Marco Chiera
|
29/07/2022 - Ultimo aggiornamento 03/04/2024

Joel Coste, Terkia Medkour, Jean-Yves Maigne, Marc Perez, Françoise Laroche, Serge Perrot | Anno 2021

Medicina osteopatica per la fibromialgia: studio clinico randomizzato controllato

Patologia:

Fibromialgia

Tipo di studio:

Trial controllato randomizzato

Data di pubblicazione della ricerca:

16-04-2021

Image

Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare l’efficacia dell’OMT in caso di fibromialgia nel ridurre il dolore dopo 6 settimane di trattamento
  • Outcome misurati:
    • Primario: intensità media del dolore durante il periodo di trattamento secondo la Visual Analog Scale (VAS) da 0 a 100
    • Secondari: cambiamenti nel senso di fatica tramite Multidimensional Fatigue Inventory-20 (MFI-20), nell’impatto che la fibromialgia ha sulla vita quotidiana tramite Fibromyalgia Impact Questionnaire (FIQ), nella qualità della vita tramite Short Form Health Survey-36 (SF-36), nelle impressioni di miglioramento o peggioramento tramite Patient Global Impression of Change (PGIC) e valutazione di effetti avversi

Partecipanti

  • Numero: 101 persone (95 donne e 6 uomini)
  • Criteri di inclusione: adulti (> 18 anni); fibromialgia diagnosticata da più di 1 anno secondo i criteri dell’American College of Rheumatology stabiliti nel 1990; dolore medio con intensità maggiore di 50/100 secondo la VAS; trattamenti farmacologici e non farmacologici stabili (ossia, senza cambiamenti) da più di 1 mese; nessuna storia di condizioni psichiatriche severe (depressione maggiore, psicosi); se donne, né incinta né in corso di allattamento; nessun trattamento fisico (fisioterapia, osteopatia, chiropratica, terapie manuali) nei 3 mesi precedenti allo studio; nessuna partecipazione in altri studi; possibilità di essere presenti a tutte le sessioni di trattamento e alle visite di controllo; copertura assicurativa sanitaria.
  • Criteri di esclusione: coloro che non rispettavano i sopracitati criteri sono stati esclusi dallo studio.
  • Gruppi di studio: due gruppi ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: OMT, 51 persone (48 donne e 3 uomini, età media 51 anni)
      • 42 persone hanno seguito tutta la terapia e 29 hanno partecipato a tutte le visite di controllo
    • Gruppo 2: trattamento sham (fittizio), 50 persone (47 donne e 3 uomini, età media 50 anni)
      • 36 persone hanno seguito tutta la terapia e 23 hanno partecipato a tutte le visite di controllo

Interventi e valutazioni

  • All’inizio dello studio, valutazione della credibilità del trattamento e delle aspettative tramite il Credibility/expectancy questionnaire (CEQ)
  • all’inizio dello studio, valutazione del dolore tramite VAS, dei sintomi di ansia e depressione tramite Hospital Anxiety and Depression scale (HAD), delle credenze relative alla paura del movimento a causa del dolore tramite Fear-Avoidance Beliefs Questionnaire (FABQ), della catastrofizzazione (pessimismo) legata al dolore tramite Pain Catastrophizing Scale (PCS), del senso di fatica tramite MFI-20, dell’impatto che la fibromialgia ha sulla vita quotidiana tramite FIQ e della qualità della vita tramite SF-36
  • alle settimane 6, 12, 24 e 52, valutazione del dolore tramite VAS, del senso di fatica tramite MFI-20, dell’impatto che la fibromialgia ha sulla vita quotidiana tramite FIQ, della qualità della vita tramite SF-36, delle impressioni di miglioramento o peggioramento tramite PGIC e degli effetti avversi
  • 1 sessione di terapia di 15-20 minuti a settimana per 6 settimane, 3 visite di controllo a 12, 24 e 52 settimane dall’inizio dello studio
  • OMT: mobilizzazioni e stretching leggero a livello di cervicale, dorsale, lombare, osso sacro, spalle e anche; thrust dove ritenuto opportuno
  • sham: identiche manovre applicate nell’OMT ma bloccate a metà per impedire la corretta mobilizzazione e lo stretching; nessun thrust.

