David A Swender, Gina Thompson, Kristen Schneider, Karen McCoy, Alpa Patel | Anno 2014

Trattamento manipolativo osteopatico per pazienti adulti ricoverati con fibrosi cistica in caso di esacerbazione polmonare

Patologia:

Fibrosi cistica

Tipo di studio:

Trial controllato randomizzato

Data di pubblicazione della ricerca:

01-06-2014

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare l’utilità dell’OMT in pazienti adulti con fibrosi cistica in caso di esacerbazione polmonare
  • Outcome misurati:
    • Primario: cambiamento della funzionalità polmonare misurata tramite spirometria come volume espiratorio forzato in 1 secondo percentuale (FEV1%)
    • Secondari: cambiamento in altre misure di spirometria, peso, temperatura, frequenza cardiaca, pulsossimetria, pressione sanguigna, tasso respiratorio, percezione di respiro, ansia e dolore

Partecipanti

  • Numero: 33 persone (14 donne e 19 uomini)
  • Criteri di inclusione: età 18-50 anni, ricoverati in ospedale con diagnosi primaria di esacerbazione polmonare da fibrosi cistica, FEV1% uguale o superiore al 30% del valore predetto tramite spirometria eseguita entro 24 ore dal ricovero, sintomi di esacerbazione
  • Criteri di esclusione: emottisi sostanziale (> 5ml) al momento del ricovero, diagnosi di aspergillosi broncopolmonare allergica, grave malattia polmonare (FEV1% inferiore al 30% del valore predetto), bisogno di ossigeno 24 ore dopo il ricovero, ricovero nella terapia intensiva pediatrica, intubazione durante l’ospedalizzazione, gravi lesioni spinali, malformazioni o lesioni muscoloscheletriche
  • Gruppi di studio: due gruppi ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: cure standard con l’aggiunta di OMT, 16 persone (10 donne e 6 uomini, età media 26,6 anni)
    • Gruppo 2: cure standard con l’aggiunta di trattamento sham (fittizio), 17 persone (4 donne e 13 uomini, età media 22,5 anni)

Interventi e valutazioni

  • Valutazione tramite spirometria della funzionalità polmonare all’inizio e alla fine dello studio;
  • Valutazione tramite questionario della percezione di respiro, ansia e dolore all’inizio e alla fine dello studio;
  • 1 sessione (15 minuti) di OMT o 1 sessione (15 minuti) di trattamento sham al giorno, per un minimo di 4 giorni e un massimo di 7 giorni, a seconda della durata del ricovero;
  • Cure standard: ricevute da tutti i pazienti, includevano antibiotici, fisioterapia polmonare, massaggio, terapia ricreazionale;
  • OMT: cinque tecniche standardizzate, ossia sollevamento delle costole, rilascio del diaframma addominale, rilascio miofasciale dello stretto toracico superiore, tecniche di pompa linfatica toracica, decompressione suboccipitale;
  • Trattamento sham: cinque tecniche standardizzate modellate sulla base dell’OMT, ma con alcune diversità, ossia evitare il contatto prolungato con un’area, usare una pressione minima e dirigerla verso il lettino o verso zone “non osteopatiche” (es. non verso la colonna, ma verso tessuti vicini), evitare una pressione focalizzata ma usare l’intero palmo della mano;
  • OMT e trattamento sham eseguiti da tre medici osteopati, che hanno seguito ognuno una sessione di 15 minuti, supervisionati da un medico osteopata specializzato, così da eseguire le tecniche allo stesso modo.

Risultati

  • Outcome primario: entrambi i gruppi hanno mostrato lo stesso miglioramento del FEV1%, col risultato che fra i due trattamenti non è emersa differenza statisticamente significativa.
  • Outcome secondari: i cambiamenti che i parametri vitali e il peso hanno manifestato fra prima e dopo i trattamenti non sono risultati diversi fra i due gruppi di intervento, benché il gruppo con OMT abbia mostrato una maggiore diminuzione di temperatura.Altri parametri di funzionalità respiratoria misurati tramite spirometria (es. capacità vitale forzata o FVC, FEV1/FVC e flusso espiratorio forzato durante l’espirazione dal 25% al 75% della FVC o FEF 25-75%) sono incrementati in entrambi i gruppi (FEV1/FVC e FEF 25-75% di più per l’OMT, mentre FVC di più per il trattamento sham) ma senza differenze significative dal punto di vista statistico.Per quanto riguarda la percezione della qualità del proprio respiro, 15 su 16 pazienti del gruppo OMT hanno riportato un respiro migliore del solito, mentre solo 8 su 16 (1 paziente non ha completato il questionario) nel gruppo sham hanno riportato un respiro migliore del solito. Per quanto riguarda ansia e dolore, entrambi i gruppi hanno mostrato una tendenza al miglioramento.
    A livello di effetti avversi, solo 1 paziente ha riportato di sentire una leggere nausea dopo l’OMT.

Discussione

Fra i due gruppi non sono state riscontrate differenze statisticamente significative: entrambi hanno mostrato un miglioramento generale in tutti i parametri, oggettivi (funzionalità respiratoria misurata tramite spirometria e parametri vitali) e soggettivi (qualità del respiro, ansia e dolore).

L’OMT ha forse indotto una miglior percezione del proprio respiro, probabilmente grazie alla capacità dell’OMT di agire a livello delle vie interocettive legate alla percezione corporea.
Dato che le cure standard per l’esacerbazione polmonare da fibrosi cistica sono molte e varie, queste cure stesse potrebbero aver nascosto gli effetti dell’OMT. A possibile sostegno di questa ipotesi, gli autori adducono la miglior percezione della qualità del respiro riportata dai pazienti che hanno ricevuto l’OMT.

Servono altri studi che valutino sia l’efficacia dell’OMT in altri stadi della fibrosi cistica (es. non durante un ricovero per esacerbazione polmonare), per valutare la capacità dell’OMT di gestire la malattia e prevenire peggioramenti, oppure studi dove l’OMT sia l’unico trattamento manuale applicato, magari comparato con la fisioterapia standard, benché esista la possibilità, secondo gli autori, che in caso di malattie polmonari croniche e progressive l’OMT possa risultare poco efficace.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: primo studio effettuato su OMT e fibrosi cistica; la standardizzazione delle tecniche permette di replicare facilmente lo studio; uso di misure sia quantitative sia qualitative.

Limiti: l’uso di fisioterapia o massaggi nelle cure standard può aver “invalidato” l’OMT, impedendo agli autori di rilevare suoi effetti specifici; campione piccolo e, quindi, potenzialmente studio sotto-potenziato e non in grado di evidenziare effetti dell’OMT; se la standardizzazione delle tecniche permette la replicabilità dello studio, tuttavia l’OMT è per sua natura individualizzato sulle singole esigenze del paziente.

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