di Joanna L. Kramer, Kathleen De Asis | Anno 2021

Interventi osteopatici tramite telemedicina in una popolazione pediatrica: uno studio retrospettivo di singoli casi

Ambito:

Dolore in popolazione pediatrica

Tipo di studio:

Studio retrospettivo di singoli casi

Data di pubblicazione della ricerca:

19-08-2021

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Scopo dello studio

  • Obiettivo: riportare l’esperienza di un pediatra osteopata nell’insegnare, tramite telemedicina, tecniche semplificate di OMT ai genitori (o caregiver) da eseguire sui figli
  • Outcome misurati:
    • Primario: dolore
    • Secondari: effetti avversi e soddisfazione dei pazienti

Partecipanti

  • Numero: 18 persone
  • Criteri di inclusione: famiglie con bambini o ragazzi, seguite da tempo da uno specifico pediatra osteopata, che hanno deciso di convertire il loro appuntamento in una visita di telemedicina
  • Gruppo di studio: un solo gruppo
    • Gruppo 1: 18 persone (12 ragazze e 6 ragazzi, età media 13,6 anni, con un range da 6 mesi a 19 anni)

Interventi e valutazioni

  • 54 visite di telemedicina in totale (3 in media, con un range da 1 a 9) da 30 minuti l’una
  • durante queste visite, i genitori (o caregiver) eseguivano delle tecniche semplificate di osteopatia che il pediatria osteopata, tramite video, descriveva verbalmente e mostrava concretamente (anche con l’aiuto di suoi studenti). Il pediatra dava istruzioni su come posizionare i pazienti, posizionare le mani, percepire i cambiamenti nella palpazione ed eseguire le tecniche
  • valutazione del dolore tramite scala Wong-Baker FACES per i bambini/ragazzi con più di 3 anni
  • la soddisfazione dei genitori o caregiver è stata raccolta tramite questionario anonimo compilato su base volontaria

Risultati

  • Outcome primari: il dolore post-trattamento (2,57 ± 2,58) è risultato inferiore rispetto al dolore pre-trattamento (6,77 ± 2,07) in maniera statisticamente significativa. La diminuzione del dolore tramite telemedicina (4,20 ± 3,42) è risultata comparabile con quella ottenuta su quei pazienti nelle ultime visite di persona (3,32 ± 2,61).

Sono state usate le seguenti tecniche semplificate di OMT:

    • nel 29,7% dei casi, tecniche di inibizione
    • nel 28,8%, tecniche sui tessuti molli
    • nel 17,7%, tecniche di counterstrain
    • nel 14,3%, tecniche di rilascio miofasciale
    • nel 5,9%, tecniche ad energia muscolare
    • nel 2,7%, tecniche articoli
    • nello 0,9%, tecniche di bilanciamento delle tensioni legamentose

Con queste tecniche sono stati trattati i seguenti dolori:

    • nel 26,3% dei casi, mal di schiena
    • nel 23,7%, cervicalgia
    • nel 14,4%, mal di testa
    • nel 13,6%, dolori alle braccia
    • nel 12,7%, dolori alle gambe
    • nel 5,9%, dolori all’addome
    • nel 2,5%, dolori alle anche
    • nello 0,8%, dolori costali
  • Outcome secondari: non sono stati riportati effetti avversi seri. Solo 4 persone durante 5 delle 54 visite hanno riportato un lieve peggioramento del dolore durante le visite, peggioramento che si è risolto nello stesso giorno della visita in tutti i casi.
    5 questionari di soddisfazione sono stati compilati e hanno riportato una maggior confidenza nell’usare tecniche osteopatiche da parte dei genitori o caregiver, benché sia stata indicata la preferenza ad avere appuntamenti di persona piuttosto che visite di telemedicina.

Discussione

La “tele-osteopatia” si è dimostrata in grado di migliorare la percezione dolorifica nella popolazione pediatrica. Nello specifico, lo studio ha mostrato che per un osteopata è possibile direzionare i genitori ad eseguire semplici tecniche sui propri figli, senza avere effetti avversi e, anzi, avendo ottimi risultati.

Gli effetti avversi riportati sono risultati maggiori rispetto a quelli riportati durante le visite di persona (9,3% vs 2,5%), ma ciò può essere dovuto all’esecuzione non corretta di una tecnica. Tuttavia, il fatto che tutti gli effetti avversi si siano risolti nell’arco della giornata depone comunque a favore della telemedicina.
Nei questionari di valutazione, le famiglie hanno apprezzato particolarmente la possibilità di seguire le cure in maniera sicura (ossia evitando il rischio di contagio da Covid-19). A tal proposito, è interessante come una famiglia abbia espresso la volontà di continuare le visite di telemedicina rispetto a visite di persona.

In maniera molto pragmatica, sfruttare la telemedicina non solo permette ai pazienti di essere seguiti costantemente, ma anche ai terapeuti di lavorare (e quindi percepire uno stipendio) in situazioni in cui, come durante la pandemia, lavorare di persona è impossibile.

La recensione di Osteopedia

A cura di Marco Chiera

Punti di forza: lo studio mostra come semplici tecniche osteopatiche possano essere insegnate a distanza, così che i pazienti possano usarle al bisogno e prendersi meglio cura di sé o dei propri cari. Così facendo, inoltre, si evita che le persone non ricevano le adeguate cure o tardino nel riceverle quando sono impossibilitate a recarsi dall’osteopata, per imprevisti, malattie o com’è successo durante la pandemia.

In situazioni in cui l’osteopata non può trattare direttamente i pazienti, sapere che certe tecniche possono essere insegnate a distanza è una risorsa fondamentale, soprattutto oggi che la tecnologia permette di raggiungere ogni luogo (o quasi) e che la tecnologia stessa si sta sviluppando sempre più. Basti pensare allo sviluppo della realtà virtuale e all’implementazione di terapeuti virtuali che assistono le persone nella loro cura: questo fenomeno, che per anni è stato appannaggio della psicologia, diventa, con studi come questo, qualcosa che può coinvolgere anche discipline come l’osteopatia.
Viceversa, questo studio mostra come l’evoluzione tecnologica possa essere fondamentale per l’insegnamento.

Limiti: non è specificato come sono stati definiti e raccolti gli effetti avversi; il questionario per la soddisfazione, essendo stato compilato solo su base volontaria, si presta a bias (es. l’hanno compilato solo le persone soddisfatte); sono state coinvolte solo famiglie che conoscevano da tempo l’osteopatia e che, quindi, potevano già avere aspettative positive (effetto placebo). Inoltre, il piccolo campione impedisce una generalizzazione dei risultati.

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