Barbara Simone
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07/07/2026 - Ultimo aggiornamento 07/07/2026
Daniel Y. Leung, Edward G. Stiles | Anno 2025
Miglioramento clinicamente significativo della funzionalità polmonare per giocatrici collegiali di calcio dopo OMT con restrizioni nel movimento della gabbia toracica correlate con Screening Zink Ampliato
Ambito:
Funzionalità polmonare
Tipo di studio:
Studio clinico
Data di pubblicazione della ricerca:
08-12-2025
Scopo dello studio
- Obiettivo: valutare l’utilità di un nuovo modello di screening Zink ampliato sia in grado di correlare con le disfunzioni somatiche riscontrate, con l’area di maggiore restrizione e con l’efficacia del trattamento misurata tramite spirometria.
- Outcome misurati:
- Outcome primario: valutazione del volume espiratorio forzato in 1 secondo (FEV1) e del suo rapporto con la capacità vitale forzata (FEV1/FVC).
- Outcome secondari: valutazione della correlazione tra gli screening e la sequenza di trattamento OMT eseguita, e degli effetti benefici soggettivi riportati dopo il trattamento.
Partecipanti
- Numero: 8 donne (età media 20,5 anni).
- Criteri di inclusione: donne, età minima 18 anni, appartenenti alla rosa ufficiale della squadra di calcio dell’Università di Pikeville.
- Criteri di esclusione: disturbi emorragici, malformazioni congenite, lesioni del midollo spinale, fratture recenti, storia di ictus o insufficienza cardiaca e disturbi neurologici come lesioni cerebrali traumatiche.
- Gruppi di studio: 2 gruppi ottenuti tramite randomizzazione
- Gruppo 1: Screening Zink Ampliato, 5 donne.
- Gruppo 2: Screening Zink Tradizionale, 3 donne.
Interventi e valutazioni
- Valutazione della funzionalità polmonare secondo i parametri di FEV1 e FEV1/FVC tramite misurazioni spirometriche prima e dopo il trattamento
- Raccolta di feedback soggettivi sui benefici del trattamento tramite domande aperte.
- Valutazione delle disfunzioni somatiche:
- un primo operatore eseguiva lo screening assegnato (Tradizionale o Ampliato);
- un secondo operatore eseguiva lo stesso screening in maniera indipendente e poi applicava il trattamento;
- il primo operatore rieseguiva lo screening dopo il trattamento.
- Screening:
- Screening Zink Tradizionale: valutazione della rotazione fasciale alle quattro giunzioni (craniocervicale, cervicotoracico, toracolombare, lombosacrale);
- Screening Zink Ampliato: aggiunta di dettagli sulla lateralità (mediale, laterale, ipsilaterale) e sulla natura della restrizione (durale o muscolare).
- 1 sessione.
- OMT:
- tecniche utilizzate: craniali, ad energia muscolare, funzionali e di bilanciamento delle tensioni legamentose.
Risultati
- Outcome primari:
- tutte le partecipanti hanno mostrato una funzione polmonare normale o migliorata dopo l’OMT. In particolare, una partecipante ha mostrato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo: un aumento del 23% nel rapporto FEV1/FVC (passando da un pattern ostruttivo a uno normale) e un aumento del 16% di FEV1.
- Outcome secondari:
- sette partecipanti hanno mostrato disfunzioni somatiche craniche, costali e sacrali, mentre sei hanno mostrato disfunzioni cervicali e toraciche. Tutte hanno mostrato disfunzioni somatiche lombari, alle ossa iliache e alle estremità inferiori.
- dopo l’OMT, tutte le quattro giunzioni fasciali sono risultate equalizzate in tutte le partecipanti;
- in cinque partecipanti, il cranio è stato trattato come prima area. A tal proposito, lo Screening Zink Ampliato ha aiutato ad identificare le aree di maggior restrizione e, quindi, a dirigere il trattamento.
- quattro partecipanti hanno riportato, subito dopo l’OMT, di respirare meglio, sentirsi più alte, leggere e di avere più facilità nel camminare, flettersi e piegarsi.
Discussione
Lo studio ha mostrato come uno Screening Zink Ampliato possa essere un modello efficace per identificare le regioni chiave del corpo che necessitano di OMT. In particolare, in queste partecipanti lo Screening Ampliato ha evidenziato l’importanza di trattare il cranio, zona tipicamente coinvolta negli infortuni.
Gli autori hanno scoperto una “disfunzione restrittiva della gabbia toracica”, legata a pattern di disfunzioni costali, che potrebbe causare pattern ostruttivi nei test spirometrici. Il trattamento di queste restrizioni ha infatti permesso di ripristinare la normale funzione polmonare, con risultati che in alcuni casi hanno superato i benefici tipicamente attesi dai farmaci broncodilatatori.
I limiti dello studio riguardano la natura solo correlativa dei risultati, il piccolo campione di partecipanti coinvolte (nonostante questo renda lo studio una sorta di studio di serie di casi), la possibile presenza di bias fra gli operatori che hanno effettuato gli screening e la natura soggettiva dei feedback.
La recensione di Osteopedia
A cura di Marco Chiera
Punti di forza: buona rappresentazione dei dati raccolti nelle tabelle; interessanti le valutazioni fatte su disfunzioni ed effetti dell’OMT emersi nelle varie partecipanti; valutazione della significatività clinica; analisi dei limiti dello studio (anche se parziale).
Limiti: bassa numerosità campionaria; mancanza di cecità fra operatori e partecipanti (alcune considerazioni sull’efficacia dello screening possono essere derivate più dalla conoscenza dell’anamnesi delle partecipanti più che dallo screening effettuato); possibile bias in quanto le partecipanti sapevano che sarebbero state trattate.
Una serie di elementi descritti nei risultati sarebbero potuti andare nelle discussioni in quanto sono considerazioni sugli outcome misurati e in quanto lo studio si presenta come studio clinico, e non come serie di casi.
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