Francesco Cerritelli, Fabrizio Carinci, Gianfranco Pizzolorusso, Patrizia Turi, Cinzia Renzetti, Felice Pizzolorusso, Francesco Orlando, Vincenzo Cozzolino, Gina Barlafante | Anno 2011

La manipolazione osteopatica come trattamento complementare alla prevenzione delle complicanze cardiache

Patologia:

Ipertensione arteriosa

Tipo di studio:

Trial controllato non randomizzato (come studio esplorativo)

Data di pubblicazione della ricerca:

15-01-2011

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare gli effetti dell’OMT sull’ipertensione tramite parametri di routine usati per prevenire rischi cardiovascolari a lungo termine
  • Outcome misurati:
    • Primari: cambiamenti nello spessore dell’intima media e nella pressione sanguigna sistolica e diastolica

Partecipanti

  • Numero: 63 persone (32 donne e 31 uomini)
  • Criteri di inclusione: pazienti che si sono presentati in maniera consecutiva presso un cardiologo privato, ipertensione di grado 1 o + secondo le specifiche dell’OMS, ultrasonografia b-mode dell’intima media di grado II, III o IV
  • Criteri di esclusione: presenza di fattori di rischio multipli e con complicazioni rilevanti avute nei passati 10 anni (malattie renali, ipercolesterolemia, diabete, problemi metabolici quali obesità o sindrome X e fumo)
  • Gruppi di studio: due gruppi non randomizzati
    • Gruppo 1: cure standard con l’aggiunta di OMT, 31 persone (15 donne e 16 uomini, età media 50 anni)
    • Gruppo 2: cure standard, 32 persone (17 donne e 15 uomini, età media 49,6 anni)

Interventi e valutazioni

  • Valutazione, con uso di Holter per 24 ore, all’inizio dello studio (baseline) e dopo 12 mesi di pressione sanguigna, spessore dell’intima media tramite ultrasonografia b-mode, indice di massa corporea, altezza, peso, frequenza cardiaca a riposo
  • Sessioni quindicinali di OMT per 1 anno
  • Cure standard: terapia farmacologica (bloccanti dei canali del calcio, ACE-inibitori, beta-bloccanti, diuretici, da soli o in combinazione)
    OMT:

    • Valutazione iniziale: test di mobilità su diverse parti del corpo, in particolare spring test per aree dorsali e lombari, F.AB.ER. test per le anche, test di rotazione interna ed esterna per le braccia, e test dei sei movimenti per il collo
    • Trattamento: organizzato sui risultati della valutazione, uso di tecniche fasciali, craniali e di bilanciamento delle tensioni legamentose
  • Tutte le persone sono state seguite dallo stesso cardiologo, che si è occupato delle valutazioni e delle cure standard
  • OMT eseguito da un solo osteopata

Risultati

  • Outcome primari: considerando semplicemente la correlazione fra OMT e gli outcome primari, l’OMT ha favorito in maniera statisticamente significativa la riduzione dello spessore dell’intima media, della pressione diastolica e della pressione sistolica.Dalle analisi statistiche che hanno considerato anche il peso di altri fattori – indice di massa corporea, pressione sanguigna alla baseline, dosaggio dei farmaci assunti, sesso – è emerso che l’OMT ha favorito la riduzione dello spessore dell’intima media (-0,517mm, con un intervallo di confidenza, o CI, compreso fra -0,680 e -0,353) e della pressione sistolica (-4,317mmHg, con un CI compreso fra -6,421 e -2,214) in maniera statisticamente significativa.

Discussione

L’OMT ha dimostrato di poter contribuire in maniera rilevante alla riduzione del rischio cardiovascolare riducendo in maniera statisticamente significativa lo spessore dell’intima media e la pressione sanguigna sistolica. Il risultato è di particolare importanza in quanto gli effetti si sono avuti in persone che contemporaneamente seguivano una terapia farmacologica standard.

Il razionale di questo effetto può trovarsi nella capacità dell’OMT: di ridurre la produzione di citochine infiammatorie tramite la manipolazione dei tessuti; di favorire un riequilibrio del sistema nervoso autonomico.

Gli autori auspicano studi più rigorosi (es. calcolo della numerosità campionaria, randomizzazione) per comprendere la portata dell’OMT e la sua utilità, anche in termini di analisi costi-benefici, nella clinica quotidiana come valore aggiunto alla terapia standard.
Dato l’incidenza di eventi cardiovascolari, anche letali, che si verificano ogni anno, avere uno strumento non invasivo e potenzialmente sicuro che possa ridurne il rischio può essere molto importante per il sistema sanitario.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: analisi statistiche articolate che hanno considerato il peso di altre variabili in modo da valutare l’effetto specifico dell’OMT; valutazione degli effetti a lungo termine; OMT valutato in aggiunta, e quindi in riferimento, al trattamento farmacologico standard basato sulle prove di efficacia; uso di outcome clinici di routine e facilmente misurabili nella pratica quotidiana.

Limiti: non è descritto come sono state allocate le persone fra i due gruppi; la mancata randomizzazione può aver portato a mandare nel gruppo OMT le persone più propense a riceverlo e migliorare; non sono stati valutati eventuali effetti avversi (benché non sembra ci siano stati in quanto non se ne fa cenno e nessun paziente è uscito dallo studio); un trattamento quindicinale per un anno non è qualcosa che tutti possono permettersi, soprattutto se offerto da un servizio privato.

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