Frederico de Oliveira Meirelles, Júlio César de Oliveira Muniz Cunha, Elirez Bezerra da Silva | Anno 2020

OMT contro esercizi terapeutici in pazienti con lombalgia cronica aspecifica: trial randomizzato controllato e in doppio cieco

Patologia:

Lombalgia cronica aspecifica.

Tipo di studio:

Trial randomizzato controllato

Data di pubblicazione della ricerca:

21-05-2020

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: valutare l’efficacia dell’OMT in caso di lombalgia cronica aspecifica
  • Outcome misurati:
    • Primario: dolore tramite Visual Analog Scale (VAS) da 0 a 100mm
    • Secondari: disabilità tramite Oswestry Disability Index 2.0 (ODI), paura del movimento tramite Tampa Scale of Kinesiophobia (TSK) e depressione tramite Beck Depression Scale (BDS)

Partecipanti

  • Numero: 38 persone (28 donne e 10 uomini)
  • Criteri di inclusione: età fra 30 e 59 anni, diagnosi di lombalgia cronica aspecifica con dolore lombare intermittente o persistente con intensità maggiore di 30mm sulla VAS per almeno 3 mesi
  • Criteri di esclusione: fratture o dislocazioni della colonna vertebrale, rotture legamentose, rotture muscolari, lacerazioni cutanee, sacroileite, osteomielite vertebrale, infezioni, ernia discale con sintomi radicolari, disturbi radicolari, sindrome della cauda equina, tumori, dolore riferito viscerale, bandiere rosse per la lombalgia, differenza di lunghezza fra i due arti inferiori superiore a 20mm
  • Gruppi di studio: 2 gruppi ottenuti tramite randomizzazione
    • Gruppo 1: OMT, 20 persone (16 donne e 4 uomini, età media 46 anni)
    • Gruppo 2: esercizio fisico, 18 persone (12 donne e 6 uomini, età media 50,1 anni)

Interventi e valutazioni

  • Valutazione all’inizio dello studio e dopo l’ultimo intervento del dolore tramite VAS, della disabilità tramite ODI, della paura del movimento tramite TSK e della depressione tramite BDS
  • valutazione del livello abituale di attività fisica all’inizio dello studio tramite questionario Baecke
  • 5 sessioni settimanali di OMT da 30-45 minuti e 10 sessioni bisettimanali di esercizio fisico
  • OMT: tecniche articolari e miofasciali
  • esercizio fisico: esercizi terapeutici per la lombalgia
  • OMT eseguito da un fisioterapia con diploma in osteopatia
  • esercizio fisico eseguito da tre studenti di fisioterapia allenati e supervisionati da un fisioterapista esperto
  • alle persone è stato chiesto di non sottoporsi a fisioterapia, prendere farmaci o seguire altri trattamenti durante lo studio
  • durante ogni visita, l’operatore ha indagato se la persona avesse rispettato questa indicazione: in caso negativo, la persona sarebbe stata esclusa dallo studio

Risultati

  • Outcome primari: dopo l’intervento, entrambi i gruppi hanno visto il livello di dolore misurato tramite VAS ridotto rispetto all’inizio dello studio in maniera statisticamente significativa. Il gruppo OMT ha avuto una riduzione nettamente maggiore, e statisticamente significativa, rispetto al gruppo con esercizio fisico (-49mm vs -18mm).
  • Outcome secondari: entrambi i gruppi hanno visto il livello di disabilità misurato tramite ODI ridursi rispetto all’inizio dello studio in maniera statisticamente significativa. Il gruppo OMT ha avuto una riduzione nettamente maggiore, e statisticamente significativa, rispetto al gruppo con esercizio fisico (-10 vs -4).Per quanto riguarda la depressione misurata tramite BDS, i gruppi non hanno mostrato differenze statisticamente significative, benché rispetto all’inizio dello studio il gruppo OMT abbia visto una riduzione statisticamente significativa della depressione.Come per la depressione, così lo stesso risultato è stato ottenuto in merito alla paura del movimento misurata tramite TSK.
  • Ulteriori analisi: la riduzione del dolore è risultata positivamente correlata, e in maniera statisticamente significativa, alla riduzione della disabilità (associazione forte), della paura del movimento (associazione moderata) e della depressione (associazione moderata).

Discussione

L’OMT si è dimostrato in grado di ridurre in maniera importante sia il dolore dal lombalgia cronica aspecifica sia altri parametri legati alla lombalgia, quali disabilità, paura del movimento e depressione. Al contrario, l’esercizio fisico ha indotto degli effetti minori rispetto all’OMT, effetti addirittura nulla per la paura del movimento e la depressione.

Gli effetti che l’OMT ha avuto sul dolore sembrano si siano poi ripercossi positivamente sugli altri outcome, evento che sottolinea l’importanza di considerare le persone e le condizioni patologiche da un punto di vista biopsicosociale.

Gli effetti positivi dell’OMT possono essere stati dovuti alla riduzione delle tensioni muscolari e al miglioramento della mobilità articolare, il che ha portato una maggior facilità di movimento e, quindi, minor paura, disabilità e depressione.

Gli autori sperano che questo studio favorisca la diffusione dell’uso dell’osteopatia in quanto trattamento poco costoso e privo di effetti collaterali.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: calcolo della numerosità campionaria (quante persone reclutare); gli operatori hanno tentato di controllare che le persone reclutate non seguissero altre terapie; OMT comparata con l’esercizio fisico, terapia solitamente considerata di prima linea in caso di lombalgia (le terapie manuali vengono solitamente considerati interventi aggiuntivi di seconda linea); risultati “a tutto tondo”, dal dolore all’umore; buona discussione di studi passati con risultati in linea o discordanti rispetto allo studio attuale.

Limiti: l’OMT è stato eseguito da un fisioterapista, mentre l’esercizio fisico da studenti; non è ben spiegato nell’introduzione il perché si sia scelto di valutare anche l’associazione fra lombalgia cronica e depressione; alcuni criteri di esclusione non erano necessariamente tali (es. non sembra esserci particolare correlazione fra differenza nella lunghezza degli arti inferiori e lombalgia); mancanza di follow-up per vedere i risultati a lungo termine; manca una valutazione adeguata dei limiti dello studio; non sono stati valutati eventuali effetti collaterali.

I dati ipotizzati per il calcolo della numerosità campionaria non si sono rivelati consistenti con i risultati nello studio, cosa che inficia la potenza dello studio (la capacità di trovare un effetto che effettivamente esiste): anche se è stato eseguito un calcolo a posteriori della potenza, questa pratica è considerata circolare e poco informativa (detto altrimenti: in mancanza di un risultato la potenza viene normalmente bassa, mentre in presenza di un risultato la potenza viene normalmente alta)

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