Risultati

  • Outcome primario: l’OMT ha favorito una riduzione nel dolore maggiore rispetto al trattamento sham, riduzione che è perdurata fino all’ultima visita di controllo. Tuttavia, il risultato non è stato statisticamente significativo.
  • Outcome secondari: l’OMT sembra migliorare la qualità della vita (SF-36) in relazione alla malattia maggiormente rispetto al trattamento sham, mentre i due gruppi hanno avuto risultati simili nel ridurre la fatica (MFI-20) e nel migliorare lo stato funzionale (FIQ).

Né l’OMT né il trattamento sham hanno causato effetti avversi seri: solo il gruppo che ha ricevuto l’OMT, alla visita di controllo delle 12 settimane, ha riportato un leggero aumento del dolore e un peggiore stato funzionale.
Le aspettative di miglioramento hanno inciso particolarmente sul dolore durante il periodo di trattamento, mentre sia le aspettative sia la credibilità del trattamento hanno influenzato parzialmente la qualità della vita, la fatica e lo stato funzionale.

Discussione

Molte persone affette da fibromialgia consultano gli osteopati per migliorare la loro condizione di vita in quanto le terapie classiche farmacologiche (antidepressivi ed analgesici) hanno pochi benefici. Diversi studi sul tema hanno riportato risultati contrastanti, molto probabilmente a causa del reclutamento di poche persone e di una metodologia di bassa qualità.
Anche questo studio mostra risultati contrastanti, potenzialmente per gli stessi motivi: sarebbero dovute venir reclutate almeno 130 persone, mentre ne sono state reclutate solo 101. L’OMT sembra così in grado di ridurre la sintomatologia dolorosa, ma non in maniera diversa (secondo i calcoli statistici) rispetto al trattamento sham.

Interessante è il dato sull’importanza delle aspettative di miglioramento sul trattamento: persone con maggiori aspettative di miglioramento hanno riportato una maggior diminuzione nel dolore, soprattutto durante il periodo di trattamento.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: l’uso di un trattamento sham molto simile all’OMT e una serie di visite di controllo sul lungo periodo; l’uso di diverse tecniche di analisi statistica per valutare anche i dati mancanti.

Limiti: dato che le visite di controllo spaziano un tempo di 52 settimane (1 anno), possono essere accaduti molti eventi (es. cambio di terapie) che possono aver influenzato i risultati dello studio, ma non sembra che gli autori abbiano raccolto dati in merito.
Lo studio ha un tasso di drop-out (persone che non hanno completato lo studio) molto alto, il che mina le conclusioni negative riportate dagli autori sull’efficacia dell’OMT. Se infatti la riduzione del dolore indotta dall’OMT non è significativa da un punto di vista statistico, però è presente. Inoltre, rispetto al gruppo sham, nel gruppo OMT un maggior numero di persone ha riportato dei miglioramenti nel dolore. Pertanto, un maggior numero di persone coinvolte avrebbe potuto mostrare una maggior efficacia dell’OMT.
Infine, dalla descrizione delle tecniche usate, sembra che il trattamento osteopatico usato sia stato un trattamento molto generico e non un OMT vero e proprio (es. a parte i thrust, non viene menzionato il nome di nessun’altra tecnica osteopatica).

Sei un osteopata?

Registrati ed usufruisci dei vantaggi dell'iscrizione. Crea il tuo profilo pubblico e pubblica i tuoi studi. È gratis!

Registrati ora

Scuola o Ente di Formazione?

Registrati ed usufruisci dei vantaggi dell'iscrizione. Crea il tuo profilo pubblico e pubblica i tuoi studi. È gratis!

Registrati ora

Vuoi diventare osteopata? Sei uno studente?

Registrati ed usufruisci dei vantaggi dell'iscrizione. Crea il tuo profilo pubblico e pubblica i tuoi studi. È gratis!

Registrati ora