello sfintere esofageo inferiore prima e 20 secondi dopo l’intervento. In particolare sono stati valutati la pressione respiratoria media e la pressione espiratoria massima
  • 1 sessione sola di OMT o trattamento sham
  • OMT: tecnica di stretching diaframmatico, con l’operatore che incoraggiava e coordinava i pazienti a fare respiri profondi
  • Trattamento sham: l’operatore incoraggiava e coordinava i pazienti a fare respiri profondi, ma manteneva semplicemente un contatto fisico con le mani su torace e addome senza applicare alcuna tecnica
  • OMT e trattamento sham eseguiti dallo stesso osteopata

Risultati

Outcome primari: l’OMT ha mostrato una tendenza ad aumentare entrambi i parametri, mentre il trattamento sham ha mostrato di indurre una riduzione di questi stessi parametri.
In particolare, è risultata statisticamente significativa la differenza fra l’aumento che l’OMT ha indotto nella pressione respiratoria media rispetto alla diminuzione indotta dal trattamento sham.

A tal proposito, l’effect size (la rilevanza dell’effetto che l’OMT ha avuto rispetto al trattamento sham) secondo il Cohen’s d è risultato pari a 0.80, indicando un risultato particolarmente rilevante dal punto di vista clinico.

Anche la differenza fra l’aumento che l’OMT ha indotto nella pressione espiratoria massima rispetto alla riduzione indotta dal trattamento sham ha permesso di ottenere un effect size di 0.52, indicando così un risultato potenzialmente rilevante dal punto di vista clinico.

Discussione

Rispetto al trattamento sham, l’OMT ha comportato un miglioramento nella pressione dello sfintere esofageo inferiore misurata tramite manometria. In particolare, mentre il trattamento sham ha favorito una discreta diminuzione e, quindi, un peggioramento della pressione, l’OMT ne ha favorito un leggero aumento.

I risultati ottenuti tramite l’uso di una sola tecnica fanno ben sperare gli autori che un OMT completo possa avere migliori risultati sulla malattia da reflusso gastroesofageo. Inoltre, questa singola tecnica potrebbe diventare un trattamento adiuvante in specifiche situazioni cliniche o chirurgiche.

La recensione di Osteopedia

a cura di Marco Chiera

Punti di forza: calcolo dell’effect size, utile punto di partenza per studi futuri più grandi e robusti; effect size che mostra l’utilità dell’OMT rispetto al trattamento sham; valutazione oggettiva di un cambiamento fisico; valutazione dell’efficacia di una singola tecnica.

Limiti: analisi statistiche non propriamente descritte, e quindi non subito chiare, e risultati presentati in maniera non ordinata; campione piccolo per generalizzare i dati; non sono stati analizzati i sintomi dei pazienti per valutare eventuali miglioramenti clinici.
L’effect size valuta la differenza fra OMT e trattamento sham, ma non fra post- e pre-OMT (in questo caso, infatti, l’effect size è piccolo e, quindi, non di rilevanza clinica): detto in altri termini, sembra che l’OMT sia meglio dello sham, ma non in grado di portare ad un miglioramento rilevante.

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